Dopo i contributi nazionali determinati intenzionalmente per mitigare il riscaldamento globale concordati nell’Accordo di Parigi del 2015, più di 120 paesi si sono impegnati a raggiungere la neutralità del carbonio e hanno dichiarato una data. In questo contesto di opportunità unica, proiettare le mitigazioni della neutralità del carbonio promessa al futuro riscaldamento globale è della stessa importanza dei precedenti sforzi dedicati alla quantificazione delle responsabilità storiche per il clima, che possono informare l’attuazione delle strategie globali di mitigazione del clima e l’equità nello sviluppo dalle emissioni di carbonio delle nazioni. Come uno dei grandi emettitori annuali di emissioni di CO2, la Cina si è impegnata a raggiungere il picco delle sue emissioni di carbonio prima del 2030 e raggiungere la neutralità del carbonio prima del 2060. Un obiettivo politico così ambizioso per la riduzione delle emissioni di CO2 dovrebbe mitigare il riscaldamento globale. Uno studio recente basato su un modello climatico molto semplificato ha riferito che la neutralità del carbonio della Cina da sola contribuirà a evitare un riscaldamento globale compreso tra 0,16 e 0,21 °C alla fine del 21° secolo. Tuttavia, l’entità di tale mitigazione non è ancora stata quantificata utilizzando un modello del sistema terrestre completamente accoppiato che incorpora tutti i componenti cruciali del sistema climatico.
Seguendo l’IPCC AR6, esaminiamo i cambiamenti proiettati nella temperatura media superficiale globale (GMST) per il breve termine (2021-2040), medio termine (2041-2060) e lungo termine (2081-2100) rispetto al periodo preindustriale (1850-1900). Rispetto al periodo preindustriale, la GMST media nel periodo 2081-2100 è proiettata ad aumentare di 1,7 °C sotto lo scenario di basse emissioni di gas serra (SSP1-2.6), di 2,7 °C e 3,4 °C sotto i due scenari intermedi (SSP2-4.5 e SSP3-7.0), e di 4,7 °C sotto lo scenario di emissioni molto elevate di gas serra (SSP5-8.5). Le GMST simulate per l’obiettivo politico dello scenario CNCN non differiscono significativamente da quelle per gli SSP corrispondenti nel breve termine, e la risposta insignificante nella proiezione a breve termine è causata principalmente dalla variabilità interna del CESM. Tale mitigazione insignificante è anche il caso nel medio termine tranne che per SSP5-8.5, in cui CNCN mitiga l’impatto del riscaldamento globale di 0,17 °C (±0,05 °C). Nel lungo termine, la GMST nell’obiettivo politico degli scenari CNCN è significativamente diversa (p
La Cina ha recentemente annunciato il suo impegno a raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2060, una mossa che potrebbe avere un impatto significativo sul riscaldamento globale. In questo articolo, esamineremo gli effetti di questo impegno sui livelli di gas serra e sulle temperature globali, utilizzando i dati dei modelli climatici CMIP6.
La riduzione delle emissioni di carbonio prevista dalla Cina potrebbe portare a una diminuzione significativa della temperatura media globale di superficie (GMST) nel lungo termine. I modelli climatici mostrano che, in base agli scenari di emissione CMIP6, la neutralità del carbonio potrebbe portare a una riduzione della GMST di 0.21°C, 0.32°C, 0.50°C e 0.39°C per gli scenari SSP1-2.6, SSP2-4.5, SSP3-7.0 e SSP5-8.5, rispettivamente.
La significatività statistica di questi cambiamenti varia a seconda dello scenario e del periodo considerato. Nel breve e medio termine, solo lo scenario SSP2-4.5 mostra una riduzione significativa della GMST. Tuttavia, nel lungo termine, tutti gli scenari tranne SSP3-7.0 mostrano cambiamenti significativi. È importante notare che la variabilità interna del sistema climatico può influenzare questi risultati, ma le riduzioni previste per gli scenari SSP3-7.0 e SSP5-8.5 sono maggiori della variabilità interna, indicando una risposta robusta del clima.
L’impatto delle emissioni antropogeniche di CO2 sulla GMST è evidente sia a scala globale che regionale. Tuttavia, la riduzione della temperatura di superficie indotta dalla neutralità del carbonio della Cina (dT) non è uniforme a livello spaziale e varia nel tempo. Le magnitudini di dT a scala globale variano da -1.84 a 1.76°C.
Nel breve e medio termine, solo una piccola percentuale di griglie mostra differenze significative in dT a livello globale. Tuttavia, nel lungo termine, fino al 10% e 9% delle griglie per gli scenari SSP1-2.6 e SSP2-4.5, rispettivamente, mostrano differenze significative. In particolare, per gli scenari SSP3-7.0 e SSP5-8.5, più della metà delle griglie mostra differenze significative in dT, con un modello di amplificazione polare che evidenzia un riscaldamento evitato più forte nelle regioni artiche e ad alte latitudini.
In conclusione, l’impegno della Cina a raggiungere la neutralità del carbonio potrebbe avere un impatto significativo sulla riduzione del riscaldamento globale, soprattutto nel lungo termine. Tuttavia, gli effetti saranno spazialmente diversi e dipenderanno dallo scenario di emissione considerato. Questi risultati sottolineano l’importanza di azioni concrete e coordinate a livello globale per affrontare il cambiamento climatico e raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.