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Home A La notizia del Giorno

La Niña in arrivo: cosa ci aspetta davvero nell’Inverno 2025-2026

Allerta La Niña dal NOAA.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
17 Set 2025 - 12:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Le principali agenzie statunitensi, tra cui NOAA e il suo Climate Prediction Center (CPC), hanno emesso a settembre 2025 una “La Niña Watch”, segnalando che una transizione dalle attuali condizioni ENSO-neutrali a La Niña è probabile nei prossimi mesi.

Ad agosto 2025, infatti, il sistema oceano-atmosfera mostrava ancora uno stato neutrale, con temperature superficiali marine nel Pacifico equatoriale centrale e orientale prossime o lievemente sotto la media. Gli indici Niño oscillavano tra -0,4°C e -0,2°C, mentre le anomalie sottomarine rivelavano masse d’acqua più fredde del normale fino a 200 metri di profondità.

I venti a bassa quota risultavano orientati verso est, mentre in quota si osservavano flussi opposti, verso ovest. La convezione atmosferica appariva intensa sopra l’Indonesia, ma soppressa nella zona della linea del cambio data, confermando segnali tipici di un’evoluzione verso La Niña.

Secondo il CPC, la probabilità che La Niña si sviluppi tra ottobre e dicembre 2025 raggiunge il 71%, per poi scendere al 54% durante il trimestre dicembre-febbraio 2026. Questa valutazione si basa anche sui modelli del North American Multi-Model Ensemble, che concordano sull’instaurarsi del fenomeno durante l’inverno boreale.

 

Dalla fase neutrale all’avvio di La Niña

La situazione attuale, definita ENSO-neutrale, si protrarrà ancora per poche settimane. Già da ottobre, però, gli scenari più accreditati puntano a un ingresso in La Niña debole, sufficiente a modificare la circolazione atmosferica a livello globale.

Anche il portale governativo statunitense dedicato al monitoraggio della siccità, drought.gov (NIDIS), diffonde aggiornamenti e avvisi legati agli impatti previsti del fenomeno.

 

L’impatto atteso sull’Europa

Le proiezioni stagionali descrivono un inverno 2025-2026 molto dinamico per il continente europeo.

A dicembre il quadro appare dominato da tempeste atlantiche con alta frequenza di piogge su Regno Unito, Francia e Penisola Iberica, dove il rischio di inondazioni sarà elevato.

Nella parte centrale dell’inverno, in particolare da gennaio a febbraio, i modelli suggeriscono una maggiore probabilità di ondate di freddo intenso, favorite anche da un possibile indebolimento del Vortice Polare e da eventi di riscaldamento stratosferico improvviso (SSW).

Questi scenari porterebbero a irruzioni artiche e nevicate persistenti su Europa centrale e orientale, con effetti che potrebbero estendersi fino al Mediterraneo e quindi anche all’Italia.

 

Il quadro regionale

Sul Nord Europa il gelo e la neve potrebbero insistere a lungo, soprattutto da gennaio in avanti.
Il Centro Europa rischia forti bufere di neve e periodi di gelo anomalo, specie in febbraio.
Il Sud Europa e l’area del Mediterraneo si troveranno esposti a una stagione caratterizzata da forti contrasti termici: tempeste, precipitazioni abbondanti e nevicate sulle zone montane.

Un fattore chiave in questa evoluzione è la rapida espansione del manto nevoso in Siberia, che tende a rafforzare la possibilità di un inverno rigido anche sul continente europeo.

 

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FAQ per i lettori

Cosa significa La Niña Watch e quando è stata emessa

La “La Niña Watch” è un avviso ufficiale emesso dalle agenzie climatiche statunitensi a settembre 2025 per segnalare che una transizione dalle condizioni neutrali a La Niña è probabile nei prossimi mesi. L’avviso indica che le probabilità di sviluppo del fenomeno raggiungono il 71% per il trimestre ottobre-dicembre 2025.

Quando si manifesterà effettivamente La Niña

Secondo le previsioni del Climate Prediction Center, La Niña inizierà probabilmente tra ottobre e dicembre 2025, con il picco di probabilità del 71% in questo periodo. La probabilità scende al 54% per il trimestre dicembre-febbraio 2026, suggerendo che si tratterà di un evento relativamente breve e di intensità debole.

Quali saranno gli effetti su Italia ed Europa

Per l’Europa, l’inverno 2025-2026 si prospetta molto dinamico con tempeste atlantiche frequenti su Regno Unito, Francia e Penisola Iberica a dicembre. Da gennaio a febbraio aumenteranno le probabilità di ondate di freddo intenso, con possibili irruzioni artiche e nevicate persistenti che potrebbero raggiungere anche l’Italia e il Mediterraneo.

Come La Niña influenzerà le temperature invernali

La Niña tende a modificare la circolazione atmosferica globale, favorendo un possibile indebolimento del Vortice Polare e eventi di riscaldamento stratosferico improvviso. Questo scenario potrebbe portare a irruzioni di aria gelida dall’Artico verso l’Europa centrale e meridionale, con temperature significativamente sotto la media.

Perché questo inverno sarà diverso dai precedenti

Dopo anni di inverni miti dominati dall’anticiclone africano, il ritorno di La Niña promette di riportare dinamiche atmosferiche più tradizionali. L’interazione con altri indici climatici come NAO e AO negativi potrebbe favorire scambi meridiani più marcati e un aumento della frequenza di afflussi artici sull’Europa occidentale e il Bacino del Mediterraneo.

La Niña, ENSO, Climate Prediction Center, Vortice Polare, inverno 2025-2026, tempeste atlantiche, ondate freddo, nevicate Europa, Pacifico equatoriale, riscaldamento stratosferico improvviso

  (TEMPOITALIA.IT)

Credit

Organizzazioni Governative

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
  • Climate Prediction Center
  • National Weather Service (NWS)
  • National Integrated Drought Information System (NIDIS)

Sistemi di Modellazione

  • North American Multi-Model Ensemble (NMME)

Istituzioni Accademiche

  • International Research Institute for Climate and Society (IRI) – Columbia University
  • Nature Climate Change
  • Journal of Climate (American Meteorological Society)
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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