
(TEMPOITALIA.IT) Ci siamo rimessi al passo con la primavera dopo il meteo eccessivamente tranquillo di Aprile. In questa prima settimana di maggio, infatti, il meteo instabile detta le regole, sotto un vigoroso cambio di circolazione dettato da una profonda saccatura atlantica, che ha divorato l’alta pressione in precedenza a lungo dominante sull’Europa occidentale. Ora questa immensa trottola depressionaria avanza, inesorabile, verso est.
Due distinte perturbazioni atlantiche si stanno allineando per prendere di mira l’Italia, o perlomeno parte del nostro Paese. E non porteranno certo la tipica pioggerella primaverile. Un clima estremo, in effetti. Lo scenario generale fa intuire una prima metà di maggio molto complessa. La nostra Penisola, intrappolata, si spezza letteralmente in due, da un lato respira la pioggia e il fresco delle latitudini oceaniche, dall’altro sarà sotto tiro dei crescenti fiati roventi in risalita dal nord Africa.
Questo caos non è una semplice parentesi fugace, ma potrebbe condizionare a lungo gran parte di Maggio. Ci addentriamo in un tunnel turbolento, figlio di un incastro di venti che spiana la strada ai continui fronti atlantici verso l’Europa centrale e dritti dentro il bacino del Mediterraneo. L’Italia diventerà l’arena principale di una confluenza di correnti diversi dove i freschi venti oceanici faranno a pugni con i fiumi d’aria richiamati dalle latitudini nord-africane.
L’Europa centrale sott’acqua
Come siamo arrivati a questo punto? Il crollo improvviso è colpa di un cedimento strutturale, la bolla di alta pressione che proteggeva la Francia e i settori ovest continentali è collassata. Osservando le intricate mappe elaborate dal modello americano GFS, balza subito agli occhi l’impressionante mole di precipitazioni previste per i prossimi quindici giorni. A raccogliere veri e propri fiumi d’acqua sarà l’Europa centrale. Temporali e diluvi colpiranno implacabili l’Austria, la Svizzera, il sud della Germania, fino a lambire la Repubblica Ceca, ampie fette di Polonia e gran parte dei Balcani, seppure maggiormente a macchia di leopardo.
Non sarà certo risparmiata nemmeno l’Italia, come detto nel pieno del mix esplosivo di aria umida e aria calda afro mediterranea. Il risultato? Acqua a catinelle. La pioggia si accanirà sulle regioni del Centro-Nord, in particolar modo sui versanti esposti a ovest penalizzati dalle correnti di libeccio. E attenzione all’energia termica. I nostri mari, già stranamente tiepidi per la stagione, diventeranno benzina pura, alimentando celle temporalesche pericolosamente stazionarie, le principali indiziate per la genesi di violenti nubifragi.
Rischio di criticità per le regioni settentrionali
Le proiezioni modellistiche tratteggiano uno scenario cupo. Il settentrione si appresta a subire ripetute sferzate di maltempo. A soffrire di più saranno le aree prealpine e le zone pedemontane in Lombardia e nel Piemonte settentrionale. L’odore acre della terra satura sarà una costante, una prima fase acuta ci sta già bagnando e non darà tregua per le prossime ore. Seguirà una timida pausa di variabilità, giusto il tempo di chiudere momentaneamente gli ombrelli, prima di un nuovo pesantissimo peggioramento atteso nel corso della prossima settimana.
I numeri previsti sui capoluoghi fanno impressione. Dati che fanno scattare campanelli d’allarme per evidenti criticità idrogeologiche nelle valli e a monte. Non pioverà ogni singolo minuto, fortunatamente, ma quando lo farà cadranno secchiate d’acqua impressionanti, concentrate in brevi finestre temporali. Ecco i valori in millimetri che i modelli calcolano, nero su bianco: Como 232 Varese 212 Verbania 211 saranno tra i capoluoghi più colpiti.
Scirocco e polvere sahariana al meridione
Inutile girarci intorno, ci siamo lasciati alle spalle i cieli sereni di Aprile. I flussi d’aria secca da nord sono ormai un ricordo, rapidamente sostituiti da correnti da ovest e, soprattutto, dai caldi sbuffi da sud. Un’Italia nettamente spaccata in due. Fresco umido al settentrione e violente raffiche di scirocco a meridione. Queste correnti gonfieranno i termometri, portando un anticipo folle di estate, le temperature supereranno facilmente i 28°C nel prossimo weekend del 9-10 Maggio.
Questo scontro termico tra masse così distanti nutrirà senza sosta i sistemi nuvolosi, che torneranno maggiormente all’assalto verso metà mese. Assisteremo a una piovosità esagerata, molto oltre le medie storiche. Anche il prestigioso centro europeo ECMWF conferma la gravità del quadro generale. Cadrà molta acqua, colpa di un blocco ostinato e della totale assenza di un solido campo anticiclonico.
Le regioni meridionali, pur schivando il cuore delle perturbazioni, vedranno un cielo pallido, quasi malato. Nubi compatte e irregolari scaricheranno occasionali piovaschi maggiormente frequenti su Campania, Molise e Puglia. Saranno, però, gocce sporche. L’intenso richiamo meridionale porterà in quota tonnellate di polvere sahariana, generando la classica pioggia infangata. Questo estenuante tira e molla atmosferico andrà avanti comodamente fino a metà mese.
L’estate, insomma, dovrà pazientare ancora un bel po’ prima di poter partire. Ed è normalissimo che sia così, considerando il calendario. Le precoci e illusorie giornate calde e asciutte di Aprile ci avevano semplicemente convinti di essere già in piena estate, annebbiando la memoria su quanto la stagione primaverile sappia mostrare un volto meteo instabile, capriccioso e, a suo modo, così altalenante.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (TEMPOITALIA.IT)









