(TEMPOITALIA.IT) Forse ci siamo, o almeno così sembra. Il condizionale rimane d’obbligo nella meteorologia, ma i segnali indicano che stiamo procedendo verso quello che, nel linguaggio degli esperti, viene definito split del vortice polare. Si tratta di una dinamica dalle conseguenze potenzialmente pesanti, che richiede ancora conferme ufficiali prima di poterne mappare gli effetti reali sul Continente. Inizialmente sarà necessario valutare quanto l’aria gelida si estenderà sull’Europa, per poi capire se i tasselli necessari a un coinvolgimento diretto dell’Italia si incastreranno alla perfezione.
Un febbraio d’altri tempi e il ritorno del freddo intenso
Questi elementi sono di rilevante interesse, poiché potrebbero condurci verso un Febbraio caratterizzato da un clima d’altri tempi. Sebbene alcune configurazioni invernali rappresentino eventi storici a causa di tempi di ritorno molto lunghi, è altrettanto possibile che tali cicli siano ormai maturi per riproporsi. Senza dover citare necessariamente le annate più famose del passato, è preferibile concentrarsi sulla circolazione atmosferica attuale. Il Vortice Polare si presenta debole sin dall’Autunno scorso, mostrando una fragilità strutturale non indifferente.
La crisi della stratosfera e il riscaldamento maggiore
La parte stratosferica del sistema, che ha influenzato negativamente le scorse stagioni invernali bloccando il freddo alle alte latitudini, continua a resistere agli assalti della troposfera, ma la sua tenuta sembra prossima al collasso. Tutti i centri di calcolo internazionali, senza eccezioni, mostrano un riscaldamento stratosferico di portata enorme, classificabile come Major Stratwarming. Questa impennata termica dovrebbe produrre la rottura definitiva del vortice. Le proiezioni elaborate negli Stati Uniti e quelle nate dai modelli in Europa concordano su questa direzione, pur mantenendo differenze sulle tempistiche precise.
Perché i modelli matematici non mostrano ancora il ribaltone
Molti potrebbero domandarsi come mai le mappe di previsione quotidiana non mostrino ancora scenari di gelo estremo. La spiegazione risiede nella natura stessa di queste dinamiche, che risultano talmente improvvise e impattanti da non essere lette correttamente se non a ridosso dell’evento. Per questo motivo, nei prossimi giorni le simulazioni andranno monitorate con estrema cura, poiché potrebbero verificarsi ribaltoni evolutivi e sorprese inaspettate. Il freddo è pronto a prendere il sopravvento in ampie aree del vecchio Continente, con l’incognita di una possibile invasione fin nel cuore del Mediterraneo.
La rottura, o split, non rappresenta una garanzia assoluta di successo per chi spera nella neve a quote basse, ma aumenta in modo esponenziale le probabilità di assistere a un mese di Febbraio di portata storica.
Credits: National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), Met Office UK, World Meteorological Organization (WMO) (TEMPOITALIA.IT)










