In questo approfondimento cercherò di individuare tutto ciò che sappiamo sulla prevista nevicata in Pianura Padana dei prossimi giorni, con particolare attenzione al rischio che si possa verificare questo fenomeno atmosferico, ormai divenuto estremamente raro. Siamo ormai a dicembre, con l’inverno meteorologico iniziato, e la Pianura Padana si sta raffreddando rapidamente, come dimostrano già le temperature attuali. Questo con valori, però che si adagiano ai nuovi valori medi stagionali, e non a quelli di decenni fa.
In questa fase, la Pianura Padana si raffredda autonomamente, dissipando progressivamente il calore latente e formando quello che viene chiamato cuscinetto di aria fredda, fenomeno ben noto e trattato più volte. I rilievi che circondano la pianura impediscono il transito delle correnti nei bassi strati, favorendo l’accumulo del freddo. Inoltre c’è una novità: da circa un mese, dopo una primavera e un inizio autunno caratterizzati da precipitazioni eccezionali nel Nord Italia, si è osservata una netta diminuzione delle piogge. Negli ultimi trenta giorni, le precipitazioni sono state praticamente insignificanti e sensibilmente sotto la media.
Anche se questo periodo dell’anno è generalmente caratterizzato da un minimo annuale di precipitazioni, la scarsità attuale è anomala. Novembre, infatti, è stato particolarmente asciutto ovunque, incluse le Alpi, dove il fenomeno si è manifestato in modo evidente. Solo il settore estremo occidentale è stato temporaneamente interessato da una perturbazione che ha portato forti nevicate, ma si è trattato di un evento isolato. Come ormai accade frequentemente, queste precipitazioni sono state più intense rispetto alla media, con un aumento della quantità giornaliera di pioggia o neve, ma una riduzione nel numero di giornate piovose o nevose. Questo fenomeno si osserva su scala globale, con numerose notizie di nevicate record registrate nelle ultime settimane.
Non è chiaro se queste siano fluttuazioni climatiche temporanee o segnali di un cambiamento climatico più profondo. Certo è che l’atmosfera presenta una maggiore concentrazione di umidità, che facilita l’aumento delle precipitazioni intense, ma al contempo riduce i giorni piovosi in molte regioni.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni al Nord Italia
Nei prossimi giorni, il Nord Italia sarà interessato dall’arrivo di aria fredda, di origine artico-marittima, che attraverserà la Scandinavia. Questa massa d’aria, poco mitigata dall’Oceano Atlantico, raggiungerà l’arco alpino, come accaduto recentemente. Sui versanti esteri si prevedono precipitazioni nevose violentissime, vere e proprie tormente di neve con venti tempestosi. Sul lato italiano, la formazione di una bassa pressione nel Golfo Ligure potrebbe favorire un richiamo di aria calda in quota, generando precipitazioni diffuse, che con le temperature attese potrebbero risultare nevose. Ma su questo aspetto ci sarebbe parecchio su cui ragionare e discutere.
Tuttavia, le previsioni restano molto incerte. Non è possibile attribuire una probabilità superiore o inferiore al 50% per una nevicata sulla Pianura Padana e su gran parte del Nord Italia. I modelli matematici di previsione, in questo periodo dell’anno, sono particolarmente influenzati dalla orografia delle Alpi e, in questo caso, anche dal Massiccio Centrale. La bassa pressione potrebbe formarsi nel Golfo del Leone, più a ovest, oppure, come sarebbe più favorevole per la neve, nel Golfo Ligure. Questa incertezza non è sinonimo di previsioni errate, ma riflette la complessità del fenomeno e la necessità di attendere ulteriori aggiornamenti.
Un inverno instabile
L’inverno 2024-2025 si preannuncia particolarmente instabile, almeno in questa prima fase della stagione. Anche in passato recente abbiamo assistito a irruzioni di aria fredda di origine artica nel mese di dicembre, ma quest’anno si osserva una maggiore differenza di pressione tra i massimi di alta e bassa pressione. Inoltre, il rapido rimescolamento delle masse d’aria è segno di una variabilità atmosferica accentuata, che influisce negativamente sulla precisione delle previsioni meteo.Insomma, dobbiamo analizzare accuratamente i prossimi aggiornamenti dei modelli matematici per osservare dove si concentreranno i minimi di Bassa Pressione.