(TEMPOITALIA.IT) L’Inverno 2025/2026 non ha ancora intenzione di congedarsi, anzi, pare proprio che voglia giocare la sua carta migliore proprio sul traguardo conclusivo. Mentre molti pregustavano già le prime camminate primaverili sotto un sole tiepido, l’atmosfera ha scelto di rimescolare le carte con un movimento repentino, affascinante. Si parla di una dinamica che prende il via ad altissima quota, a decine di migliaia di metri sopra le nostre teste, dove il vortice polare sta subendo uno scossone non indifferente. Prepariamoci dunque a un finale di stagione che potrebbe rivelarsi decisamente più bianco, pungente del previsto tra la fine di febbraio e gran parte del mese di marzo.
Uno stratwarming sopra l’Artico
Tutto ha origine da quello che definiamo stratwarming, un riscaldamento improvviso della stratosfera polare che lascia sempre meravigliati per la sua estrema rapidità. Immaginate che a circa 30.000 metri di altezza la temperatura aumenti di 40 gradi Celsius o 50 gradi Celsius in pochissimi giorni. Questo calore anomalo agisce come un cuneo che si conficca nel centro del vortice polare, quella potente trottola di aria gelida che solitamente staziona sopra il polo. Quando il colpo è ben assestato, la struttura perde il proprio equilibrio. In determinate circostanze si sposta semplicemente dalla sede naturale, ma in altre, proprio come pare stia succedendo ora, si spacca letteralmente in due.
Questa scissione, nota come split, rappresenta l’incubo di chi detesta il freddo, il sogno di chi spera ancora di utilizzare gli sci. Una volta che il vortice polare si frammenta, i due frammenti risultanti, i cosiddetti lobi, iniziano a vagabondare verso sud, trasportando masse d’aria di estrazione artica pronte a investire i continenti. Non si tratta di un processo immediato, servono solitamente dalle due alle quattro settimane affinché il caos in quota si trasferisca fin dove abitiamo noi, tuttavia la strada pare ormai tracciata.
Scenari per il Nord America e l’Europa
Se volgiamo lo sguardo oltre l’oceano, negli Stati Uniti e in Canada, il rischio di quello che gli esperti chiamano polar express è altissimo. Un lobo del vortice potrebbe scivolare lungo le pianure centrali, portando nevicate abbondanti, temperature che potrebbero calare ben sotto lo zero termico, con punte di -20°C nelle zone interne. In Europa, invece, la situazione risulta sempre un po’ più complessa da interpretare, poiché tutto dipende dalla posizione degli anticicloni di blocco. Se l’alta pressione riuscirà a posizionarsi stabilmente tra la Groenlandia e la Scandinavia, allora la porta del gelo per il nostro continente resterà spalancata per diversi giorni.
Dobbiamo attenderci un marzo pazzerello, forse più del consueto. Questo tipo di configurazione favorisce proprio tali contrasti estremi, dove l’aria mite del sud prova a resistere alle bordate gelide che giungono da nord, generando perturbazioni intense, nevicate a quote basse.
Cosa rischia l’Italia
E la nostra Italia? Noi ci troviamo nel mezzo della contesa. La nostra posizione nel Mar Mediterraneo ci rende spesso il bersaglio di questi affondi che giungono dalla Valle del Rodano o dalla porta della bora. Se il lobo europeo del Vortice Polare punterà verso i Balcani, le regioni del versante adriatico, il sud saranno in prima linea per venti di tramontana, rovesci nevosi. Al contrario, se l’aria fredda dovesse entrare più a ovest, sarebbero le regioni settentrionali, la Sardegna a vivere una fase invernale tardiva molto cruda.
Non è certo che il freddo conquisti tutta la Penisola in un colpo solo. Potremmo assistere a rapide altalene termiche, dove in Sicilia si sfiorano i 20°C per un richiamo di scirocco, mentre al nord si battono i denti sotto una pioggia gelata a 2°C. In un contesto di riscaldamento globale, tali eventi non devono stupirci, sono semplicemente l’altra faccia della medaglia di un’atmosfera sempre più energetica, meno prevedibile. Tenete i cappotti a portata di mano, perché la primavera 2026 potrebbe farsi attendere un po’ più del solito.
Credit
NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration







