
(TEMPOITALIA.IT) Fin dai tempi di Darwin, si è ipotizzato che la coesione di gruppo in risposta a minacce esterne sia un adattamento per la competizione tra gruppi. Numerosi studi su diverse specie, dai pesci ciclidi alle manguste, hanno fornito prove a sostegno di questa teoria. Tuttavia, una domanda cruciale è rimasta senza risposta: cosa accade nelle specie che non presentano una forte competizione intergruppo?
Per rispondere a questa domanda, il team dell’Università di Kyoto ha condotto un esperimento che replicava il più possibile uno studio precedente sugli scimpanzé. L’esperimento consisteva nella riproduzione di vocalizzazioni di altri gruppi. Sono stati studiati otto gruppi di bonobo in cinque siti situati in quattro paesi diversi.
“I risultati erano imprevedibili,” afferma James Brooks, autore principale dello studio. “Senza una competizione letale tra gruppi, un legame tra coesione di gruppo e competizione intergruppo non sarebbe così adattivo. Tuttavia, se l’effetto risalisse a prima della divergenza evolutiva tra esseri umani, scimpanzé e bonobo, potrebbero esserci ancora tracce di questo comportamento nei bonobo moderni.”
I risultati, pubblicati sulla rivista PLOS ONE, indicano che i bonobo osservati erano attenti e all’erta ai richiami di altri gruppi, ma mostravano solo un lieve aumento dell’affiliazione con il proprio gruppo rispetto agli scimpanzé. I bonobo sono stati osservati seduti in posizione eretta più frequentemente e riposando meno, con un leggero aumento dei tassi di grooming sociale, un comportamento chiave per rafforzare i legami sociali.
Gli autori ipotizzano che il nostro antenato comune, vissuto 5-6 milioni di anni fa, potesse avere qualche forma di conflitto basato sul gruppo. Tuttavia, con la diminuzione dell’intensità di questi conflitti nella storia evolutiva dei bonobo, anche la forza di questo effetto si sarebbe attenuata. (TEMPOITALIA.IT)









