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      Home » Caldo fino Ferragosto, punte di 42°C. Poi Rottura Estate con temporali
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      Caldo fino Ferragosto, punte di 42°C. Poi Rottura Estate con temporali

      L'anticiclone subtropicale non arretra e prepara un nuovo apice della calura proprio nei giorni delle vacanze: ecco cosa dicono i modelli sulla svolta attesa dopo Ferragosto.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 7 Agosto 2026 13:12
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      9 Min Read
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      Quattro ondate di calore in fila, senza una vera rinfrescata

      La persistenza della calura ci sta mettendo a dura prova ed è così da inizio stagione, con la successione finora di quattro ondate di calore non interrotte da autentiche pause. La sensazione è quasi quella di un’unica, interminabile fiammata che ci flagella da fine maggio. La prima avvezione di caldo rovente, decisamente precoce, aveva caratterizzato l’ultima settimana di maggio; il caldo è poi esploso di nuovo verso metà giugno, traghettandoci nel pieno dell’estate con una seconda ondata protrattasi sino agli ultimi giorni del mese. La terza, che ha colpito più duramente il Sud, è entrata in scena dal 6-7 luglio per smorzarsi dopo circa due settimane. Ora siamo nel pieno della quarta, la più lunga di tutte, iniziata grosso modo dal 28-29 luglio.

      Non se ne intravede ancora la fine. Con ogni probabilità questa fase si allungherà fin dopo Ferragosto, nonostante qualche insidia in più legata all’instabilità atmosferica. I modelli matematici GFS ed ECMWF sono concordi su un punto tutt’altro che consolante: il primo tentativo di scalfire il dominio dell’anticiclone africano avrà effetti piuttosto limitati, come già emerso nelle ultime elaborazioni sul possibile stop al caldo.

       

      Perché basta pochissimo per scatenare il putiferio

      Il facile innesco dei temporali è una diretta conseguenza di tutto questo accumulo di calore. Dopo settimane di temperature così elevate, l’energia immagazzinata nei bassi strati è enorme: serve davvero poco perché si liberi in modo brutale. I fenomeni possono accendersi all’improvviso e assumere carattere violento, con grandine, colpi di vento e rovesci concentrati in spazi ristretti. È lo stesso meccanismo che spiega l’aumento dei fulmini osservato negli ultimi anni sulla Penisola: più calore disponibile significa correnti ascensionali più potenti e sistemi convettivi più organizzati.

      Non ci sarà però alcun cedimento strutturale dell’alta pressione. Nonostante i modelli confermino la persistenza di un campo anticiclonico robusto, le condizioni non saranno ovunque soleggiate: il rischio di forti temporali resta elevato soprattutto durante i pomeriggi lungo la dorsale alpina e appenninica. Le infiltrazioni di aria leggermente più fresca in quota riusciranno solo a favorire la formazione di celle sparse, con un refrigerio effimero e molto localizzato. Però, il rischio di temporali, è estendibile a varie località della Valle Padana, questo, in genere nella tarda serata, con temporali in discesa dalle Alpi, quando la Pianura Padana diventa una caldera, tra temperature elevatissime e vicine ai picchi storici, con tasso di umidità molto elevato.

       

      Una crepa nel weekend, poi tutto torna come prima

      Tra venerdì 7 e sabato 8 agosto una lievissima, quasi impercettibile attenuazione del perimetro settentrionale dell’anticiclone favorirà lo sviluppo di temporali più organizzati. Al Nord i fenomeni si accenderanno fin dal primo pomeriggio lungo le Alpi; tra il tardo pomeriggio e le prime ore della notte potranno raggiungere anche le zone di pianura di Lombardia, Veneto, Alto Adige e Friuli, per poi esaurirsi dalla tarda nottata. Sulle regioni centrali, invece, l’instabilità resterà relegata all’Appennino, con qualche sconfinamento verso le vallate interne.

      Qualche grado in meno riguarderà dunque soltanto il settentrione, dove comunque i valori resteranno sopra le medie di riferimento. Su Milano (previsioni qui) e Torino (previsioni qui) la tregua sarà questione di ore. Per il resto della Penisola la situazione rimarrà del tutto invariata: sole prevalente, ventilazione scarsa e temperature ben al di sopra della norma. Le regioni del Centro-Sud e le Isole continueranno a fare i conti con una stabilità atmosferica quasi assoluta e con un clima a tratti estremo, reso ancora più pesante da un tasso di umidità molto elevato. Il vero fresco, in questa fase, rimane Oltralpe. Le dinamiche di fondo di questa configurazione sono state analizzate anche negli aggiornamenti sui picchi oltre i 42°C accompagnati da nubifragi.

