Se ottobre si è compreso che trascorrerà per una buona parte sotto il dominio delle correnti atlantiche e con l’alta pressione piuttosto defilata, come andrà durante il terzo mese autunnale?
Novembre stando alle prime proiezioni modellistiche di lungo periodo sembra che possa trascorrere con un tempo piuttosto mite rispetto alla media; la maggior parte dei modelli simulano un’anomalia positiva di circa uno/due gradi alla quota di 850 hPa sull’intero mese, quindi si presume che possa essere a tratti molto mite se queste proiezioni fossero confermate.
Di conseguenza, con una mitezza di questo calibro, si presume che le vacanze dell’alta pressione possano essere terminate perlomeno per una gran parte del mese e solo qualche strappo perturbato potrebbe interrompere il suo dominio.
In questa evoluzione ipotizzata, quanto c’è di vero?
Le proiezioni mensili/stagionali di questo genere, pur avendo fatto grossi progressi, sono tendenze che ad oggi hanno un’attendibilità molto bassa. Sono di aiuto nell’inquadrare in maniera abbastanza generica e senza nessuna pretesa di precisione e certezza quello che potrebbe essere l’impianto barico di un determinato periodo di tempo.
Nel contempo, potrebbe essere che queste proiezioni siano completamente errate e quello che poi si riscontra durante la mensilità in esame sia qualcosa di totalmente diverso.
In sostanza, cosa dobbiamo aspettarci da novembre?
Si può ipotizzare che l’alta pressione provi a ristabilire il suo dominio, ma è vero anche che con l’avanzare della stagione autunnale l’alta pressione stessa dovrebbe essere meno invadente e più defilata proprio come lo è già durante la mensilità in corso.
Non è da escludere che magari un lungo periodo dinamico tra la seconda metà di settembre e il mese di ottobre possa essere seguito da un altrettanto lungo periodo statico con tempo secco e mite. Considerando che il clima tende ad estremizzare, questa ipotesi non è del tutto utopica e campata per aria.