(TEMPOITALIA.IT) La Porta Atlantica sembra essersi chiusa per un lungo periodo, e questa è una notizia tutt’altro che positiva. L’avvio di ottobre sta infatti mostrando un chiaro rifiuto verso le correnti atlantiche, quelle stesse che normalmente garantiscono il passaggio dei fronti perturbati autunnali sul Mar Mediterraneo. Le ultime analisi indicano che questo blocco potrebbe protrarsi fino al 18 del mese, ma con alta probabilità anche fino al 20, lasciando quindi il Mediterraneo Occidentale privo di depressioni in grado di portare piogge consistenti.
Nel Nord Italia e su parte del Centro, dove settembre è stato eccezionalmente piovoso, questa fase più stabile e asciutta può risultare persino benefica, concedendo una tregua dopo settimane di precipitazioni. Tuttavia, per le aree che hanno sofferto una lunga carenza di pioggia durante l’estate, la situazione appare decisamente preoccupante. Il mese di ottobre, che di norma dovrebbe segnare il ritorno delle perturbazioni autunnali e un periodo di piogge diffuse, sembra invece orientato verso un prolungato dominio dell’alta pressione.
Le mappe del modello ECMWF indicano precipitazioni praticamente assenti almeno fino al 18 ottobre, con la possibilità di qualche pioggia solo verso la fine del mese e comunque concentrata all’estremo Nord. Eventuali fenomeni potranno manifestarsi soprattutto sulle Alpi, dove le temperature consentiranno anche qualche nevicata in quota, ma sul resto del Paese il quadro resta decisamente arido. È un dato allarmante se si considera che ottobre è statisticamente uno dei mesi più piovosi dell’anno in Italia.
Questa persistente mancanza di piogge rappresenta una seria minaccia per molte regioni che stanno ancora affrontando una siccità di lunga durata, in particolare nel Sud Italia e in alcune zone centrali adriatiche. Le piogge dei giorni scorsi hanno offerto soltanto un breve sollievo, ma la situazione idrica rimane critica. Senza il ritorno di precipitazioni organizzate, il rischio è che il deficit pluviometrico torni rapidamente ad aggravarsi, compromettendo anche la stagione invernale.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)