       

      Ferragosto rovente, con punte stimate fino a 42°C

      Da martedì 11 o mercoledì 12 agosto, giornata dell’eclissi solare al tramonto, l’anticiclone subtropicale si irrobustirà nuovamente, traghettando masse d’aria calda in quota. La subsidenza più marcata farà risalire le temperature su valori molto elevati anche al Nord, dove il respiro concesso dal weekend verrà rapidamente riassorbito. Ci ritroveremo con un caldo afoso e con il prosieguo delle notti tropicali, sempre più insopportabili soprattutto nelle grandi città.

      Le proiezioni per la prossima settimana non lasciano intravedere nulla di buono. Le elaborazioni GFS mostrano infatti, per giovedì 13 agosto, una configurazione ancora dominata dall’alta pressione subtropicale sul bacino del Mediterraneo e su gran parte dell’Europa centrale. Di identico avviso è anche il modello europeo: basta osservare dove scorreranno le correnti fresche e piovose per capire che resteremo sempre lontani dal flusso perturbato. Le uniche variabili saranno i temporali di calore, che qua e là scoppieranno in maniera del tutto casuale e difficilmente prevedibile.

      Il 15 agosto si preannuncia quindi caldissimo. Al momento si stimano temperature che su alcune città potrebbero spingersi fino a 40-42°C, con le aree interne e le pianure più riparate dalla ventilazione a fare da capofila. Bologna (previsioni qui), Firenze (previsioni qui) e Roma (previsioni qui) rientrano tra i centri più esposti a questa impennata termica.

       

      Siccità in aggravamento e notti che non rinfrescano

      Quest’atmosfera irrespirabile potrebbe mantenersi invariata sino al 16-18 agosto. L’emergenza calore, intanto, si accompagna a una siccità che si fa sempre più seria in molte regioni a partire dal Nord.

      Il disagio sul caldo si concentra nei grandi centri urbani, dove il cemento incamera calore di giorno e lo restituisce fino all’alba, impedendo qualsiasi recupero notturno. Le minime che non scendono sotto i 20°C e anzi, nemmeno sotto i 25°C, sono ormai la normalità di questa estate, un fenomeno raccontato nell’analisi su come sono cambiate le estati italiane rispetto al 2003.

       

      Dal dopo Ferragosto la speranza di un cambio di circolazione

      Rispetto alle elaborazioni dei giorni scorsi, gli ultimi aggiornamenti modellistici mostrano un segnale ancora debole ma non trascurabile a favore di un graduale cambiamento della circolazione atmosferica.

      Dal 17-20 agosto c’è la speranza di una svolta più importante: la cupola anticiclonica potrebbe lentamente perdere potenza, consentendo alle correnti atlantiche di avanzare verso l’Europa centrale e, successivamente, anche verso l’Italia.

      Si tratterebbe comunque di un processo molto lento, tutto da verificare. Verosimilmente solo le regioni del Centro-Nord potrebbero avvertire un lieve calo delle temperature, mentre il Sud e le Isole resterebbero ai margini dei fenomeni più estesi. Di natura diversa è l’interpretazione del modello europeo ECMWF, che indica soltanto una debole flessione della pressione in quota: il possibile cedimento dell’anticiclone africano è insomma una tendenza che non tutti gli elaborati condividono, come emerge anche dal confronto sulle proiezioni per il periodo successivo a Ferragosto.

       

      Avremo dunque temperature un po’ meno alte di quelle attuali, ma non potremo certo parlare di una rinfrescata definitiva. E lo scenario in vista dell’autunno meteorologico che si avvicina: tutto questo calore accumulato nel Mediterraneo farà da carburante ai fenomeni meteorologici estremi. Il quadro d’insieme, del resto, è coerente con quanto raccontano le proiezioni climatiche che guardano già al 2027 e con la lettura di questa possibile rottura stagionale, che di estivo continuerà comunque ad avere quasi tutto.

       

      Credit

      • ECMWF – Charts e previsioni a medio e lungo termine
      • NOAA Climate Prediction Center
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