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Pioggia di animali: realtà meteo o leggenda? Quando dal cielo cadono pesci e rane

Antonio Romano di Antonio Romano
01 Lug 2025 - 14:40
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Può sembrare una scena da film surreale o da leggenda popolare: pesci, rane, anguille, persino piccoli insetti che piovono dal cielo, come se qualcuno li avesse rovesciati da un secchio gigante sospeso tra le nuvole. Eppure, la pioggia di animali non è un’invenzione letteraria, ma un fenomeno documentato in decine di casi reali, talvolta osservati da centinaia di testimoni, altre volte filmati o fotografati. La domanda allora è inevitabile: com’è possibile che animali marini o anfibi finiscano a cadere dal cielo, anche a chilometri di distanza da laghi o fiumi?

 

Un fenomeno noto sin dall’antichità

La prima menzione scritta di una pioggia di rane risale all’epoca dell’antica Grecia, ma l’episodio più noto è riportato nel XVII secolo a Lete, in Francia, dove si racconta di pesciolini d’acqua dolce piovuti su un villaggio. Altri eventi si sono verificati in Sri Lanka, Honduras, Australia, India, Giappone, Stati Uniti. In Italia, un caso documentato è avvenuto in Puglia, nel 2004, quando testimoni raccontarono di piccoli pesci piovuti in una zona rurale del Taranto interno.

Nel corso dei secoli, questi eventi sono stati interpretati come presagi religiosi, interventi divini o stranezze inspiegabili, finché la meteorologia moderna non ha offerto un’ipotesi tanto concreta quanto affascinante.

 

Il ruolo dei vortici e delle trombe d’aria

La spiegazione scientifica più accreditata è legata all’azione di trombe d’aria o vortici atmosferici molto localizzati, noti anche come waterspout quando si formano sull’acqua. Questi intensi mulinelli d’aria, capaci di sollevare oggetti leggeri o piccoli animali, agiscono come un gigantesco aspiratore naturale.

Se una tromba d’aria attraversa un lago, una palude o una risaia, può risucchiare piccoli anfibi, pesci, granchi, insetti acquatici, trasportandoli in quota per alcuni chilometri. Una volta che il vortice perde potenza o si scontra con correnti più stabili, rilascia il carico, facendo “piovere” letteralmente gli animali in una zona anche molto distante dal punto di prelievo.

In alcuni casi, è stato osservato un ordine selettivo nella pioggia: solo una specie, o solo una taglia. Questo perché il vortice riesce a sollevare solo gli animali con un certo peso e forma, escludendo quelli più pesanti o radicati al suolo.

 

Perché non piove mai anche acqua insieme agli animali?

Spesso ci si chiede: perché non piove anche una quantità visibile d’acqua insieme agli animali? In realtà, l’acqua evaporata o dispersa in gocce finissime non è altrettanto visibile al momento della caduta. Inoltre, molti testimoni osservano la pioggia d’acqua regolare, ma è la presenza improvvisa degli animali a rubare la scena e la memoria.

Il fenomeno può durare pochi secondi o alcuni minuti, ma è talmente fuori dal comune da imprimersi in modo indelebile. Le rane, per esempio, spesso sopravvivono alla caduta grazie alla loro forma e peso contenuto, mentre i pesci, purtroppo, arrivano spesso già morti o feriti.

 

Un meteo estremo ma reale

Anche se raro, il fenomeno delle piogge di animali è quindi reale e fisicamente spiegabile, un effetto collaterale sorprendente di sistemi meteorologici intensi e localizzati. Il meteo, ancora una volta, ci ricorda quanto possa essere strano, teatrale e imprevedibile, al di là delle nostre aspettative razionali.

Il mistero non sta tanto nel fatto che succeda, ma nel dove e quando. Alcuni studiosi ipotizzano che questi eventi siano più frequenti di quanto si creda, ma che vengano spesso non documentati, ignorati o spiegati con altre cause (come il trasporto da parte di uccelli). Solo quando accadono in zone abitate e in pieno giorno, la scena diventa notizia. (TEMPOITALIA.IT)

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Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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