
(TEMPOITALIA.IT) Il mosaico atmosferico sull’Europa sta assumendo connotati pienamente invernali. Una vasta e profonda depressione gelida sta abbracciando il comparto centro-settentrionale del Vecchio Continente, alimentata da un massiccio afflusso di correnti di estrazione artica. In questo frangente, solamente il bacino del Mediterraneo e una porzione dei Balcani riescono ancora a godere di condizioni relativamente più temperate, supportate dalla presenza di un vortice attivo nei pressi della Penisola Iberica. Tuttavia, questa configurazione è destinata a durare poco. I venti polari sono infatti pronti a irrompere con veemenza verso il Mediterraneo occidentale, spingendo il sistema ciclonico direttamente verso l’Italia.
Italia divisa in due già da oggi Domenica 4 Gennaio
A partire dalla giornata di Domenica 4 Gennaio, il nostro Paese verrà progressivamente spaccato in due sotto il profilo meteorologico. Le regioni del Nord Italia e parte di quelle del Centro inizieranno ad avvertire l’ingresso di masse d’aria decisamente più rigide, mentre il resto della Penisola rimarrà ancora sotto l’egida di flussi umidi e miti di matrice mediterranea. Si tratta di un contrasto netto, destinato a perdurare. Questo assetto barico troverà conferma anche durante la festività dell’Epifania, con il freddo che guadagnerà terreno scendendo gradualmente verso sud. Un’evoluzione che rispecchia perfettamente una fase di transizione verso scenari spiccatamente invernali.
Saccatura artica e contrasti favorevoli alla neve
L’intera saccatura gelida tenderà a orientare il proprio asse di affondo proprio verso l’Italia. L’intrusione delle masse d’aria artiche si farà più incisiva proprio a partire dall’Epifania e nelle giornate a seguire. I contrasti termici tra il flusso freddo in entrata e l’aria più tiepida preesistente risulteranno esplosivi, generando un contesto ideale per lo sviluppo di precipitazioni. Laddove il calo termico nei bassi strati risulterà sufficiente, non si esclude la comparsa della neve fino a quote molto basse e localmente in pianura, con un focus particolare sull’Emilia-Romagna e lungo i settori del medio-alto versante dell’Adriatico. Ci troviamo di fronte a un passaggio delicato, dove l’esatta distribuzione dei fenomeni giocherà un ruolo fondamentale.
Tra 7 e 8 Gennaio freddo in estensione verso il Sud
Tra Mercoledì 7 e Giovedì 8 Gennaio, la colata gelida dilagherà anche verso il Sud Italia, mentre la circolazione depressionaria traslerà lentamente verso est. La neve imbiancherà diffusamente i rilievi, con concrete possibilità di sconfinamenti fin sulle aree collinari nelle zone più esposte alle correnti. L’evoluzione sarà pilotata da nuovi impulsi di aria artica, capaci di mantenere le temperature su valori invernali. Questa fase di crudo assalto invernale, tuttavia, non sembra destinata a durare a lungo. Verso la fine della settimana successiva è probabile il ritorno di correnti più miti, anche se il contesto generale resterà dinamico, con possibili nuove oscillazioni del termometro.
Evoluzione prevista giorno per giorno
Per oggi Domenica 4 Gennaio ci si attende una prevalenza di tempo stabile al Nord, salvo addensamenti in Emilia-Romagna, dove non si escludono deboli fioccate a bassa quota lungo la dorsale dell’Appennino. Le piogge più organizzate colpiranno le regioni centrali, con una tendenza al peggioramento anche sulle aree del Sud.
Durante Lunedì 5 Gennaio, i fenomeni risulteranno più diffusi al Centro-Sud, con rovesci concentrati sul versante del Tirreno. Sull’Appennino tra Marche e Umbria la neve potrà spingersi fino in collina, mentre al Nord e sul medio Adriatico si percepirà un crollo delle temperature ben più evidente.
Nel giorno dell’Epifania, il tempo risulterà rigido e instabile, con nevicate che potranno raggiungere la pianura su parte del Nord-Est e su alcuni settori di Marche e Umbria, in un quadro ormai di stampo puramente invernale.
Tendenza successiva
L’apice di questa fase ciclonica a carattere freddo è previsto tra il 7 e l’8 Gennaio, con precipitazioni ancora attive al Centro-Sud e una quota neve in ulteriore abbassamento a causa dell’arrivo di nuovi impulsi artici. L’evoluzione successiva rimarrà improntata alla variabilità, senza che si intravedano segnali di una stabilità duratura.
Fonti e approfondimenti scientifici internazionali:
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) – Monitoraggio delle anomalie termiche globali
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) – Previsioni a medio termine per l’Europa
- Met Office (UK National Weather Service) – Analisi delle correnti artiche
- DWD (Deutscher Wetterdienst) – Bollettini meteo Europa centrale
- Météo-France (Servizio Meteorologico Francese) – Evoluzione delle depressioni mediterranee






