Manca un solo mese al debutto ufficiale della stagione per il calendario meteorologico, fissato al 1° settembre, e cresce la curiosità su come si presenterà un periodo che negli ultimi anni ha smesso di essere prevedibile.
Un tempo l’Atlantico dettava legge, inviando perturbazioni in serie intervallate da brevi pause anticicloniche. Anche se non bisogna mitizzare il passato, anche allora le stagioni non erano tutte uguali e potevano presentarsi stagioni con caratteristiche meteo estreme, si pensi ad esempio alle alluvioni di Firenze del 1966 o di Genova del 1970, o anche al caldo eccezionale del settembre 1949, oggi quell’equilibrio che era comunque frequente, è definitivamente saltato: l’estate si è allungata, si è presa spesso tutto settembre e a volte parte di ottobre, e il surplus di energia derivante da mesi estivi troppo caldi rendono i primi impulsi freschi potenzialmente più violenti.
Eccessi sempre più frequenti
In settembre e sempre più spesso anche in ottobre, le giornate contraddistinte da temperature ancora elevate superano quelle in linea con le medie climatiche di un tempo, fornendo ulteriore carburante a sistemi temporaleschi rapidi e intensi, spesso alimentati dalla formazione di improvvise gocce fredde.
Sguardo al 2025: l’estate potrebbe allungarsi
Ciò che si evince dall’analisi dei modelli meteo-climatici, è che anche l’Autunno 2025 potrebbe seguire l’esempio degli anni più recenti e presentare un lungo periodo simil-estivo. Gli scenari meteo delineati dai modelli mostrano settembre e ottobre più caldi del normale, con un Mediterraneo ancora caldo a sostenere la genesi di cicloni potenzialmente esplosivi, compresi i medicane o i tropical like cyclone, cioè cicloni mediterranei con caratteristiche simil-tropicali.
L’estremizzazione meteo-climatica non è più una teoria da catastrofisti, ormai è realtà e la prossima stagione ne potrebbe offrire un nuovo esempio.
Credit: per la redazione dell’articolo abbiamo analizzato i dati dei modelli a lungo termine di ECMWF e COPERNICUS.