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Meteo: il Vortice Polare minaccia tardivi colpi di scena invernali con GELO e NEVE

Luca Martini di Luca Martini
07 Feb 2025 - 16:15
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Il mese di febbraio rappresenta l’ultima parte dell’inverno meteorologico, ma spesso riserva colpi di scena meteo con ondate di gelo tardive che possono colpire il continente europeo e l’Italia. Quest’anno, l’attenzione è puntata sullo stato del vortice polare, un’enorme area di bassa pressione situata nella stratosfera artica, che svolge un ruolo determinante nel controllo delle correnti atmosferiche.

In condizioni normali, il vortice polare si presenta compatto e trattiene l’aria gelida nelle latitudini più settentrionali. Tuttavia, quando questo sistema si indebolisce o subisce una frammentazione, le masse d’aria artica possono scendere verso latitudini più basse, creando condizioni di freddo intenso e nevicate abbondanti.

Le attuali proiezioni meteorologiche per il febbraio 2025 indicano un possibile indebolimento del vortice polare, aumentando così il rischio di un’ondata di gelo tardiva sull’Europa. Questo scenario potrebbe determinare un calo marcato delle temperature, con il ritorno della neve anche a quote insolite.

 

L’Italia a rischio freddo: possibili scenari meteo

Se il vortice polare dovesse davvero cedere nelle prossime settimane, l’Italia potrebbe trovarsi esposta a ripetute irruzioni d’aria gelida in arrivo dalla Russia e dalla Scandinavia. Questo porterebbe un deciso abbassamento delle temperature, con un ritorno di nevicate anche a bassa quota, soprattutto sulle regioni adriatiche e del Nord Italia.

La particolare posizione geografica dell’Italia la rende vulnerabile sia alle correnti fredde da nord-est, come il Buran siberiano, sia alle infiltrazioni umide atlantiche. Se il vortice polare dovesse subire una vera e propria frammentazione, potrebbero verificarsi scontri tra aria fredda e perturbazioni atlantiche, generando condizioni favorevoli a precipitazioni nevose anche nelle zone di pianura.

L’interazione tra l’aria artica e le acque del Mar Mediterraneo, ancora relativamente miti, potrebbe creare un forte contrasto termico. Questo fenomeno potrebbe innescare la formazione di cicloni depressionari, con conseguenze significative per il meteo italiano. Le regioni adriatiche e meridionali sarebbero le più esposte al rischio di neve fino a quote molto basse, con possibili accumuli anche nelle città costiere.

 

Un confronto con il febbraio 2012: rischio eventi estremi

Un episodio simile si verificò nel febbraio 2012, quando un forte riscaldamento stratosferico portò a un collasso del vortice polare, scatenando un’ondata di freddo eccezionale in gran parte dell’Europa. In quell’occasione, nevicò in città come Roma, con accumuli significativi anche sulle coste tirreniche e adriatiche.

Se nel febbraio 2025 si ripetesse una dinamica analoga, non si escluderebbe la possibilità di un ritorno di condizioni estreme, con temperature sottozero e nevicate abbondanti anche in zone dove la neve è più rara. Il confronto con il 2012 rende evidente che, in caso di un indebolimento drastico del vortice polare, l’Italia potrebbe essere investita da un’ondata di freddo tardivo con effetti importanti sulla seconda parte dell’inverno.

 

Gli amanti del freddo e della neve potrebbero ancora avere diverse occasioni per vivere scenari invernali spettacolari prima della fine della stagione. Al contrario, chi attende l’arrivo della primavera potrebbe dover fare i conti con un ritardo stagionale, dal momento che il meteo instabile potrebbe persistere fino alla fine di febbraio.

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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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