(TEMPOITALIA.IT) Ci si domanda spesso perché le condizioni meteorologiche diventino di anno in anno più estreme. Forse ci stiamo semplicemente abituando, tanto che fenomeni un tempo rari oggi sembrano quasi normali, tanto da non suscitare più stupore. Ma il 2025 sta mostrando un quadro decisamente particolare: il vortice polare, formatosi già da oltre un mese, ha iniziato a manifestare i suoi effetti con eruzioni di aria fredda che hanno toccato anche l’Italia, mentre altre correnti gelide stanno influenzando ampie zone dell’emisfero settentrionale e continueranno a farlo nelle prossime settimane.
A un primo sguardo si potrebbe pensare a un autunno in anticipo, ma osservando le temperature emisferiche non si riscontra alcun segnale di raffreddamento generale. Al contrario, prevalgono ondate di caldo anomalo, con valori nettamente sopra la media, persino oltre il Circolo Polare Artico.
Il vortice polare, in sostanza, è una circolazione d’aria che si sviluppa in alta quota, ma le sue ripercussioni si estendono fino ai bassi strati dell’atmosfera. Si tratta di un sistema estremamente complesso, come dimostrano i recenti eventi nell’emisfero australe, dove un riscaldamento stratosferico improvviso ha innescato una vera e propria esplosione del vortice polare del Polo Sud.
Un evento del genere è eccezionale: mentre nel nostro emisfero la sua instabilità è ormai quasi annuale, al Polo Sud fenomeni simili si verificano solo ogni venti o trent’anni. Questa volta, l’anomalia potrebbe condizionare pesantemente la primavera dell’emisfero meridionale, con effetti contrastanti come ondate di freddo tardivo alternate a fasi di calore estremo in aree quali Sudafrica, Sudamerica e Australia. A complicare ulteriormente lo scenario, si aggiunge la formazione della Niña, che tende a modificare la circolazione atmosferica dell’Oceano Pacifico, generando squilibri climatici su vasta scala.
Tornando all’Europa, il nostro vortice polare non avrà un ruolo diretto sugli eventi che interesseranno l’Italia nei prossimi giorni. Sarà invece una circolazione meridiana molto ampia a determinare la dinamica meteorologica, influenzata da un anticiclone anomalo sulla Scandinavia, destinato a deviare le masse d’aria. Una situazione piuttosto insolita, aggravata dalla discesa di aria gelida dalla Russia già ai primi di ottobre, un evento dal sapore pienamente invernale. Negli anni recenti, simili configurazioni non si erano più verificate con questa intensità; in passato avrebbero generato nevicate precoci e gelate, oggi sempre più rare.
Questo quadro meteorologico conferma l’estremizzazione del clima europeo, testimoniata anche dall’arrivo fino alle Isole Azzorre di un ciclone tropicale ormai trasformato in tempesta extratropicale. Pur non essendo più distruttivo, resta un segnale significativo dell’attuale instabilità atmosferica. Tuttavia, non è possibile trarre conclusioni sul prossimo inverno basandosi solo sull’attività del vortice polare. È noto però che la presenza della Niña aumenta la probabilità di ondate di freddo anche alle nostre latitudini.
Un elemento inedito di quest’anno riguarda la marcata variabilità meteorologica in Europa, un tratto che in passato interessava soprattutto altri continenti. Potrebbe dunque delinearsi una stagione invernale più vicina alla media climatica, pur restando segnata da anomalie e oscillazioni dovute ai cambiamenti climatici globali, una realtà che molti faticano ancora ad accettare.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)







