Seguici su Google
Devastazioni causate dalle grandinate in Lombardia.

Lo raccontiamo molto spesso: il Mediterraneo è una miccia pronta a esplodere, ed è sufficiente che giunga un po’ di aria più fresca di estrazione oceanica affinché si realizzino le condizioni ideali per lo sviluppo di fenomeni meteorologici estremi. È esattamente quello che è successo, con una precisazione necessaria. I fenomeni non hanno colpito le regioni propriamente mediterranee, ma un’area che dal Mediterraneo viene comunque profondamente influenzata: la Pianura Padana.

 

Perché il catino padano esplode

La Pianura Padana riceve nel corso dei giorni l’umidità proveniente dall’Adriatico e la concentra in quello che viene chiamato, non a caso, catino padano. È un’area con uno scarsissimo ricambio delle masse d’aria, un serbatoio che si carica lentamente e non si svuota mai del tutto. Appena si aggiunge un briciolo di aria instabile da ovest, la miccia si accende e innesca temporali eccezionalmente violenti, in alcuni casi devastanti. È una dinamica nota, studiata, documentata: basti pensare a quanto abbiamo scritto sull’altezza raggiunta dai cumulonembi in Pianura Padana e sul crescente rischio di grandine in Valle Padana.

 

Devastazioni causate dalle grandinate in Lombardia.

Auto distrutte e coperture sventrate

I danni sono ingenti e non riguardano soltanto i veicoli, per quanto siano migliaia e migliaia le auto colpite dalla grandine di grosse dimensioni. Ci sono edifici con le pareti esterne e le coperture letteralmente sventrate dal vento e dai chicchi, che hanno raggiunto i 10 centimetri di diametro. Quando una massa di ghiaccio di quelle proporzioni precipita dal cielo lo fa a velocità altissime, e il peso che acquisisce nell’impatto cresce a dismisura: è per questo che i chicchi di grandine gigante rappresentano un pericolo diretto per le persone, non solo per i beni. Il territorio interessato è vasto, perché la pianura lombarda è molto ampia ed è stata coinvolta anche una porzione consistente del Veneto. Chi guarda le immagini, le fotografie e i video capisce immediatamente la portata di quanto è accaduto.

 

 

Al Centro e al Sud il caldo non arretra

Chi vive al Nord Italia sta vivendo un attimo di refrigerio e difficilmente immagina, a meno che non si informi, che al Centro e al Sud si continua a subire il grande caldo. Quel caldo che fornisce energia al mare, dove il calore accumulato persisterà per settimane e per mesi, e alla terraferma, con notti che non sono semplicemente tropicali ma ben oltre quella soglia.

Alle otto del mattino di oggi si registrano valori abominevoli: 34°C sulla costa orientale della Sardegna, 33°C su quella meridionale, mentre nelle aree più fresche dell’isola, lungo la costa settentrionale, si va dai 26 ai 27°C, ovunque con tassi di umidità molto elevati e una sensazione termica già strabiliante. Nella penisola il quadro è altrettanto imponente: il settore Adriatico è oggi il più caldo in assoluto, con temperature diffusamente sopra i 30°C all’alba e punte fino a 35°C in alcune aree della Calabria e della Sicilia. La città più calda continua a essere Trieste, penalizzata dal vento di caduta dal Carso e da un tasso di umidità elevatissimo che gonfia gli indici di calore. L’ondata di calore in atto si sta ora espandendo proprio verso il versante adriatico.

 

Erano stati previsti

Questi fenomeni erano stati stimati per la pianura lombarda, erano stati previsti, e ne abbiamo scritto anche su un altro dei nostri siti web, annunciandoli con anticipo. Del rischio di grandine di grosse dimensioni abbiamo parlato ripetutamente anche qui, come nell’analisi sulle aree più esposte a temporali e grandine.

In grandi linee, dunque, questi eventi sono prevedibili. Non in ambito locale, però. Quando parliamo di eventi meteorologici estremi e del rischio legato al meteo autunnale stiamo parlando di qualcosa di concreto e realistico: è sufficiente la bolla d’aria instabile da ovest, e quella prima o poi arriverà. Per ora abbiamo davanti ancora altre ore, un’altra giornata di caldo infernale su gran parte delle regioni italiane, con temperature stratosferiche quasi da fantascienza. Un’estate che non vuole finire, ma che siamo certi finirà.

 

Credit

Seguici su Google