Mi chiedo spesso come potremmo difenderci dalle condizioni atmosferiche estreme, in particolare da quelle estive. Se durante l’Inverno abbiamo la possibilità di accendere i termosifoni, le stufe e i caminetti, oltre a indossare un abbigliamento adeguato per proteggerci dal freddo, durante la stagione estiva l’unico modo per avere refrigerio, soprattutto se viviamo in casa o andiamo al lavoro, è quello di poter disporre di supporti che rinfrescano la temperatura dell’aria.
È certamente necessario indossare un vestiario appropriato, ma magari al lavoro non possiamo. Ci sono quindi circostanze dove l’unica maniera per poter avere un sollievo è il climatizzatore. Ritorno sempre sul solito discorso, ormai lo conoscete: non sono fissato su questo tema e soprattutto a me il condizionatore non è che sia simpatico, ma è sicuramente oggi uno strumento che sta diventando indispensabile.
In varie città italiane hanno aperto dei centri di refrigerio dove le persone possono trovare riparo dal caldo. È successo a Napoli, Roma, Milano, Genova, Firenze, Palermo e Cagliari. Ma questi punti per l’Italia sono una novità. Pensate che però in America – direbbeto sempre “citi gli Stati Uniti d’America come se fosse il paese dei balocchi” – in realtà è un Paese dove effettivamente si vivono gli estremi meteorologici da sempre e quindi la popolazione si è abituata a doverli affrontare, mentre noi li vediamo come una novità.
E quindi questa novità ci ha portato anche a dover fronteggiare le ondate di calore oltre che le ondate di maltempo. E le ondate di calore effettivamente si possono superare con questi centri dove le persone sprovviste di climatizzatore possono stare all’interno alcune ore o anche giorni e trovare refrigerio superando questo periodo critico.
Per fortuna ancora non abbiamo un cambiamento climatico così drammatico come quello che viene prospettato dai vari centri mondiali di climatologia. Io personalmente credo che ci sarà il cambiamento climatico verso un peggioramento perché lo dice la scienza, e della scienza l’unica voce che ha autorità in questo tema. Quindi ci dobbiamo affidare rigorosamente a essa e non di certo agli indovini del momento.
Ecco: diffidatevi di questi indovini, diffidatevi anche di chi vi dice che il cambiamento climatico è stato pilotato da chissà quale governo o altra entità. La scienza questo lo ha smentito.
Allora per affrontare questo clima nuovo dobbiamo veramente affidarci solo ai condizionatori d’aria? In realtà sì e no: dobbiamo modificare la struttura delle nostre città, dei nostri paesi e delle nostre case. Se in passato ci dovevamo proteggere solo dal freddo invernale soprattutto in alcune aree d’Italia, ora ci dobbiamo proteggere anche dal caldo estivo. Ecco che quindi anche una serie di ristrutturazioni che saranno fatte nel futuro dovranno tener conto di un calore sempre maggiore. Poi per quanto riguarda anche il nostro stile di vita, dovrà adeguarsi ai cambiamenti climatici.
Dovrà essere aggiornato anche il sistema di previsioni meteo nazionale perché sia più credibile da parte del cittadino. Quest’Estate è una sorta di hotspot dei cambiamenti climatici, vi sembra? Ma devo dire che non lo è solo questa: anche la scorsa, quella del 2023, lo è stata particolarmente. Ma questa ha ancora almeno 45 giorni di vita come stagione estiva, che poi c’è anche da dire che la stagione calda ormai si protrae sino a Settembre.
La prevenzione è l’obiettivo principale: è questo l’unico modo per poterci tutelare e convivere con questo cambiamento del clima. Le ricerche scientifiche dimostrano che le ondate di calore rappresentano già oggi un grave impatto sulla salute umana, con l’invecchiamento, la povertà e le malattie croniche come fattori aggravanti.
Gli studi indicano che i centri di raffreddamento possono essere efficaci nel ridurre il rischio di mortalità durante gli eventi di calore estremo, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per determinare la durata ottimale del raffreddamento necessaria per contrastare efficacemente gli effetti negativi sulla salute.
Un problema particolare che stiamo osservando sempre più spesso è quello dei blackout elettrici durante le ondate di calore. Questo paradosso ci priva dell’elettricità proprio nel momento in cui ne avremmo più bisogno per rinfrescarci. Le infrastrutture elettriche non sono progettate per resistere a condizioni climatiche così estreme e prolungate.
Particolarmente problematica è la situazione in Pianura Padana, dove la conformazione geografica crea una sorta di “catino” naturale in cui l’aria ristagna facilmente, rendendo l’afa ancora più insopportabile durante i periodi dominati dall’anticiclone africano.
Questo articolo è stato realizzato consultando ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteorologiche.