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Una calza della Befana piena di neve: GFS conferma, il confronto con ECMWF

Antonio Romano di Antonio Romano
04 Gen 2026 - 11:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’orizzonte temporale si restringe sempre più: l’evoluzione meteo delle prossime ore ribadisce l’approssimarsi di un’ondata di gelo di notevole caratura, forse tra le più incisive degli ultimi anni per la stagione invernale recente. L’irruzione di aria artica nel bacino del Mediterraneo creerà i presupposti ideali per nevicate a quote bassissime e, localmente, fino in pianura. Il timing è ormai scolpito: l’apice coinciderà con il giorno dell’Epifania, Martedì 6 Gennaio. La statistica climatica recente ci ha abituati a un 6 Gennaio spesso avaro di fenomeni nevosi, specialmente al Centro-Nord. Se la mente corre al 1985 per trovare eventi davvero epocali, e gli episodi successivi (compresi quelli attorno al 2010) sono risultati isolati e poco omogenei, questo inizio di 2026 sembra voler riscrivere la storia recente. Lo scenario appare decisamente diverso, più dinamico e potenzialmente propizio al ritorno della dama bianca su vaste porzioni di territorio.

 

Ciclone in approfondimento sul Tirreno

Le mappe sinottiche mostrano con crescente nitidezza la genesi di un ciclone ben strutturato tra il 6 e l’8 Gennaio, con un minimo barico che andrà scavandosi sul Mar Tirreno. Sarà proprio questa trottola depressionaria il motore immobile del marcato peggioramento atteso su buona parte del Centro-Sud e, parzialmente, anche sulle regioni settentrionali. Al contrario, le regioni nord-occidentali, nello specifico Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, dovrebbero rimanere ai margini dei fenomeni, trovandosi sotto il tiro di correnti che non favoriscono lo sviluppo del fronte perturbato in quei settori. Il cuore pulsante dell’evento batterà più a est.

 

Le aree più esposte secondo il modello americano

Basandosi sull’ultimo aggiornamento del modello GFS, elaborato dal prestigioso Centro Meteo Americano, le chance maggiori di vedere la neve cadere in pianura si focalizzano sulla Val Padana orientale e su specifici settori del Centro. Il fronte instabile, posizionato sul lato orientale del ciclone, risalirà verso nord-est spazzando il Centro Italia durante la giornata di Martedì 6 Gennaio, portando con sé precipitazioni diffuse, a tratti violente, e nevicate copiose lungo la dorsale dell’Appennino. In questo quadro, la simulazione statunitense ipotizza fiocchi estesi fino al piano su Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, con accumuli di rilievo specialmente nelle zone pedemontane e in Romagna. Le proiezioni evidenziano nevicate potenzialmente importanti tra Forlì, Cesena, Rimini, Ravenna e Bologna. Anche sull’Alta Toscana e sulle Marche settentrionali la neve potrebbe spingersi fino alla bassa collina. Se l’intensità delle precipitazioni lo consentirà, non si escludono fiocchi misti a pioggia fin sulle coste dell’alto Adriatico.

 

Il confronto con il Centro Meteo europeo

Lo scenario, tuttavia, non è ancora inciso nella pietra. Il Centro Meteo Europeo (ECMWF) predica maggiore cautela per il Nord-Est, ridimensionando in modo sensibile il coinvolgimento del Triveneto e relegando le nevicate a episodi deboli o semplici coreografie. Seguendo questa linea di pensiero, il baricentro della fase nevosa scivolerebbe più a sud, colpendo con maggiore decisione la Romagna, le Marche settentrionali, l’Umbria e l’Alta Toscana, dove i fiocchi appaiono molto probabili almeno sino alle quote collinari. La discrepanza tra le due visioni dipende interamente dalla posizione finale del minimo di bassa pressione, previsto in approfondimento nei pressi della Corsica. Uno slittamento anche millimetrico della traiettoria potrebbe stravolgere la distribuzione dei fenomeni e la quota neve.

 

Dettagli decisivi nelle prossime ore

I nodi previsionali verranno sciolti in via definitiva all’inizio della settimana, nel momento in cui il ciclone entrerà nella sua fase di maturità e il fronte perturbato innescherà la sua risalita verso il Centro-Nord. La tendenza di fondo, però, rimane inequivocabile: freddo pungente, maltempo diffuso e neve protagonista, con alcune regioni pronte a vivere un’Epifania bianca come non succedeva da decenni.

 

Fonti e approfondimenti scientifici internazionali:

  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) – Prodotti modellistici globali GFS
  • NCEP (National Centers for Environmental Prediction) – Analisi meteorologiche avanzate
  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) – Previsioni a medio raggio Europa
  • Met Office (UK National Weather Service) – Monitoraggio depressioni mediterranee
  • DWD (Deutscher Wetterdienst) – Bollettini meteo continentali

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: Appennino centralearia articaciclone epifaniaGFS meteoneve pianuranord-est italiaromagna neve
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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