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Tutto quello che c’è da sapere sulla nevicata in Pianura Padana dei prossimi giorni. Il punto meteo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
02 Dic 2024 - 12:50
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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In questo approfondimento cercherò di individuare tutto ciò che sappiamo sulla prevista nevicata in Pianura Padana dei prossimi giorni, con particolare attenzione al rischio che si possa verificare questo fenomeno atmosferico, ormai divenuto estremamente raro. Siamo ormai a dicembre, con l’inverno meteorologico iniziato, e la Pianura Padana si sta raffreddando rapidamente, come dimostrano già le temperature attuali. Questo con valori, però che si adagiano ai nuovi valori medi stagionali, e non a quelli di decenni fa.

 

In questa fase, la Pianura Padana si raffredda autonomamente, dissipando progressivamente il calore latente e formando quello che viene chiamato cuscinetto di aria fredda, fenomeno ben noto e trattato più volte. I rilievi che circondano la pianura impediscono il transito delle correnti nei bassi strati, favorendo l’accumulo del freddo. Inoltre c’è una novità: da circa un mese, dopo una primavera e un inizio autunno caratterizzati da precipitazioni eccezionali nel Nord Italia, si è osservata una netta diminuzione delle piogge. Negli ultimi trenta giorni, le precipitazioni sono state praticamente insignificanti e sensibilmente sotto la media.

 

Anche se questo periodo dell’anno è generalmente caratterizzato da un minimo annuale di precipitazioni, la scarsità attuale è anomala. Novembre, infatti, è stato particolarmente asciutto ovunque, incluse le Alpi, dove il fenomeno si è manifestato in modo evidente. Solo il settore estremo occidentale è stato temporaneamente interessato da una perturbazione che ha portato forti nevicate, ma si è trattato di un evento isolato. Come ormai accade frequentemente, queste precipitazioni sono state più intense rispetto alla media, con un aumento della quantità giornaliera di pioggia o neve, ma una riduzione nel numero di giornate piovose o nevose. Questo fenomeno si osserva su scala globale, con numerose notizie di nevicate record registrate nelle ultime settimane.

Non è chiaro se queste siano fluttuazioni climatiche temporanee o segnali di un cambiamento climatico più profondo. Certo è che l’atmosfera presenta una maggiore concentrazione di umidità, che facilita l’aumento delle precipitazioni intense, ma al contempo riduce i giorni piovosi in molte regioni.

 

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni al Nord Italia

Nei prossimi giorni, il Nord Italia sarà interessato dall’arrivo di aria fredda, di origine artico-marittima, che attraverserà la Scandinavia. Questa massa d’aria, poco mitigata dall’Oceano Atlantico, raggiungerà l’arco alpino, come accaduto recentemente. Sui versanti esteri si prevedono precipitazioni nevose violentissime, vere e proprie tormente di neve con venti tempestosi. Sul lato italiano, la formazione di una bassa pressione nel Golfo Ligure potrebbe favorire un richiamo di aria calda in quota, generando precipitazioni diffuse, che con le temperature attese potrebbero risultare nevose. Ma su questo aspetto ci sarebbe parecchio su cui ragionare e discutere.

 

Tuttavia, le previsioni restano molto incerte. Non è possibile attribuire una probabilità superiore o inferiore al 50% per una nevicata sulla Pianura Padana e su gran parte del Nord Italia. I modelli matematici di previsione, in questo periodo dell’anno, sono particolarmente influenzati dalla orografia delle Alpi e, in questo caso, anche dal Massiccio Centrale. La bassa pressione potrebbe formarsi nel Golfo del Leone, più a ovest, oppure, come sarebbe più favorevole per la neve, nel Golfo Ligure. Questa incertezza non è sinonimo di previsioni errate, ma riflette la complessità del fenomeno e la necessità di attendere ulteriori aggiornamenti.

 

Un inverno instabile

L’inverno 2024-2025 si preannuncia particolarmente instabile, almeno in questa prima fase della stagione. Anche in passato recente abbiamo assistito a irruzioni di aria fredda di origine artica nel mese di dicembre, ma quest’anno si osserva una maggiore differenza di pressione tra i massimi di alta e bassa pressione. Inoltre, il rapido rimescolamento delle masse d’aria è segno di una variabilità atmosferica accentuata, che influisce negativamente sulla precisione delle previsioni meteo.Insomma, dobbiamo analizzare accuratamente i prossimi aggiornamenti dei modelli matematici per osservare dove si concentreranno i minimi di Bassa Pressione.

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Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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