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Meteo: ecco il Final Warming che manderà in tilt la Primavera

Sconquasso totale a 20 km di altezza! Stratosfera già in modalità estiva, ora la Primavera ne risentirà?

Roberto Giordano di Roberto Giordano
12 Mar 2025 - 12:10
in Ad Premiere, Meteo News
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Il Vortice Polare ha subito un collasso anticipato, con conseguenze evidenti sul meteo in gran parte dell’Europa e dell’Italia. Questo fenomeno, noto come Final Warming, è stato accelerato da un rapido riscaldamento stratosferico, determinando una frammentazione del vortice stesso. Le implicazioni di questo evento si faranno sentire nelle prossime settimane, con possibili ondate di freddo tardivo e una maggiore dinamicità.

 

Il Final Warming rappresenta il naturale epilogo della stagione invernale nella stratosfera polare, segnando la definitiva disgregazione del Vortice Polare. Quest’anno, tale processo si è verificato con un’eccezionale precocità, battuto solo dal marzo 2016, quando avvenne con pochi giorni di anticipo rispetto ad oggi. In genere, questo fenomeno si manifesta nella prima metà di aprile, ma in alcuni casi può protrarsi fino a maggio.

 

Quando il Vortice Polare si dissolve, si assiste spesso a un’espansione delle alte pressioni verso nord, in particolare sulla Groenlandia, influenzando il percorso della corrente a getto. Questo cambiamento può tradursi in un aumento delle discese di aria fredda, con effetti diretti sulla circolazione atmosferica nei bassi strati.

 

Dopo un inizio di marzo relativamente stabile, il meteo ha subito un’accelerazione verso condizioni più turbolente. Il risultato è un abbassamento della traiettoria delle perturbazioni verso il Mediterraneo, favorendo un periodo più instabile. Questa situazione potrebbe protrarsi a lungo, lasciando aperta la possibilità di nuove irruzioni di freddo tardivo nel cuore della primavera.

 

Un meteo primaverile imprevedibile

L’anticipo della rottura del Vortice Polare potrebbe portare ripetute incursioni di aria artica sull’Europa centro-occidentale, determinando un brusco calo delle temperature e il ritorno di condizioni simili a quelle invernali tra la fine di marzo e aprile.

 

In Italia, le prime conseguenze sono già evidenti: l’aumento della frequenza delle perturbazioni ha portato a piogge diffuse e nevicate almeno sulle zone montuose. L’indice NAO negativo, che favorisce un tempo instabile e più freddo, potrebbe persistere influenzando l’intera stagione primaverile.

 

Se da un lato questa situazione potrebbe portare a eventi di maltempo anche intensi, dall’altro rappresenta un elemento positivo in vista dell’estate, poiché le precipitazioni aiuteranno a ridurre il rischio di siccità. Le previsioni per i prossimi 15 giorni indicano il persistere di una fase meteo piuttosto movimentata, con episodi di freddo tardivo e nuove perturbazioni.

 

La traiettoria esatta delle masse d’aria fredda rimane incerta e dipenderà dall’interazione tra gli anticicloni presenti sull’Atlantico e sulla Siberia. Tuttavia, gli scenari attuali suggeriscono che il Centro-Nord Europa sarà il più esposto alle discese fredde, mentre per l’Italia l’intensità degli effetti resta ancora da valutare.

 

Freddo tardivo?

Non è da escludere che nelle prossime settimane anche l’Italia possa essere coinvolta in un nuovo abbassamento delle temperature, con sbalzi termici improvvisi e il rischio di ulteriori irruzioni artiche fino al Mediterraneo. Le zone più esposte a questo possibile ritorno del freddo potrebbero essere il Nord Italia e parte del Centro Italia, mentre il Sud Italia e le Isole Maggiori potrebbero vivere un clima più mite ma comunque instabile.

 

L’impatto più significativo della crisi del Vortice Polare potrebbe verificarsi dalla terza decade di marzo, rendendo il passaggio alla primavera particolarmente variabile. Ci si potrebbe quindi aspettare un meteo caratterizzato da frequenti alternanze tra periodi più miti e improvvisi ritorni di condizioni invernali.

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