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Microbi ancora vivi trovati in roccia di 2 miliardi di anni

Leandro Fontana di Leandro Fontana
11 Nov 2024 - 12:45
in Magazine
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Un’antica roccia di 2 miliardi di anni è stata scoperta in Sudafrica, e ospita anche sacche di microbi che sono ancora vivi e prosperi. Questi organismi rappresentano i più antichi esempi di microbi viventi mai trovati all’interno di rocce antiche. Un team di ricercatori ha scoperto cellule microbiche all’interno di fratture in un campione di roccia di 2 miliardi di anni, colorate di verde e analizzate. L’immagine mostra chiaramente la presenza di questi antichi organismi. La roccia è stata estratta dal Bushveld Igneous Complex in Sudafrica, una formazione rocciosa che si è creata quando il magma si è raffreddato lentamente sotto la superficie terrestre. Questo complesso copre un’area grande quanto l’Irlanda e contiene alcuni dei più ricchi depositi di minerali del mondo, inclusi circa il 70% del platino estratto globalmente.

 

(TEMPOITALIA.IT) Il Bushveld Igneous Complex è rimasto relativamente invariato dalla sua formazione, offrendo condizioni perfette per la sopravvivenza della vita microbica antica. Gli organismi che vivono profondamente sotto la superficie terrestre evolvono molto lentamente e hanno un tasso metabolico estremamente basso, il che significa che possono persistere nelle rocce ignee per scale temporali geologiche – fino a 2 miliardi di anni, come dimostrato dalla recente ricerca.

 

Con l’aiuto del International Continental Scientific Drilling Program, i ricercatori hanno perforato 15 metri sotto il suolo per recuperare un campione di roccia lungo 30 centimetri. Durante l’ispezione, il team ha trovato cellule microbiche vive strettamente imballate nelle fratture della roccia, isolate dall’ambiente esterno da spazi riempiti di argilla. Per confermare che i microbi fossero nativi del campione di roccia e non contaminanti derivanti dai processi di perforazione o esame, hanno colorato il DNA dei microbi e utilizzato la spettroscopia infrarossa per esaminare le proteine all’interno di essi e quelle nell’argilla circostante. Questa tecnica ha permesso loro di determinare che gli organismi arcaici erano vivi e non contaminati.

 

Essendo i più antichi microbi viventi mai scoperti in campioni di roccia, le implicazioni della loro scoperta sono di vasta portata, potenzialmente anche fino al Pianeta Rosso. Yohey Suzuki, dell’Università di Tokyo, ha dichiarato: “Non sapevamo se le rocce di 2 miliardi di anni fossero abitabili. Fino ad ora, lo strato geologico più antico in cui erano stati trovati microrganismi viventi era un deposito di 100 milioni di anni sotto il fondo dell’oceano, quindi questa è una scoperta molto eccitante.”

 

Studiando il DNA e i genomi di microbi come questi, potremmo essere in grado di comprendere l’evoluzione della vita molto precoce sulla Terra. La scoperta di questi antichi microbi offre una finestra unica su come la vita potrebbe essersi sviluppata in condizioni estreme e isolate. Questo potrebbe anche fornire indizi preziosi su come cercare la vita su altri pianeti, dove le condizioni potrebbero essere simili a quelle trovate nelle profondità della Terra. (TEMPOITALIA.IT)

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