Un rientro dei fiocchi oltre i 2000 m: perché così tardi
Nei prossimi giorni torna la neve sulle Alpi: un rientro decisamente tardivo, considerando che siamo oltre metà Ottobre e che, di solito, oltre i 2000 m si registrano spesso nevicate. Quest’anno, invece, la neve sta realmente tardando a farsi vedere. La causa principale è l’assenza di precipitazioni: per quasi tutto Ottobre il Centro-Nord è stato sotto una alta pressione persistente. Le temperature sono scese (anche per il naturale avanzare della stagione), ma non per irruzioni fredde: a dominare è un campo anticiclonico estremamente potente sulle Isole Britanniche.
Le cose, però, vanno a cambiare, e succederà nel corso del fine settimana, quando un ciclone molto intenso andrà a investire le Isole Britanniche (consulta le previsioni meteo di Londra); l’alta pressione verrà spazzata via e si porterà decisa verso nord nord-est, mentre sul lato meridionale avanzerà l’anticiclone delle Azzorre verso le Isole Madeira e l’arcipelago delle Canarie. Per comprendere meglio le dinamiche dietro a questi spostamenti, consulta questo articolo sulla formazione dei cicloni esplosivi.
Dove e quanta neve
L’alta pressione continuerà comunque a interessare l’Italia per tutto il weekend; tuttavia, a inizio della prossima settimana la situazione tenderà a mutare e verso lunedì 20 si presenterà il transito di un primo nucleo perturbato sul Nord-Ovest, foriero di precipitazioni e di nevicate lungo tutto l’arco alpino. Come anticipato in questo report sulle piogge in arrivo al Nord, molti fiocchi cadranno sui rilievi più elevati della Valle d’Aosta (consulta le previsioni meteo di Aosta); nevicate sono attese anche sulle Alpi del Piemonte (consulta le previsioni meteo di Torino), e poi la neve si sposterà, con quantitativi più contenuti, verso le Alpi lombarde (consulta le previsioni meteo di Milano).
Questo impulso verrà ostacolato nel percorso verso est proprio dall’arco alpino, che nella stagione fredda costituisce per i fronti in arrivo da ovest o da nord-nordovest una barriera naturale. Il fronte si ripresenterà poi più intenso verso il Nord-Est italiano e le Regioni centrali, andando successivamente a coinvolgere anche le aree tirreniche, dove, con condizioni ancora piuttosto miti, matureranno temporali, complice l’afflusso di aria calda (consulta le previsioni meteo di Venezia e Trieste).
Nei prossimi giorni
Nei prossimi giorni lo scenario atmosferico, rispetto all’attuale, cambierà su gran parte dell’Europa e quindi anche sull’Italia, dove avremo una situazione meteo più da “settembre” che da ottobre. Come descritto in questo articolo sull’Ottobrata anomala, già a metà della prossima settimana la Penisola verrà invasa da aria mite. È per questo che anche l’episodio di nevicate sulle Alpi occidentali sarà destinato a esaurirsi: l’evento si concluderà con il passaggio nuvoloso, almeno per il momento. Per ulteriori approfondimenti su queste dinamiche stagionali, consulta questo studio sulla neve precoce in autunno.
Scenario a medio termine
Più avanti, sugli orizzonti previsionali a media distanza, basse pressioni molto incisive tenderanno nuovamente a coinvolgere le Isole Britanniche, dove il tempo resterà molto variabile e mutevole nelle prossime giornate, così come sul Nord della Francia. Instabilità e minimi di pressione meno intensi dovrebbero estendersi anche verso l’Italia, con una circolazione più instabile e precipitazioni a carattere sparso, irregolari. Il Nord rimarrà comunque piuttosto penalizzato: con correnti da ovest-ovest, l’arco alpino fungerà da scudo e i fenomeni tenderanno a concentrarsi sulle Venezie (consulta le previsioni meteo di Venezia) e, soprattutto, sull’Italia centrale e meridionale, Sicilia (consulta le previsioni meteo di Palermo) e Sardegna (consulta le previsioni meteo di Cagliari), distribuiti in modo molto disomogeneo e con episodi di temporali. Come detto, è presente anche aria calda, quindi non mancheranno contrasti termici con le masse d’aria in arrivo dall’Oceano Atlantico (consulta questo approfondimento sulle onde atlantiche).
Tendenza a lungo termine
Più avanti la situazione meteorologica resta molto incerta. Alcuni modelli prospettano una ondata di calore verso fine mese, con caldo anomalo per il periodo; altri, invece, delineano un quadro totalmente diverso, con la possibile discesa di aria artica. Come analizzato in questo report sull’inverno 2025-2026, le dinamiche sono estremamente complesse. Anche in questo caso, però, sull’Italia non farà propriamente freddo: le temperature si manterranno in linea con le medie, e forse leggermente sopra, salvo un eventuale calo termico più netto sul Nord-Est. Parliamo comunque di previsioni a lunghissimo termine. C’è una novità per la Spagna: potrebbe ripresentarsi una nuova alta pressione. In sostanza, il quadro meteorologico mostra anomalie ben marcate, come indicato dalle previsioni stagionali a lungo raggio, che avevano già messo in evidenza la possibilità di forti scarti rispetto alla norma, pronti a interessarci (consulta questo articolo sui segnali di neve a bassa quota).
Credit
EURAC Research – Institute for Alpine Environment (Bolzano, Italia) https://www.eurac.edu/en/institutes-centers/institute-for-alpine-environment Ricerca scientifica sulle tendenze di nevosità a lungo termine sulle Alpi (1920-2020)
NOAA – National Snow and Ice Data Center (NSIDC) https://nsidc.org/data/g01186/versions/1 Dati satellitari AVHRR e monitoraggio della copertura nevosa alpina a lungo termine
The Cryosphere (TC) – Journal Copernicus Open Access https://tc.copernicus.org/articles/15/1343/2021/ Pubblicazione scientifica peer-reviewed: “Observed snow depth trends in the European Alps: 1971 to 2019”
npj Climate and Atmospheric Science – Nature Publishing Group https://www.nature.com/articles/s41612-024-00829-5 Ricerca su ritiro della copertura nevosa in montagna e cambiamento climatico globale
International Journal of Climatology – Wiley Online Library https://rmets.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/joc.8597 Pubblicazione: “Long-term snowfall trends and variability in the Alps” (Bozzoli et al., 2024)
Cambridge Core – Annals of Glaciology https://www.cambridge.org/core/journals/annals-of-glaciology/article/operational-subpixel-snow-mapping-over-the-alps-with-noaa-avhrr-data/90B5160A29EEA1C6325CF910F97DA291 Ricerca operazionale su mappatura sub-pixel della neve con dati NOAA AVHRR
Snow-Forecast.com – Long-Range Winter Forecast https://www.snow-forecast.com/whiteroom/long-range-winter-2025-2026-snow-forecast/ Previsioni stagionali a lungo termine basate su modelli NOAA e dinamiche oceaniche (La Niña)
GeoSphere Austria (GSA) – Austrian Meteorological and Geodynamical Service https://www.geosphere.at/ Dati meteo e nivologici dell’Austria e dell’Europa centrale
World Meteorological Organization (WMO) https://public.wmo.int/ Ente internazionale per il monitoraggio e la previsione meteorologica globale