A ovest abbiamo le depressioni atlantiche, costrette ad aggirare l’ostacolo puntando verso le latitudini settentrionali. A est abbiamo invece un costante afflusso d’aria fredda che mantiene viva una circolazione depressionaria secondaria.
Le nostre regioni continuano a sperimentare, ormai da tempo, temperature decisamente più alte rispetto alle medie stagionali. Le anomalie termiche positive si stanno concentrando principalmente nei valori massimi: difatti, su alcune regioni, la colonnina di mercurio durante il giorno continua a superare i 30°C.
Discorso diverso, invece, per quanto riguarda le minime, evidentemente condizionate da quel fenomeno dell’inversione termica tipicamente autunnale. Ed è per questo che durante la notte fa piuttosto fresco. In questa sede, però, vogliamo provare a inquadrare al meglio gli step evolutivi che dovrebbero condurci finalmente verso quella che potremmo ritenere, a tutti gli effetti, la vera svolta stagionale.
Anzitutto, nel corso della prossima settimana potrebbero intervenire dei cambiamenti importanti. In primis a causa di infiltrazioni di aria fresca provenienti dai quadranti orientali e, in secondo luogo, a causa di una prima irruzione fredda proveniente dal Nord Europa che, a quanto pare, potrebbe riuscire a scavare un vortice ciclonico secondario sui nostri mari.
Si tratterebbe di un peggioramento particolarmente incisivo, soprattutto in virtù degli inevitabili contrasti termici: aria fredda sull’aria calda preesistente, ma anche su mari che si mantengono decisamente caldi. Non potrà fare altro che scatenare un gradiente termico verticale estremamente proficuo per la formazione di temporali associati a nubifragi, grandinate e colpi di vento.
Il vero e proprio cambiamento potrebbe intervenire in seguito e dovrebbe scaturire da profonde modifiche della configurazione barica continentale.
L’Alta Pressione dovrebbe infatti spostarsi verso ovest e, da lì, spingersi in direzione nord, convogliando pertanto correnti fredde provenienti addirittura dal Circolo Polare Artico in direzione dell’Europa centrale. Secondo gli autorevoli centri di calcolo internazionali, tale irruzione potrebbe poi spingersi sul Mediterraneo, determinando un vero e proprio tracollo delle temperature, che andrebbero a orientarsi pesantemente al di sotto delle medie stagionali.
Per farla breve: si passerebbe letteralmente dall’estate all’autunno inoltrato; addirittura, si potrebbe passare all’inizio dell’inverno. Sappiamo che tale ipotesi andrà valutata, rivista ed eventualmente confermata o smentita nei prossimi giorni. Tuttavia, il fatto che i modelli matematici si siano orientati in questa direzione già da tempo lascia intendere che qualcosa di importante bolla in pentola.
Va detto che, qualora dovesse verificarsi una situazione di questo tipo, non ci si dovrebbe stupire più di tanto. D’altronde, abbiamo più e più volte sottolineato come l’autunno degli ultimi decenni abbia assunto sovente caratteristiche di estremizzazione meteo-climatica. Il passaggio dal caldo al freddo senza step intermedi non ci deve affatto sorprendere.
Tuttavia, sarebbe molto più importante riuscire a ripristinare quella circolazione atlantica tipica di questo periodo, che servirebbe a riportare piogge benefiche sul nostro territorio. Ciò detto, vedremo se effettivamente la settimana che ci porterà a metà ottobre sarà quella in grado di far cambiare definitivamente la stagione.
L’estate, alla fin fine, avrebbe già dovuto cedere il passo all’autunno, ma ci troviamo ancora qui, a inizio ottobre, costretti a dover commentare uno scenario meteo-climatico decisamente inconsueto.