
(TEMPOITALIA.IT) Spiagge affollate in anticipo, sentieri di montagna già praticabili, termometri che sfiorano i 27°C e 28°C nelle valli alpine e in Sardegna. Stiamo vivendo una di quelle parentesi meteorologiche che sembrano rubate all’estate, con un’alta pressione subtropicale che ha spazzato via ogni traccia del maltempo di inizio aprile e regalato giornate da fine maggio. Anomalie termiche di 6°C e 8°C rispetto alla media del periodo, cieli tersi, fioriture avanzate che rischiano però di pagare dazio al primo ritorno del freddo. Un equilibrio piacevole ma fragile, e i modelli matematici lo sanno bene.
L’anticiclone africano è padrone assoluto della scena su gran parte dell’Europa centro-orientale, confinando le perturbazioni atlantiche a latitudini più settentrionali. Ma allargando lo sguardo all’emisfero boreale il caos è evidente: masse d’aria fredda e perturbazioni continuano a circolare alle alte latitudini, segnale inequivocabile che non è ancora finita. Il Final Warming avvenuto a inizio marzo, con largo anticipo sulla tabella di marcia, ha innescato dinamiche che si stanno ancora scaricando sulla circolazione europea, rendendo tutto il mese di aprile potenzialmente turbolento.
L’anticiclone resiste fino al weekend, poi cede
La tregua durerà ancora qualche giorno. L’anticiclone proverà a resistere garantendo tempo stabile e soleggiato almeno fino al fine settimana dell’11-12 aprile, con temperature ancora ben sopra la media. Saranno probabilmente le ultime giornate davvero calde di questa serie: un pranzo all’aperto senza giacca, un pomeriggio in maniche corte, prima del cambio di scena. Le prime piogge di domenica 12, attese al Nord-Ovest e in Sardegna, segneranno il cambio di passo.
Doppio attacco all’alta pressione: perturbazione atlantica e ciclone africano
La capitolazione dell’anticiclone sarà determinata da un meccanismo a tenaglia. Da un lato una perturbazione di origine atlantica in discesa dalla Francia scalfirà il bordo settentrionale dell’alta pressione. Dall’altro, un insidioso vortice ciclonico in risalita dal Marocco punterà dritto verso il Mediterraneo centrale. Queste due figure instabili, unendo le proprie forze, metteranno fine alla tregua meteorologica. Il ciclone africano è colmo di aria calda ed estremamente umida, ingrediente che alimenta piogge, temporali e nubifragi intensi.
Un aspetto che merita attenzione riguarda le condizioni al suolo. Le dighe del centro-sud hanno fatto il pieno d’acqua dopo il ciclone Erminio, i terreni montuosi stanno ancora smaltendo le precipitazioni recenti. Una nuova ondata di maltempo persistente tra lunedì 13 e giovedì 16 aprile potrebbe aggravare una situazione già delicata su alcune aree del centro-sud e delle Isole Maggiori, bersaglio principale di questo ciclone africano.
Tracollo termico di 10-12°C e neve in montagna
Con l’ingresso delle correnti più fresche e instabili legate al vortice mediterraneo, le temperature crolleranno di 10-12°C rispetto ai valori attuali nel giro di 24-48 ore, riportandosi finalmente nelle medie stagionali tipiche di metà aprile e anche al di sotto, almeno al Nord Italia. Lo shock termico si sentirà maggiormente in quelle zone come la Pianura Padana che stanno vivendo pomeriggio con caldo quasi estivo.
Anche sulle montagne il cambiamento sarà notevolissimo. Lo zero termico, schizzato oltre i 3.200 metri in questi giorni, scenderà rapidamente. La neve tornerà sull’arco alpino inizialmente sopra i 1.800 e 2.000 metri, con quota destinata ad abbassarsi progressivamente fino ai 1.200 e 1.400 metri con l’afflusso di aria via via più fredda. Anche sull’Appennino centro-settentrionale la neve potrebbe fare capolino sulle vette più alte, una bella imbiancata per le stazioni sciistiche che ormai pensavano alla chiusura stagionale.
Le piogge in arrivo, per quanto brusco possa sembrare il cambio, sono attese e necessarie al Settentrione che viene da almeno un mese di scarsità di precipitazioni: l’agricoltura ne ha bisogno, le riserve idriche pure, soprattutto in vista di un’estate che i modelli indicano già come potenzialmente calda e secca.






