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Inverno 2025-2026: tra neve e freddo, cosa potremmo aspettarci davvero

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
17 Nov 2025 - 17:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Verso un inverno diverso?

(TEMPOITALIA.IT) Da settimane si discute del tipo di inverno che ci troveremo davanti. E più scorrono le analisi, più cresce l’idea che la stagione 2025-2026 potrebbe sorprenderci. Non parliamo di scenari epici in automatico – quelli non si promettono mai – ma di condizioni molto diverse da quelle degli ultimi anni, quando gli inverni sembravano la brutta copia della Primavera.

Ricordiamolo: temperature troppo alte, piogge quasi assenti, neve ridotta all’osso. E soprattutto la solita, interminabile Alta Pressione, madre di cieli grigi o limpidissimi, ma sempre uguali.

 

La domanda inevitabile

Accadrà di nuovo? O stavolta il copione cambia?

La verità è che nessuno può saperlo con certezza. Però, alcune dinamiche di larga scala – quelle che girano attorno al Vortice Polare – stanno mostrando segnali diversi rispetto agli ultimi anni. Segnali che, diciamolo piano, potrebbero spalancare la porta a un inverno più vivo.

Il Vortice Polare resta la variabile “gelosamente imprevedibile”, quella capace di ribaltare le proiezioni stagionali anche last minute. Ma qualcosa si sta muovendo.

 

Dicembre: le prime revisioni importanti

Le proiezioni iniziali parlavano di un Dicembre anticiclonico, mite, poco interessante. Insomma: la solita storia.
Poi, però, i modelli hanno iniziato a virare. Non verso il gelo assoluto, certo, ma verso uno scenario più dinamico, con irruzioni artiche anche frequenti.
Basterebbe che qualche tassello andasse al suo posto – giusto un paio – per vedere una prima parte d’inverno ben diversa da quella degli ultimi anni.

Attenzione: non stiamo dicendo “Dicembre nevoso da manuale”. Ma stiamo dicendo che l’ipotesi non è più remota.

 

I disturbi al Vortice Polare

La prima metà di Dicembre, in particolare, potrebbe offrirci segnali interessanti. In quel periodo i disturbi al Vortice Polare dovrebbero raggiungere un picco, favorendo ondulazioni più pronunciate della corrente a getto e, di conseguenza, scambi meridiani più decisi.

Tradotto: più possibilità che l’aria artica si affacci sul Mediterraneo, magari anche con una certa insistenza.

 

La neve dove serve davvero

Prima ancora della neve epocale – quella che si sogna ma che arriva una volta ogni decenni – contano le nevicate normali, alle quote giuste.
E qui arriva la buona notizia: se le proiezioni verranno confermate, la neve potrebbe tornare ad ammantare le montagne italiane con una regolarità più simile a quella del passato.

Le grandi catene, come le Alpi e l’Appennino settentrionale, potrebbero raccogliere accumuli consistenti. Sarebbe già un enorme passo avanti dopo anni di magra.

 

E gli episodi più intensi?

E se poi si creassero le condizioni per qualcosa di più forte?
Non è impossibile. Servirebbe un Vortice Polare poco compatto, una NAO tendenzialmente negativa, correnti artiche ben incanalate verso l’Europa e un Mediterraneo termicamente collaborativo.

Elementi complessi da far coincidere, certo. Però quest’anno – ed è questo il punto – i presupposti ci sono.

E chissà che la neve non riesca a fare un salto anche più in basso, verso pianure e magari coste. Sarebbe un inverno da ricordare, persino se accadesse soltanto a Dicembre.

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: aria articacondizioni invernaliinverno 2025neve dicembreneve montagneprevisioni invernovortice polare
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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