
(TEMPOITALIA.IT) Febbraio è iniziato senza mostrare particolari segnali di freddo intenso, anzi, il tempo potrebbe proporre fasi molto miti, quasi simili a un esordio della Primavera. La grande massa d’aria gelida, che ha già colpito parte dell’Europa, avrà per ora difficoltà a penetrare verso l’Italia, dove il flusso proveniente dall’Oceano Atlantico soffia senza interruzioni.
In molti si domandano se la stagione invernale saprà riscattarsi proprio nelle sue battute finali. Le tempistiche non mancano e le configurazioni atmosferiche restano interessanti a causa di un Vortice Polare debole. Tuttavia, fino a questo momento, abbiamo visto sfumare opportunità significative per essere investiti da ondate di gelo come non accadeva da molti anni.
Tra la fine di Dicembre e l’inizio di Gennaio, l’Italia è stata appena lambita dal freddo siberiano, mentre le temperature sono crollate su valori glaciali subito oltre il Mar Adriatico, nei vicini Balcani. Attualmente, una dinamica simile si sta ripetendo in questi primi giorni di Febbraio, con un serbatoio di aria gelata molto vasto che si è fermato sull’Europa Orientale.
Un’occasione del genere sarà difficile che possa ripresentarsi con la stessa facilità, ma la speranza è l’ultima a morire. Le ultime analisi meteorologiche suggeriscono comunque una svolta possibile durante la terza decade di Febbraio, in un contesto più invernale, sebbene al momento non siano ipotizzabili eventi di portata clamorosa.
Attenzione a Marzo, che potrà sorprenderci
Esiste comunque la prospettiva di un mese di Marzo estremamente altalenante, con potenziali colpi di coda della stagione fredda. Crediamo sia ancora troppo presto per considerare concluso il periodo invernale, tenendo conto delle sorprese che Marzo è talvolta in grado di regalare. Quando si impegna seriamente, questo mese può rivelarsi molto più crudo rispetto a Febbraio.
Altro che Primavera, nulla è da escludere nonostante gli effetti del riscaldamento globale. Alcune irruzioni gelide marzoline sono capaci di portare la neve perfino nelle città di pianura e lungo le coste. In determinati casi, anche il mese di Aprile ha saputo portare freddo tardivo, purtroppo deleterio per l’Agricoltura, accompagnato da nevicate a quote collinari.
I precedenti storici del 2018 e del 1987
Basta tornare indietro di soli otto anni per ricordare una ondata di freddo straordinaria con neve a Roma, Napoli, Bari e Olbia negli ultimi giorni di Febbraio del 2018. Agli inizi di Marzo, mentre il gelo iniziava ad attenuarsi, arrivò la neve in pianura nel Nord Italia, accompagnata talvolta dal pericoloso fenomeno del gelicidio. Fu una situazione paragonabile a quella vissuta nei primi giorni di Marzo 2005.
In epoche più lontane, una clamorosa ondata di gelo colpì l’Italia nel Marzo 1987, una delle più eccezionali per intensità. A scatenare l’evento fu lo spostamento anomalo dell’Anticiclone Russo-Siberiano. A questo si aggiunsero nevicate memorabili che raggiunsero le coste. La città di Lecce misurò accumuli di 30 centimetri, ma fu nell’entroterra della Puglia che la neve cadde in quantità da record, con ben 80 centimetri a Castellana Grotte e oltre mezzo metro a Turi. Il gelo e la neve colpirono duramente anche il versante tirrenico del Centro-Sud. Potrebbe accadere di nuovo? Basterebbe molto meno nel corso di questo Marzo 2026 per gridare al grande evento meteorologico.
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