La ricchezza di specie è maggiore lungo la costa occidentale del Nord America, specialmente in California e nelle Montagne Rocciose. Tuttavia, nel secolo scorso, c’è stato un calo della ricchezza di specie in queste regioni, mentre nel Nord America orientale si sono registrati aumenti sproporzionati. I dati meteo mostrano che questi cambiamenti sono legati a fenomeni come siccità prolungate e degrado dell’habitat, con le aree più colpite anche dall’uso antropico del suolo.
Gli apparenti aumenti negli Stati Uniti orientali potrebbero riflettere un aumento delle rilevazioni in queste aree, grazie alla scienza cittadina e ad altri sforzi di raccolta dati.
Ferocactus wislizenii, un cactus a barile in fiore in Arizona, è visitato da un’ape autoctona. Lo studio mostra un calo della presenza di impollinatori nel sud-ovest degli Stati Uniti negli ultimi decenni.
Mappe che mostrano guadagni e perdite di specie di Apidae, Megachilidae, Papilionidae e Pieridae tra il 1980-2020 e il 1939-1979 evidenziano le aree con maggiori perdite o guadagni di specie. Le aree in oro indicano luoghi con un alto numero di specie perse, mentre quelle in grigio scuro indicano luoghi con un alto numero di specie guadagnate.
Lo studio identifica le regioni di declino delle popolazioni di api e farfalle, aiutando a dare priorità agli sforzi di conservazione. Evidenzia anche le lacune nelle conoscenze esistenti sugli impollinatori, inclusi luoghi meno campionati e specie meno studiate, che potrebbero essere colmate con metodi di monitoraggio migliorati e maggiori sforzi di scienza cittadina.
Gli autori affermano che i record degli impollinatori nordamericani suggeriscono una diminuzione della diversità nel sud-ovest degli Stati Uniti e nel sud del Messico negli ultimi decenni. Queste perdite sono coerenti con i cambiamenti meteo e sottolineano la necessità di un monitoraggio aumentato per informare le azioni di conservazione e mitigazione.