
Mercoledì 12 agosto 2026 milioni di persone in Italia hanno puntato lo sguardo verso l’eclissi, e chi aveva davanti a sé un orizzonte sgombro si è portato a casa qualcosa che da queste parti mancava da tempo. Nella Sardegna nord-occidentale l’oscuramento del sole ha raggiunto quasi il 99% poco prima del tramonto. La foto che vediamo lo dimostra ed è stata realizzata con un filtro apposito per eliminare la brillantezza del sole e mostrare il solo disco solare.
Su quel filtro vale la pena spendere due parole, perché non è un vezzo da fotografi. Senza, il sensore va in saturazione e restituisce una palla bianca informe. Con il filtro, invece, resta il bordo netto, la falce, il morso della Luna. È così che si ottengono le immagini che poi girano ovunque.
Milano, il Monte Stella preso d’assalto
A Milano è successo quello che succede alle spiagge di Riccione il giorno di Ferragosto. La montagnetta di San Siro, il rilievo nato dalle macerie dei bombardamenti, è stata letteralmente invasa da chi voleva la certezza di non trovarsi un grattacielo davanti al naso. Migliaia di persone, occhialini d’ordinanza, telescopi portati da casa e qualche soluzione artigianale, come le lenti annerite sulla fiamma di una candela secondo un vecchio consiglio di famiglia.
Ci sono finito anche io, in mezzo a tutto questo. Ingorghi stradali, l’impossibilità di parcheggiare l’auto, la folla, quasi impossibile trovare spazio. E poi il caldo massacrante, tropicale, con temperatura a inizio evento di 36-37°C e un tasso di umidità che rendeva l’aria pesante come una coperta bagnata. Va detto che a Milano città l’eclissi non si è vista per una nube all’orizzonte, si è vista appena a sud della città.
Il massimo, sul capoluogo lombardo, è arrivato attorno alle 20:20, con oltre il 92% del disco solare coperto.
Sardegna, dove il sole è quasi scomparso
Il vero primato italiano è stato in Sardegna. Tra l’Asinara, Stintino e Alghero, e più ancora sui rilievi di Capo Caccia, la copertura ha toccato valori che rasentano la totalità: percentuali attorno al 98-99%, con il massimo praticamente a ridosso del tramonto. Ne avevamo scritto nei giorni scorsi, quando ancora si ragionava su dove piazzarsi per non perdere nulla.
Resta comunque un’eclissi parziale, sia chiaro. Anche al 99% la corona solare non si mostra, le perle di Baily restano un miraggio e il buio vero non arriva. Però la luce cambia in modo innaturale, i colori virano, l’ombra si allunga oltre misura.
Le altre città, tra terrazze e orizzonti ingombri
A Torino e a Genova la partita si è giocata sugli stessi valori del capoluogo lombardo, ma tra nubi, colline e monti si è visto poco. A Firenze il picco è caduto con il sole a due decimi di grado dall’orizzonte, praticamente già sparito dietro le colline. A Roma la finestra utile si è ridotta a pochi minuti. Tra Lavinio e Anzio, sul litorale, una piccola folla si è radunata in spiaggia: prima le nuvole hanno coperto tutto, poi verso le 20 il sole ha fatto capolino e la falce è comparsa con tonalità intense, tra il rosso fuoco e l’arancio. Un applauso ha salutato il tramonto.
Insomma, alla fine qualcosa in Italia si è visto, ma i fortunati sono stati davvero pochi.
La Spagna si è fermata davvero
Discorso diverso in Spagna dove praticamente tutto si è fermato ad ammirare lo spettacolo in prima fila. Milioni di persone si sono radunate su spiagge, punti panoramici, prati, osservatori improvvisati, perfino su aerei e imbarcazioni. Sulla costa cantabrica, dalla Galizia ai Paesi Baschi, il buio è calato per davvero, tra applausi ed emozione. Per la Spagna peninsulare era la prima volta dal 1905.
La Direzione generale del traffico aveva previsto un incremento della mobilità fra il 30 e il 100% rispetto a una giornata ordinaria, e per gestire l’esodo verso la fascia di totalità sono stati mobilitati 9.400 agenti. Insomma, una nazione intera messa in movimento da un allineamento astronomico.
In Islanda hanno vinto le nubi
E poi c’è l’Islanda, che se lo temeva. La copertura nuvolosa era il grande spauracchio della vigilia, e puntualmente si è materializzata: a poco meno di un’ora dall’inizio l’isola era coperta da nubi compatte, con pioggia a Grundarfjörður. Peccato, perché proprio lì la totalità durava di più, oltre due minuti, e con il sole molto più alto rispetto alla Penisola Iberica. Statisticamente andava messo in conto: ad agosto il cielo islandese è sereno appena un quarto delle volte a quell’ora.
Il prossimo appuntamento, ma trovare alloggio è molto difficile
La prossima eclissi totale di nuovo in Spagna, cade il 2 agosto 2027. E qui arriva la nota dolente per chi si è svegliato tardi: le prenotazioni di hotel e case nella zona della totalità sono pressoché impossibili fin da ora in Spagna. Vale la pena ricordare cosa è successo per l’evento appena passato, quando nei comuni dentro la fascia di totalità i prezzi sono cresciuti fino a quasi il 700%, con Soria arrivata a una mediana di 879 euro a camera contro i 116 di una settimana normale. Immaginate cosa accadrà per un’eclissi che durerà oltre sei minuti (in Egitto, 4 minuti in Spagna), la più lunga del secolo. Chi vuole esserci, dunque, prenoti adesso.
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