Seguici su Google

Cremona, la supercella che ha sfiorato Milano

Avremo nuove supercelle nei prossimi giorni? Abbiamo cercato di capire se si potrebbero verificare altri eventi meteorologici estremi come quelli vissuti soprattutto in Lombardia, ma anche in altre regioni del Nord Italia, in questi giorni. Eventi ormai portati alla ribalta da tutti i mass media, in particolare perché il temporale con la grandine e il vento fortissimo ha interessato una città come Cremona. Il colpo al cuore è arrivato perché sono state danneggiate strutture storiche come quelle del Duomo, ma si parla di 10 chise danneggiate, come anche altri edifici monumentali del centro. La città ha subito danni ingentissimi, con numerosi tetti scoperchiati o lesionati dalla grandine ed edifici colpiti anch’essi dalle raffiche.

È successo qualcosa di veramente incredibile. Non si è trattato di un vero e proprio tornado o tromba d’aria, ma sostanzialmente della raffica di una supercella particolarmente potente, che ha sfiorato anche il milanese e avrebbe potuto colpire persino una città importante come Milano, procurando in tal caso danni incalcolabili vista la densità abitativa, tenuto conto anche che il capoluogo si è nuovamente ripopolato dopo la sosta delle vacanze di agosto. Chi vuole seguire l’evoluzione può consultare le previsioni per Cremona e quelle per Milano.

 

Settembre parte con l’anticiclone africano

Cosa succederà a settembre? Ci sarà il rischio di avere eventi meteorologici così violenti, ormai che siamo con il mese nuovo dietro l’angolo? La risposta è una sola: non lo sappiamo. Di certo il rischio di fenomeni di forte intensità esiste, perché l’Anticiclone Africano continuerà a insidiare l’Italia. Avremo tra le altre cose una nuova fase di tempo estivo meno calda rispetto alla precedente, ma al Centro Italia e al Sud Italia farà decisamente caldo: sono previste temperature massime spesso sopra i 35°C, non quegli eccessi di 40-45°C, ma comunque valori altissimi. Stiamo parlando pur sempre del mese di settembre, e ricordo che le temperature medie del mese più caldo nelle città italiane raramente superavano in passato i 30°C. È un cambiamento meteorologico importante, tanto che i libri di meteorologia di trent’anni fa oggi risultano per certi versi obsoleti. Il quadro d’insieme è già stato tracciato nell’analisi su come settembre non spegne l’estate e nella disamina sulle ondate di caldo che minacciano il mese.

 

Il Mediterraneo caldo e il catino della Pianura Padana

Oggi ciò che conta è l’energia potenziale rilasciata soprattutto dal nostro Mar Mediterraneo, un bacino che si è tropicalizzato in qualche maniera per una parte molto ampia dell’anno, che registra temperature elevate e che quindi genera energia spesa anche nei territori circostanti, a distanze di centinaia di chilometri. Come può essere la Pianura Padana, una sorta di vero e proprio catino in cui tutta l’aria che si deposita, non solo con gli agenti inquinanti, purtroppo permane. L’umidità atmosferica cresce, il ricambio delle masse d’aria è molto modesto e la temperatura tende a salire parecchio. C’è quindi calore a disposizione, e sappiamo bene che calore e umidità sono energia per le supercelle e per i temporali.

 

Le tendenze tra l’1 e il 2 settembre

Osservando le proiezioni del centro meteo europeo e di quello americano, ci dobbiamo spingere oltre i cinque giorni di previsione, quindi entriamo nel territorio delle previsioni a lungo termine, soggette a variazioni e da considerare come linee di tendenza. Su queste linee siamo andati a caccia soprattutto delle giornate a rischio temporali. Ne abbiamo parlato in un articolo dedicato al refrigerio di inizio settembre: tra l’1 e il 2 settembre ci sarebbe un rischio di temporali, comunque modesto, non una linea di groppo particolarmente vigorosa.

C’è però da dire una cosa. I temporali sviluppatisi nella giornata di ieri erano stati previsti inferiori rispetto a quelli dei giorni precedenti, che avevano avuto il transito di un’altra area di stabilità. A questo punto viene meno l’affidabilità dei modelli matematici nel calcolare l’intensità dei fenomeni estremi, pertanto dobbiamo considerare queste emissioni come linee di tendenza e non come previsioni meteorologiche puntuali. Tra l’1 e il 2 settembre avremo dunque una fase temporalesca sulle regioni settentrionali, non eccessiva: è quello che emerge al momento dai modelli matematici, in particolare da quello europeo, che dispone di una risoluzione maggiore. Il picco massimo dei temporali è collocato il 2 settembre. Considerate che ci sarà un’ondata di caldo persistente su buona parte del Paese e che le temperature stanno tornando a superare i 30°C anche sulle regioni settentrionali, soprattutto in Pianura Padana, dove le medie del mese sarebbero quasi 5°C inferiori.

