
Svolta improvvisa: il gelo lascia spazio alle piogge
(TEMPOITALIA.IT) L’ondata di freddo di matrice artico-continentale ha ormai avvolto l’Italia, regalandoci un Capodanno decisamente rigido, specialmente durante le ore notturne. Abbiamo vissuto una fase invernale molto netta, caratterizzata però dall’assenza totale di fenomeni: niente pioggia e nessuna nevicata, poiché questa irruzione si è rivelata essenzialmente secca. Tuttavia, lo scenario atmosferico è procinto di mutare con estrema rapidità. Già nel corso dell’imminente fine settimana, l’atmosfera tornerà a mostrare il suo volto più dinamico e turbolento, riportando il cattivo tempo su numerose aree del nostro Paese.
Il ritorno del libeccio scalda il Centro-Sud
Basteranno poche ore affinché i venti settentrionali cedano il passo a correnti decisamente più umide e temperate di libeccio, in arrivo da sud-ovest. Questo cambio di circolazione avrà ripercussioni immediate, soprattutto sulla colonnina di mercurio. Le temperature subiranno una decisa impennata, in particolare al Centro-Sud, dove tra Sabato 3 e Domenica 4 Gennaio i valori massimi potrebbero toccare punte di 17-18°C in diverse località. Il vento di libeccio agirà come un vero e proprio trasportatore di calore, spingendo masse d’aria cariche di umidità dal Mediterraneo occidentale e dal Nord Africa verso la nostra penisola. A risentire maggiormente di questo sbalzo termico saranno città come Palermo, Reggio Calabria, Cosenza, Crotone, ma anche Lecce, Bari, Foggia, Termoli e Pescara. Si tratterà di un salto notevole rispetto al gelo pungente dei giorni scorsi.
Weekend di instabilità: rischio nubifragi sul Tirreno
Il rientro delle correnti sud-occidentali non porterà solo un clima più dolce. L’umidità intrinseca al libeccio alimenterà infatti precipitazioni diffuse sia nella giornata di Sabato che in quella di Domenica 4 Gennaio. Ci attende dunque un fine settimana più mite, ma decisamente compromesso dal punto di vista meteorologico. Le zone maggiormente esposte saranno quelle che si affacciano sul Mar Tirreno. Tra la Toscana, il Lazio e la Campania le piogge cadranno frequenti e potrebbero assumere carattere di forte intensità, con il rischio concreto di nubifragi, specialmente a ridosso dei rilievi. In questo contesto, giocherà un ruolo fondamentale l’effetto “stau”: i venti umidi impatteranno contro la barriera degli Appennini, costringendo l’aria a salire e condensare velocemente, scaricando ingenti quantità d’acqua.
Domenica 4 Gennaio sotto la lente: accumuli ingenti
Durante la giornata di Domenica 4, il fronte instabile tenderà a espandersi, coinvolgendo anche il versante dell’Adriatico. I fenomeni più significativi colpiranno la bassa Toscana, il Lazio e la Campania, estendendosi poi a Marche, Abruzzo, Umbria, Molise, Puglia e Basilicata. I modelli matematici suggeriscono cautela: in particolare tra Molise, Campania, Lazio e il basso Abruzzo, gli accumuli pluviometrici potrebbero superare i 60 millimetri nell’arco delle 24 ore, un dato che richiede un attento monitoraggio. Piovaschi a carattere intermittente bagneranno anche la Puglia meridionale, la Calabria tirrenica e la Sardegna, mentre altrove il tempo si manterrà più asciutto. Una distribuzione delle piogge irregolare, classica delle configurazioni dominate dalle correnti occidentali. Passata questa fase perturbata, lo sguardo si proietta già verso l’Epifania, quando l’inverno potrebbe tornare a ruggire con nuovo freddo e neve, ma questa è un’altra storia che necessiterà di ulteriori conferme.
Fonti e centri di calcolo internazionali: (TEMPOITALIA.IT)






