
(TEMPOITALIA.IT) Attenzione alla giornata di giovedì 2 aprile. Le condizioni meteo potrebbero essere davvero molto proibitive per alcune regioni. La vasta area depressionaria che sta stringendo la penisola nella sua morsa non molla la presa. Sebbene si stia spostando leggermente verso est, il suo moto risulterà molto lento. Pertanto, ne consegue che non porterà (almeno subitissimo) quel miglioramento che molti speravano. Ma vediamo in dettaglio i cosa ci aspetta nelle prossime ore.
Forte instabilità
Ci aspetta, in effetti, un’altra giornata complicata per il Sud e per la fascia costiera del medio adriatico, dove la perturbazione continuerà a dettare legge. I lettori che vivono in Molise, Basilicata, Puglia e Calabria dovranno stare molto attenti. Innanzitutto, bisognerà in primis tenere l’ombrello a portata di mano. Si prevedono infatti piogge diffuse e rovesci a tratti anche piuttosto fastidiosi. Anche il nord della Sicilia sarà colpito.
Ma attenzione che non sarà solo l’acqua a dar fastidio. A soffiare prepotenti saranno i venti freddi dai quadranti nord-orientali. Aspettiamoci pertanto una bella sventagliata di bora o grecale. Per dirla tutta. Non sembrerà quasi di essere in primavera! Ma volendo vedere non è così anomalo. Piuttosto, sta diventando anomalo avere continuamente condizioni così perturbate per il Sud.
Maltempo non dovunque
Ma l’Italia è lunga. Ed è proprio la geografia a dividere il tempo in questa occasione. Tutta un’altra storia si respirerà al Nord e su una buona fetta del Centro. Poco da dire. Sarà un’altra giornata di sole, con una ventilazione fastidiosa e aria secca e cristallina.
Uno sguardo anche alle montagne. La quota neve si alzerà leggermente. Dopo la botta fredda del 25-27 marzo, stavolta la neve non riuscirà ad arrivare in pianura come è successo ad esempio a Ravenna. Lungo l’Appennino i fiocchi bianchi cadranno dai 1200 ai 1300 metri di altitudine.
Più in giù, in Sicilia, il limite per la neve si attesterà intorno ai 1400-1600 metri. Quando finirà tutto questo? Colpo di scena meteo in extremis proprio per la Pasqua. Dopo le festività aspettiamoci un radicale cambiamento del tempo. E magari anche piuttosto duraturo.