 

La tempesta sul mare del Nord attorno all’8-9 settembre

Andiamo avanti nel tempo e vediamo il prossimo peggioramento possibile secondo il centro meteo europeo, che intravede però l’ingerenza di una struttura anticiclonica. Passano i giorni, ci fermiamo all’8 e osserviamo un ciclone, una nuova tempesta sul Mare del Nord verso il Baltico. Qualche giorno fa c’è stato un maltempo di eccezionale intensità nelle Repubbliche Baltiche, con danni ingentissimi, e pare che una nuova tempesta sia in arrivo attorno all’8-9 settembre: colpirà anche la Svezia meridionale, in parte il sud della Norvegia, oltre che la Danimarca, e saranno coinvolte anche le coste del mare del Nord.

Questa tempesta piuttosto vigorosa non porterà invece maltempo in Italia. Non succederà niente di che, sostanzialmente saremo in alta pressione. Il prossimo peggioramento, con qualche cenno, ci potrebbe essere verso il 9 settembre, con qualche temporale sparso. Insomma, resteremo sotto l’alta pressione sia africana e sia una sorta di Anticiclone delle Azzorre.

 

Verso il 12-13 settembre la finestra per nuove supercelle

Una perturbazione proverà a prendere forza intorno al 10 settembre e provocherà violente grandinate in Francia, molto probabilmente poi in parte della Spagna, soprattutto nel settore nord-orientale e in quello dei Pirenei. Questa perturbazione trova però in Italia un campo di alta pressione e sembra riorganizzarsi nelle giornate del 12 e 13 settembre, giornate in cui si potrebbero nel caso verificare anche delle supercelle sul Nord Italia. Ripeto, stiamo parlando di una previsione a lunghissimo termine, e già intercettare un giorno di pioggia rappresenta un’anomalia esasperante.

Le previsioni stagionali ci davano piogge più intense rispetto alla media nelle regioni mediterranee, e di questo non c’è traccia alcuna da parte dei modelli matematici come ECMWF e GFS. Sostanzialmente hanno dato un’indicazione sbagliata sulle precipitazioni, anche se bisogna considerare il mese per intero e quindi non dobbiamo trarre conclusioni affrettate. Le conclusioni cominciamo a trarle per la temperatura, perché i primi quindici giorni di settembre sono visti sopra la media. Significa avere temperature estive, un’estate piacevole che lo diventa un po’ meno soprattutto al Centro Italia e al Sud Italia, dove i valori oscilleranno tra i 30 e i 35°C, sicuramente lungo le coste con tassi di umidità elevati perché il Mar Mediterraneo è molto caldo. Si patirà quindi l’afa, e definire piacevoli condizioni meteorologiche con l’afa non mi sembra il caso.

 

L’ipotesi americana di metà mese e cosa aspettarsi davvero

C’è da dire che il modello matematico americano vede qualcosa in più, con passaggi più persistenti, e annuncerebbe verso metà mese il gran cambiamento: una bassa pressione sul mare del Nord, una discesa dalle regioni artiche con una perturbazione organizzata su Francia, Spagna, Germania e Svizzera, teoricamente destinata a interessare anche l’Italia, con richiamo dal Golfo Ligure verso l’alta Toscana e la Liguria. Stiamo parlando di metà settembre, quindi quasi di niente: non solo un’ipotesi da confermare, ma una linea di tendenza del modello matematico americano non avallata da quello europeo. Il tema è stato affrontato anche nell’analisi su nubifragi e grandinate del mese.

Che cosa potrebbe succedere, allora? Nel corso delle prossime due settimane sono possibili infiltrazioni di aria umida che, a contatto con il mare caldo e le temperature elevate, possono comunque produrre isolati fenomeni temporaleschi, più o meno come quelli che abbiamo visto, con la peculiarità di essere di forte intensità. Temporali violenti come quello del cremonese, ma non solo: qualche ora prima, nella mattinata, si erano verificati temporali devastanti nella bassa bergamasca e in varie aree del sud milanese, del nord milanese e del Varesotto, con chicchi di grandine fino a 10 centimetri e raffiche di vento violentissime. Anche se i modelli matematici non riescono a inquadrare questo tipo di fenomeni, se non quelli ad altissima risoluzione e con un raggio d’azione previsionale molto modesto, resta il punto: non possiamo fare previsioni puntuali da qui a quindici giorni con tali strumenti, ma al massimo per un giorno e mezzo, due giorni.

 

Credit

Seguici su Google