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Una delle prime raffigurazioni di Gesù. Lo mostra con testa d’asino

Leandro Fontana di Leandro Fontana
15 Ago 2024 - 15:15
in Magazine
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L’Alexamenos Graffito: una delle prime rappresentazioni di Gesù Cristo

L’Alexamenos Graffito è una delle prime rappresentazioni di Gesù Cristo, ma si distingue per il suo carattere rudimentale e satirico. Questo graffito, scoperto nel 1857 sul Colle Palatino a Roma, non si trova in un luogo sacro, bensì su un muro di un edificio annesso al palazzo imperiale, dove gli schiavi ricevevano addestramento. Risalente alla fine del secondo o inizio del terzo secolo d.C., il graffito raffigura una figura umana crocifissa con la testa di un asino, accompagnata da un’altra figura umana che sembra adorare il crocifisso. Accanto all’immagine si trova un’iscrizione in greco antico che si traduce approssimativamente in: “Alexamenos adora [il suo] dio.”

 

Contesto storico e significato

In questo periodo, il Cristianesimo era ancora una religione minoritaria e spesso malvista nell’Impero Romano. Il graffito riflette l’atteggiamento di derisione verso la nuova religione e i suoi seguaci. L’immagine della figura con la testa di asino rappresenta una forma di scherno, collegata a un’antica accusa rivolta contro gli ebrei e i primi cristiani di praticare l’onolatria, ossia l’adorazione di asini o muli. Questo malinteso potrebbe essere derivato dalla confusione tra la Bibbia ebraica e il culto dell’antico dio egizio Set, spesso raffigurato con la testa di un asino.

 

Il contesto sociale e culturale

I graffiti nell’antica Roma erano un mezzo di espressione popolare, utilizzati per comunicare opinioni e sentimenti. Potrebbe essere stato uno schiavo scontento a graffiare l’immagine sul muro, prendendo in giro un compagno cristiano durante l’addestramento. Questo riflette la tensione sociale e religiosa dell’epoca, in cui le nuove fedi erano spesso oggetto di scherno e persecuzioni.

 

Evoluzione del Cristianesimo

Il graffito risale a un periodo in cui il Cristianesimo era ancora perseguitato, ma poco più di un secolo dopo, la situazione cambiò radicalmente. Con l’adozione del Cristianesimo da parte dell’imperatore Costantino nel 312 d.C. e la sua proclamazione come religione ufficiale dell’Impero Romano nel 380 d.C. sotto Teodosio I, la fede cristiana passò da oggetto di derisione a pilastro della società romana.

 

Preservazione e significato storico

Oggi, l’Alexamenos Graffito è conservato vicino al suo sito originale nel Museo Palatino di Roma. Esso rappresenta non solo una delle prime rappresentazioni di Cristo crocifisso, ma anche un’importante testimonianza delle tensioni religiose e culturali del periodo pre-cristiano dell’Impero Romano. Attraverso questo graffito, è possibile comprendere meglio le sfide affrontate dai primi cristiani e la lenta trasformazione del Cristianesimo da religione perseguitata a religione dominante.

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