(TEMPOITALIA.IT) Le ultime annate hanno tracciato un solco profondo nelle dinamiche del clima primaverile nel nostro Continente. Se in passato questa stagione era celebre per i suoi numerosi colpi di coda dell’inverno, nel corso degli ultimi tempi si è trasformata in un periodo decisamente più dolce. Tuttavia, non sono mancate fasi critiche nei primi anni del decennio, mentre il 2024 e il 2025 si sono distinti per essere stati spiccatamente piovosi, in particolare nel Settentrione dell’Italia.
Nonostante la primavera sembri ancora capace di resistere parzialmente agli effetti del Global Warming, i primi calori fuori stagione di marzo e aprile, seguiti da temperature estive nel mese di maggio, non rappresentano più una rarità. Eppure, osservando lo scacchiere dell’Europa, la possibilità di assistere a irruzioni fredde tardive rimane un’eventualità sempre concreta.
Ciò che sta realmente mutando i connotati della primavera è paradossalmente l’eredità lasciata dall’inverno, la stagione fredda, infatti, lascia spesso dietro di sé un Vortice Polare estremamente attivo, un fenomeno che in epoche passate accadeva con una frequenza minore. Quando questa imponente struttura ciclonica entra in crisi, ad esempio nel mese di aprile, non è insolito assistere a discese di aria gelida di stampo prettamente invernale. Gli episodi del 2016 e del 2017 ne sono una prova evidente, così come l’aprile 2021 o il più recente aprile 2024, quando il giorno 22 sono stati rilevati nuovi record di freddo decennali in Piemonte.
Una primavera più rigida e instabile per l’Italia?
Al momento non è possibile escludere uno scenario caratterizzato da temperature più basse della norma e forte instabilità. Certamente non possiamo ipotizzare un trimestre interamente freddo, ma la probabilità di attraversare lunghe fasi con valori termici inferiori alle medie stagionali è piuttosto elevata. È già accaduto in passato che, dopo una stagione invernale deludente, la primavera si rivelasse, per assurdo, più cruda di alcuni periodi precedenti. Potrebbe dunque ripetersi la medesima situazione anche in questo 2026?
Sebbene l’inverno attuale abbia offerto alcuni spunti di freddo, le ultime giornate non hanno mostrato caratteristiche propriamente siberiane. Risulta quindi plausibile che il mese di marzo possa presentare un clima più rigido rispetto a questo scorcio finale di stagione. La tendenza verso l’estremizzazione meteorologica coinvolge ormai ogni periodo dell’anno, spesso assistiamo a inverni dominati da robusti anticicloni seguiti da primavere estremamente turbolente.
Questi rigurgiti di freddo possono manifestarsi nel cuore di aprile e persino durante i primi giorni di maggio, eventi che non sono affatto rari nemmeno nei decenni più recenti segnati dal riscaldamento globale, come insegna, ad esempio, il freddo e perturbato mese di maggio 2019. La variabilità atmosferica rimane la protagonista assoluta, pronta a ribaltare le previsioni con improvvise incursioni di aria polare che possono riportare la neve a quote collinari nel cuore del Mediterraneo.
Credits:
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): https://www.ecmwf.int/
- NOAA – Global Forecast System: https://www.ncei.noaa.gov/
- IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change): https://www.ipcc.ch/
- Copernicus Climate Change Service: https://climate.copernicus.eu/
- NASA Goddard Institute for Space Studies: https://data.giss.nasa.gov/
- WMO (World Meteorological Organization): https://wmo.int/







