(TEMPOITALIA.IT) Una profonda saccatura atlantica, già estesa dalla Francia al Mediterraneo settentrionale, sta ridimensionando l’alta pressione africana. Nelle prossime ore il Nord Italia continuerà a registrare temporali e rovesci, mentre il Sud vivrà l’ultima ondata sahariana con picchi che oggi, venerdì 25 luglio, supererano i 40 °C nell’entroterra della Sicilia orientale.
Weekend: più fresco per tutti
Tra sabato e domenica l’aria più fresca varcherà gli Appennini e si spingerà fin sulle coste ioniche. Le temperature, localmente, perderanno fino a 15 °C e la ventilazione di Maestrale renderà il clima decisamente più gradevole. Entro domenica sera, anche la Sicilia, la Calabria e la Puglia saranno interessate dal calo termico.
Lunedì e martedì: tracollo termico al Centro-Nord
All’inizio della prossima settimana un secondo impulso instabile raggiungerà il Centro-Nord e l’Adriatico: si prevedono ulteriori rovesci, soprattutto sui rilievi, con temperature che scenderanno ulteriormente di diversi gradi, soprattutto al Centro-Nord, portandosi sotto la norma stagionale. L’aria si manterrà più fresca e meno umida rispetto ai giorni precedenti.
Inizio: ancora fresco o caldo africano? Le ipotesi in campo
Attorno al 2 agosto un terzo impulso instabile potrebbe raggiungere l’Italia, ma i suoi effetti potrebbero essere confinati al Settentrione. Secondo i più recenti aggiornamenti dei modelli meteo, infatti, la saccatura tenderà a muoversi verso la Penisola Iberica, attivando un richiamo di aria africana più a est, vale a dire verso il Mar Tirreno, la Sicilia, il settore ionico e quello medio-basso adriatico. La rimonta dell’aria calda potrebbe iniziare il 3 agosto e raggiungere il culmine tra il 4 e il 5 agosto interessando solo le regioni del Centro-Sud. Si tratterebbe di un richiamo caldo simil-prefrontale, senonché il fronte non si sposterà verso l’Italia, ma la saccatura tenderà a colmarsi in area mediterranea, tra il settore balearico e quello ligure. Potrebbe essere il preludio di un periodo più stabile, ma al momento non si vede il ritorno di un chiaro dominio africano.
Credit: l’articolo è stato è stato realizzato con il contributo dell’analisi dei dati di ECMWF e GFS. (TEMPOITALIA.IT)










