La lunga fase estiva di clima mite è ormai agli sgoccioli. La giornata di ieri, sabato 2 agosto, ha vito realizzarsi i previsti fenomeni meteo estremi su varie zone del Nord Italia: nubifragi, grandinate, colpi di vento violenti, hanno colpito Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Liguria. Oggi, domenica 3 agosto, la perturbazione, indebolita, si sposta lungo il Centro Italia, interessando le zone interne e il versante adriatico. Il Sud Italia subirà un modesto peggioramento domani, lunedì 4 agosto, specie la Puglia e poi tra lunedì e martedì anche Calabria e Sicilia orientale tirrenica.
Si allontana la perturbazione, si avvicina l’anticiclone africano
Dal 5 agosto la circolazione ciclonica tenderà ad allontanarsi verso lo Ionio e la Grecia, mentre da sud-ovest comincerà ad avanzare l’anticiclone subtropicale africano. L’alta pressione si estenderà con decisione verso il bacino del Mediterraneo, creando, nei giorni a seguire, un contesto atmosferico sempre più stabile e soleggiato, pur caratterizzato dal transito di alcune velature tipiche delle fasi sahariane, ma senza che siano previsti fenomeni degni di nota.
Temperature in salita, tornerà il caldo
Il ritorno del caldo vero, quello capace di generare disagio fisico che a lungo ha caratterizzato la prima parte di questa estate, continua ad essere posticipato dalle previsioni dei modelli matematici, ma arriverà. La data più probabile è quella dell’8 agosto, quando la massa d’aria d’origine sahariana riuscirà a sconfiggere le ultime resistente poste dall’Anticiclone delle Azzorre e dal transito di masse d’aria più fresche lungo il suo bordo orientale. Le temperature saliranno di nuovo fino a 37-38°C nelle aree interne del versante tirrenico, della Sardegna e della Sicilia, un paio di gradi in meno in Pianura Padana.
Inizialmente l’aria sarà ancora relativamente secca e le temperature notturne non così elevate, ma col passare dei giorni, se l’anticiclone si stabilizzerà, l’umidità tenderà ad aumentare e torneranno le notti tropicali diffuse non solo lungo le coste, dove in estate rappresentano la normalità in molte zone, ma anche nelle pianure interne e nelle grandi città.
Dubbi sulla tenuta dell’anticiclone e del caldo africano
I principali modelli internazionali – GFS e ECMWF – concordano sulla data di inizio e sull’intensità di questa fiammata africana, ma non sulla sua evoluzione. Sia GFS che ECMWF hanno mostrato, nelle loro più recenti elaborazioni, le possibilità di una crisi prematura della cupola anticiclonica. Con gli ultimissimi aggiornamenti, è il modello ECMWF il più propenso a limitare la durata del caldo, mentre per GFS si potrarrebbe fino ad oltre Ferragosto. L’elemento principale di disturbo, per ECMWF, risiederebbe nella possibilità che l’anticiclone venga attaccato da nord da incursioni nord-atlantiche, che schiaccerebbero l’Anticiclone africano verso sud. GFS, invece, vede la formazione di una goccia fredda iberica in spostamento lento verso levante. In questo caso, aria molto calda continuerebbe ad affluire sull’Italia, ma su Nord-Ovest, Sardegna e Alto Tirreno aumenterebbero umidità e nubi nei giorni precedenti il Ferragosto.
L’evoluzione fino a Ferragosto
Dopo una prima parte di settimana caratterizzata ancora da clima gradevole sebbene con temperature in graduale ma contenuto aumento, tra il 7 e l’8 agosto il caldo comincerà a farsi più opprimente. La fase di caldo più intensa riteniamo che possa manifestarsi tra il 9 e l’11 agosto, poi ci aspettiamo, se non una vera e propria crisi dell’anticiclone, almeno qualche disturbo, più probabile sul settore alpino e al Nord-Ovest.
Credit: per la redazione dell’articolo ci siamo avvalsi principalmente dei dati di ECMWF e GFS.