
(TEMPOITALIA.IT) L’Autunno è per definizione la stagione di mezzo, quella che segna il passaggio dall’Estate ai rigori dell’Inverno e che, più di ogni altra, riesce a sorprendere con repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche. In pochi giorni si è passati da un clima tipicamente estivo a un’aria decisamente più autunnale, e la prossima settimana potrebbe già mostrarsi con connotati quasi invernali.
Ma al di là della cronaca immediata, ciò che rende l’Autunno davvero unico è la sua funzione di “ponte”, la capacità di gettare le basi per quello che sarà l’assetto atmosferico dei mesi freddi. In questo periodo, infatti, entrano in gioco dinamiche che in Primavera o in Estate non avrebbero alcun senso valutare.
È in Autunno che l’attenzione si concentra sul Vortice Polare, osservato speciale perché proprio da esso dipenderanno le sorti della stagione successiva: se troverà condizioni favorevoli potrà irrobustirsi, ma se i pattern climatici lo ostacoleranno, rischierà di entrare in crisi.
Le variabili sono numerose. In questi mesi si è parlato molto del fenomeno de La Niña, della fase negativa della QBO e delle anomalie termiche osservate nel Pacifico nordoccidentale. Tutti elementi che, combinandosi, possono avere effetti importanti non solo sull’Europa, ma sull’intero sistema climatico globale. Tuttavia, per chi osserva con attenzione le evoluzioni sull’area euro-atlantica, ogni segnale diventa prezioso per anticipare le possibili configurazioni dell’Inverno.
Le indicazioni che emergono già adesso sono tutt’altro che banali. Dopo tre stagioni fredde piuttosto monotone e poco incisive, quest’anno il quadro sembra cambiare. Gli scenari delineano un Inverno molto più dinamico, con fasi di variabilità marcata e periodi di freddo anche intenso. Le proiezioni suggeriscono che il mese di Gennaio potrebbe risultare il più rigido, preceduto da un periodo natalizio particolarmente interessante sotto il profilo meteo.
E non si esclude che Febbraio possa riservare un episodio gelido dal sapore antico. È una tendenza che merita attenzione, e che necessita naturalmente di ulteriori conferme, ma i segnali raccolti fino a questo momento sono già di per sé molto significativi.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF, e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)






