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Meteo di una settimana rovente. Le prime avvisaglie del calo temperatura

Dal 16 al 21 luglio la Penisola vive un copione doppio: temporali sui rilievi settentrionali, mentre al Nord in pianura e vallate alpine, al Centro, al Sud e sulle Isole Maggiori il termometro resta incollato a valori roventi, in attesa di una tregua tutta da confermare.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
16 Lug 2026 - 08:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Meteo, l’Italia entra in una fase a due facce: temporali sull’arco alpino e caldo africano che non arretra

Sole quasi ovunque, ma non per tutti allo stesso modo. La Penisola imbocca una fase dal doppio volto, con il settentrione toccato dai temporali e il resto del Paese stretto nella morsa del gran caldo. A dettare legge, ancora una volta, è quell’anticiclone africano di matrice sahariana che sul Mediterraneo comanda ormai da settimane. Un copione noto, insomma, che nei prossimi giorni si ripete con poche variazioni sul tema.

 

Giovedì 16 luglio si apre con il conto ancora aperto della notte. Sui settori orientali di Friuli-Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna l’aria instabile lascia in eredità rovesci e temporali sparsi fino alle prime ore del mattino, a tratti anche di forte intensità, salvo poi sfilare veloce verso est. Il bello, si fa per dire, dura poco: nelle ore più calde tornano a rombare acquazzoni isolati lungo l’arco alpino e sulle Prealpi, con un miglioramento atteso in serata. Occhio, dunque, alle zone già bagnate nelle ultime ore, dove l’atmosfera resta carica e pronta a scaricare. Sul resto d’Italia prevalgono cieli sereni o poco nuvolosi, con qualche addensamento pomeridiano sui rilievi peninsulari e piovaschi in libera evoluzione, sia al centro sia sulle Isole Maggiori.

Il capitolo delle temperature racconta bene questa doppia velocità. Le minime salgono e restano sopra la norma al centro, al sud e sulle due Isole Maggiori, mentre altrove calano di un soffio. Le temperature massime, invece, restano elevate quasi dappertutto, con un rialzo lungo l’arco alpino, sulle coste del medio e alto Tirreno e sui litorali occidentali di Sardegna e Sicilia; un lieve ridimensionamento tocca solo la Pianura Padana e il medio Adriatico. Venti deboli e variabili, a regime di brezza lungo le coste, mari poco mossi un po’ su tutti i bacini. Nulla di eclatante, sulla carta. Ma quando l’aria rovente non molla la presa, anche i numeri più bassi pesano.

 

Venerdì 17 luglio, il termometro sale

Cambio di ritmo, ma la sostanza resta. Venerdì 17 luglio i rovesci e i temporali si concentrano sull’arco alpino e, in serata, allungano il passo fino all’Emilia-Romagna; per il resto cielo sereno o appena velato. È il classico effetto delle infiltrazioni fresche in quota che, incontrando una pianura arroventata, accendono la miccia. Non a caso, sulla Pianura Padana cresce il rischio di grandine di grosse dimensioni, quella che in pochi minuti può fare danni.

Sul fronte del caldo, però, la giornata segna un ulteriore scatto in avanti. Le massime salgono su tutto il Paese, con un forte aumento sulle regioni adriatiche centrali e meridionali e rialzi decisi anche sulla Sardegna orientale e meridionale. Le minime, dal canto loro, restano sopra la media e quasi ferme, il che significa notti pesanti e afose. A Bologna, a Venezia e a Trieste, queste due ultime affacciate su quel settore adriatico, l’aria si fa via via più pesante, complice l’umidità che sale dal mare. Diciamolo: è il momento di non abbassare la guardia, perché questa fase si intreccia con un rischio di temporali forti tutt’altro che trascurabile al nord.

 

Nel fine settimana qualcosa si muove

Sabato 18 luglio il pomeriggio porta annuvolamenti al Nord, con precipitazioni a carattere di rovescio o temporale che guardano soprattutto alle regioni orientali; altrove, sereno o poco nuvoloso. Niente di clamoroso, ma il segnale c’è. Domenica 19 luglio, poi, il cielo si fa irregolarmente nuvoloso sulle regioni Nord Orientali, con rovesci e temporali che nelle ore più calde vanno a stuzzicare anche i rilievi appenninici. Sul resto del centro, al sud e sulle Isole Maggiori resiste invece il tempo stabile e soleggiato.

Ed è proprio qui che si nasconde la notizia più attesa. Tra domenica 19 e lunedì 20 luglio i modelli intravedono una possibile svolta, con temporali e un calo termico in arrivo dal nord Europa. Ma occhio a non farsi illusioni. Sarà il settentrione ad assaggiare per primo la flessione, mentre al Sud e sul basso Tirreno il gran caldo reciterà ancora la parte del protagonista. Insomma, quando l’Italia tornerà davvero a respirare resta la domanda delle domande, e la risposta va presa con le molle, perché più che una vera rinfrescata sembra un semplice riavvicinamento ai valori del periodo.

 

Lunedì 20 e martedì 21, l’instabilità si allarga

Ad avvio settimana la scena si movimenta ancora di più. Lunedì 20 e martedì 21 luglio si parte con cielo molto nuvoloso e con rovesci e temporali su Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, in estensione verso Toscana, Umbria e regioni adriatiche, il tutto in attenuazione serale. Sul resto del Paese, invece, torna a farsi largo il bel tempo, salvo lo sviluppo di nubi a evoluzione diurna lungo i rilievi peninsulari, capaci di regalare qualche rovescio o temporale di calore nel pomeriggio. Anche a Milano, cuore di quella Pianura Padana che alterna afa e qualche tuono, l’instabilità atmosferica resta un ospite ricorrente.

 

Un caldo che porta la firma del clima che cambia

C’è un filo rosso, sotto tutto questo andirivieni di temporali e giornate roventi. Il Mediterraneo ha immagazzinato un calore ben oltre la norma, e un mare così tiepido restituisce notti tropicali senza il conforto della brezza. Lo zero termico spinto oltre i 4000 metri racconta la stessa storia: quel che un tempo era il caldo di pianura, oggi lo ritroviamo appeso alle vette. Un piccolo paradosso, sì, ma che la dice lunga.

Fa sempre più caldo, e non è un modo di dire. L’Europa si scalda più in fretta del resto del pianeta, e dietro a queste fiammate sempre più frequenti c’è l’impronta ormai evidente del Riscaldamento Globale. Se guardiamo a come sono saliti i termometri, in particolare dagli anni Ottanta in poi, c’è quasi da restare spiazzati. E viene spontaneo chiedersi fin dove potranno ancora spingersi.

 

Credit

  • Copernicus Climate Change Service
  • World Meteorological Organization
  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Copernicus EU Space
  • NOAA Climate Prediction Center
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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