
Lasciamo stare le percezioni, quelle sono personali, soggettive. Basiamoci su dati, quindi sull’oggettività. L’Estate 2026 è stata letteralmente rovente, in alcuni casi ha fatto persino peggio del 2003. Poi è arrivato l’Autunno, sul quale si riponevamo lecite speranze di cambiamento.
Siamo ormai giunti a ridosso di Novembre e ci chiediamo: dov’è il cambiamento? Sì, qualche peggioramento è stato registrato e come al solito ha causato disagi e peggio ancora i soliti danni alluvionali. Le temperature? Quelle solo per qualche giorno sono rientrate nei ranghi, spesso e volentieri sono risultate superiori alle medie stagionali.
Già, è un Autunno più mite del solito o forse sarebbe più giusto scrivere che è il solito Autunno. Quello che da tanti anni a questa parte si caratterizza per la presenza dell’Anticiclone Africano, o Subtropicale che dir si voglia, rappresentando in tal senso un’appendice dell’Estate.
Forse si sottovaluta l’aspetto termico: avere temperature di 25°C a fine Ottobre, ma anche superiori a 20°C, così come avere uno zero termico alle stelle per gran parte del mese non sono situazioni “normali”. Sono il frutto, evidente, dell’imponente Anticiclone Subtropicale.
Ed allora qual è il vero assente dell’Autunno? Semplice: l’Oceano Atlantico. Anche qui si potrebbe discutere per ore, cercare le cause di un’assenza tanto silenziosa quanto fragorosa, ma poco cambia. Ciò che conta è che senza il grande Oceano difficilmente avremo un andamento stagionale “normale”.
Dovremo affidarci alle gocce fredde, come peraltro stiamo già facendo, o ancor peggio alle premature irruzioni artiche. Quelle che a Novembre potrebbero illuderci di un grande Inverno, quando in realtà anche per l’Inverno le proiezioni stagionali parlano chiaro. Ma avremo modo di parlarne.
