(TEMPOITALIA.IT) Osservare la neve imbiancare la pianura durante il giorno dell’Epifania rappresenta una casistica decisamente insolita nella storia climatica recente dell’Italia. Per rintracciare l’ultimo episodio analogo bisogna riavvolgere il nastro fino al 2017, sebbene in quella specifica occasione i fiocchi decisero di coinvolgere quasi unicamente il Sud, spingendosi coraggiosamente fino ai litorali, mentre il Centro-Nord restò a guardare. Se invece si ricerca una Befana caratterizzata da un manto bianco sulle regioni settentrionali, è necessario tornare ancora più indietro nel tempo, rievocando gli eventi accaduti tra il 2009 e il 2010. Per una nevicata che possa definirsi davvero storica, diffusa e consistente, il punto di riferimento rimane l’inverno del 1985. Da quel momento in poi, il 6 Gennaio si è spesso presentato con vesti miti. Adesso, tuttavia, lo scacchiere atmosferico mostra un mutamento concreto e tangibile.
Il ciclone dell’Epifania prende forma
Le chance di assistere a nevicate durante la giornata di Martedì 6 Gennaio sono in costante ascesa, sebbene alcuni tasselli del puzzle previsionale troveranno la loro collocazione definitiva solo a ridosso dell’evento. Il quadro sinottico generale appare però ormai tracciato. Il regista di questa operazione sarà un ciclone invernale, energizzato da aria artica, che andrà ad approfondirsi con rapidità sul Tirreno centrale. Lungo il fianco orientale di questo vortice prenderà vita un sistema nuvoloso esteso e carico di precipitazioni. Tale fronte perturbato attraverserà buona parte del Centro e del Nord-Est, generando le condizioni perfette affinché la neve possa raggiungere la pianura, laddove il cuscino freddo nei bassi strati risulterà abbastanza tenace.
Freddo nei bassi strati e quota neve in crollo
Già a partire da Lunedì 5 Gennaio, l’irruzione delle correnti artiche favorirà un abbattimento sensibile delle temperature, specialmente nei bassi strati della Val Padana e su porzioni del Centro. Lo zero termico subirà una picchiata, preparando il terreno a fenomeni nevosi capaci di spingersi fino al livello del mare. Con l’ingresso del ciclone, lo scenario diverrà propizio per la neve in pianura su Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Discorso diverso per il Trentino-Alto Adige e la Lombardia orientale, dove saranno possibili episodi più marginali, associati a rovesci intermittenti. Le aree appenniniche centrali, specificamente tra Toscana e Marche, si preparano invece a ricevere nevicate abbondanti e continue, con la quota dei fiocchi destinata a scendere rapidamente.
Appennino centrale e Toscana: nevicate significative
Sull’Appennino tosco-emiliano e su quello umbro-marchigiano la dama bianca potrà spingersi fino ai 200–300 metri, colpendo in particolare il Fiorentino, l’Aretino, il Casentino e il Pistoiese. In questi territori il raffreddamento avverrà in modo repentino e le precipitazioni risulteranno ben strutturate. Non si esclude la possibilità di vedere fiocchi anche sulla città di Firenze, sebbene le probabilità più elevate riguardino le zone immediatamente limitrofe. Spostando lo sguardo al Nord-Est, centri urbani come Modena, Bologna, Imola, Cesena, Forlì, Ravenna e Ferrara risultano esposti a nevicate che appaiono sempre più probabili. Per quanto concerne Venezia, l’arrivo dei fiocchi dipenderà dalla resistenza delle temperature al suolo. Sugli accumuli vige ancora incertezza: i valori potranno oscillare da una semplice coreografia bianca fino a 5–10 centimetri nelle zone meglio posizionate della Val Padana orientale, con un focus particolare tra Emilia orientale e Romagna.
Le aree meno coinvolte e l’evoluzione successiva
Rimarranno escluse dalle nevicate in pianura la Valle d’Aosta, il Piemonte e la Liguria occidentale; in queste aree la dinamica rotatoria del ciclone non agevolerà l’ingresso delle precipitazioni più fredde. Qualche episodio fugace potrà interessare lo Spezzino, anche a quote molto basse, mentre sui rilievi montani la neve cadrà copiosa senza ostacoli. Tra Abruzzo, bassa Toscana, Molise e Lazio, nel giorno dell’Epifania i fenomeni nevosi resteranno inizialmente confinati alle quote collinari e montane. Ciononostante, la situazione evolverà velocemente. Mercoledì 7 Gennaio il gelo conquisterà ulteriore terreno verso il Centro-Sud, imponendo un ulteriore calo della quota neve fino a livelli decisamente bassi.
Fonti e approfondimenti scientifici internazionali:
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) – Analisi climatica globale
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) – Modelli previsionali europei
- Met Office (UK National Weather Service) – Previsioni e sistemi frontali
- WMO (World Meteorological Organization) – Monitoraggio eventi estremi
- Météo-France – Bollettini meteorologici per l’Europa occidentale







