(TEMPOITALIA.IT) Durante il mese di febbraio, le precipitazioni sono risultate davvero sovrabbondanti. Abbiamo attraversato un periodo estremamente piovoso, caratterizzato da condizioni meteo talmente umide che gran parte della popolazione ha manifestato segni di insofferenza. Ed è comprensibile, visti i lunghi periodi di grigiore.
Tuttavia, se le prossime settimane dovessero mantenere un regime di piogge leggermente superiore alle medie del periodo, non sarebbe affatto un evento negativo. Al contrario, a patto di scongiurare fenomeni meteorologici estremi, accumulare una buona scorta d’acqua è sempre un vantaggio per la terra. In questo approfondimento cercheremo di analizzare le ragioni per cui una primavera moderatamente piovosa sia auspicabile, perfino dopo un inverno così generoso in termini di millimetri caduti.
L’instabilità del Vortice Polare e i colpi di coda dell’inverno
L’andamento del Vortice Polare si sta dimostrando piuttosto capriccioso, manifestandosi poco solido e decisamente altalenante. Questo scenario cosa comporta esattamente? Innesca sbalzi di temperatura improvvisi che coinvolgono, in linea generale, l’intero contesto dell’Europa. Proprio per tale motivo, pur senza addentrarci in previsioni troppo specifiche, non possiamo assolutamente escludere possibili colate gelide di aria artica dirette verso l’Italia e il resto dell’Europa Meridionale.
Non è il caso di allarmarsi, poiché si tratta di semplici colpi di coda invernali del tutto fisiologici. Episodi di questo tipo rientrano perfettamente nelle classiche dinamiche dell’atmosfera e, qualora dovessero presentarsi, avrebbero solitamente una durata limitata. Si tratterebbe di fasi rapide, magari caratterizzate da un freddo tagliente proveniente da nord, ma destinate a svanire in tempi brevi per lasciare spazio a una successiva risalita termica.
Aprile: frequenti perturbazioni
Secondo le analisi dei modelli previsionali a lungo termine, il mese di aprile si preannuncia piuttosto incerto, quasi bizzarro. Si prevede il transito di numerose perturbazioni, con piogge frequenti e un cielo che si presenterà spesso di colore grigio. Una partenza stagionale con un’impronta così dinamica non deve essere vista come un problema, anzi, rappresenta una risorsa preziosa per l’ambiente.
I terreni hanno la necessità di incrementare le proprie scorte idriche, poichè l’estate sarà torrida e già il mese di maggio richiederà una quantità enorme di acqua per sostenere le colture. Oltretutto, presumibilmente a partire dalla seconda metà di aprile, assisteremo alle prime autentiche ondate di tepore, quegli episodi che diventeranno progressivamente la norma climatica. Non ci riferiamo ancora al calore soffocante dell’estate, quello che ormai rende insopportabile la stagione calda, ma di giornate con valori termici ben superiori alle medie, ideali per regalare un primo assaggio della stagione estiva. In questo contesto, però, dai terreni inizierà a evaporare una quantità d’acqua superiore alla norma.
I rischi legati ai contrasti termici e ai temporali violenti
Sebbene il tepore anticipato possa risollevare lo spirito e far piacere a molti, esiste un pericoloso rovescio della medaglia da non sottovalutare. I forti contrasti termici generano, seguendo una logica quasi matematica, temporali violenti. Questi fenomeni, inizialmente occasionali, diventeranno sempre più diffusi nel corso della stagione. È necessario mettere in conto la possibilità che maggio si riveli capriccioso, se non decisamente piovoso, una tendenza che ha già segnato il clima degli ultimi tre anni.
Le piogge democratiche come assicurazione per il futuro idrico
Nonostante l’irregolarità delle precipitazioni, i temporali primaverili costituiscono il nostro tesoro sotterraneo più prezioso. Siamo perfettamente consapevoli di quanto l’estate possa rivelarsi lunga, spietata e arida, dunque arrivare ai mesi più caldi con i bacini idrici colmi rappresenta la nostra unica vera assicurazione. Possiamo affermare che, in linea di massima, fino alla metà di maggio le piogge possono ancora manifestarsi in modo abbastanza democratico, distribuendosi uniformemente sul territorio della Penisola.
Successivamente, a partire da giugno e in modo particolare tra luglio e agosto, la scena sarà dominata quasi esclusivamente da temporali violenti. Questi eventi meteorologici scaricano enormi quantità di pioggia in zone estremamente circoscritte, alternando nubifragi a rapide schiarite, un meccanismo che purtroppo non permette la penetrazione completa dell’acqua nel sottosuolo. Proprio per questa ragione è fondamentale arrivare all’appuntamento estivo con le riserve necessarie, poichè le condizioni meteo dei mesi caldi difficilmente garantiscono precipitazioni utili a ricaricare le falde.
Credit
National Oceanic and Atmospheric Administration – NOAA
World Meteorological Organization – WMO







