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Neve con rischio elevato come non si vedeva dal 2013: i motivi principali

Federico De Michelis di Federico De Michelis
16 Nov 2025 - 16:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Neve e clima globale: perché si parla neve in un Pianeta che si riscalda

Quando si immagina neve copiosa su tutta l’Italia, non si descrive una semplice fase invernale, ma un autentico evento meteo–climatico. Il termine “evento” rende bene l’idea di qualcosa che, nell’epoca del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici conclamati, assumerebbe i contorni di un episodio davvero notevole, in netto contrasto con la tendenza all’estremizzazione dei fenomeni atmosferici.

In un contesto in cui le temperature medie crescono e gli episodi di freddo intenso diventano più rari e irregolari, uno scenario con nevicate abbondanti e diffuse su gran parte del territorio nazionale assumerebbe un forte valore simbolico, oltre che meteorologico, perché andrebbe in controtendenza rispetto a ciò che stiamo osservando da anni.

 

Tre inverni “poveri” di freddo e il ruolo dell’anticiclone

Arriviamo da alcuni Inverni decisamente “avari” di freddo, tre stagioni consecutive che si faceva fatica a definire davvero invernali su buona parte dell’Italia. Lunghi periodi dominati da situazioni anticicloniche, con clima mite, nebbie, poche perturbazioni organizzate e ancora meno irruzioni fredde degne di nota, hanno segnato le ultime annate.

Il rischio che qualcosa di simile possa ripresentarsi si mette tuttora in conto, perché diverse proiezioni stagionali continuano a suggerire un trend che strizza l’occhio all’Anticiclone e a condizioni spesso più miti del normale. Il fantasma di un altro Inverno piatto, con poche fasi fredde e scarse nevicate, resta dunque sullo sfondo.

 

Le proiezioni stanno cambiando: Dicembre più freddo del previsto

Chi segue con costanza gli aggiornamenti meteo sa che proprio quelle proiezioni stagionali, ultimamente, stanno iniziando a cambiare registro. Non tutte e non in modo radicale, ma il fatto che alcuni autorevoli centri inizino a proporre un Dicembre mediamente freddo rappresenta già una notizia importante.

È bene ricordare che durante il mese di Dicembre si gioca una partita stagionale cruciale: l’impostazione barica di questo periodo può infatti condizionare l’evoluzione dell’Inverno nel suo complesso. Un Dicembre dinamico e freddo, con un certo spazio per le irruzioni d’aria polare, spesso apre la strada a una stagione più vivace, anche nei successivi Gennaio e Febbraio.

 

Dicembre decisivo: le manovre del vortice polare

Le configurazioni bariche di Dicembre risultano fondamentali per capire quale potrebbe essere il trend dei due mesi successivi. Gran parte della partita si gioca attorno al comportamento del vortice polare, ovvero quella vasta struttura di aria gelida che ruota alle alte latitudini e che, a seconda della sua forza e collocazione, decide quanto freddo può scendere verso l’Europa e il bacino del Mediterraneo.

Tutto dipende dalla sua capacità di riprendersi dai disturbi che lo stanno interessando. Tali perturbazioni strutturali, secondo gli attuali segnali, non sembrano destinate a esaurirsi facilmente, né a risolversi in tempi rapidi. Un vortice polare disturbato aumenta la probabilità di afflussi freddi più incisivi verso le medie latitudini, quindi anche verso l’Italia, favorendo ondate di freddo e, in certe condizioni, anche neve a bassa quota.

 

Da qui a metà Dicembre: prospettiva di meteo pienamente invernale

È proprio per questi motivi che, da oggi fino a metà Dicembre, si ritiene che il tempo sull’Italia possa assumere spesso caratteristiche pienamente invernali. Le attuali indicazioni portano a pensare a una maggiore presenza di aria fredda, a possibili affondi perturbati e a condizioni favorevoli a nevicate sulle Alpi, sugli Appennini e, a tratti, fin verso quote collinari in alcune aree del Centro-Nord.

Siamo sempre più convinti che, da qui a Natale, possa concretizzarsi un evento invernale in piena regola: una vera irruzione d’aria fredda, se non addirittura gelida, tale da poter innescare nevicate diffuse. In uno scenario del genere, non sarebbe esclusa la possibilità di neve fin sulle pianure in alcune zone, soprattutto in presenza di minimi di bassa pressione ben collocati sul Mediterraneo.

 

Un’ipotesi fondata sulle dinamiche atmosferiche attuali

Si tratta, ovviamente, di ipotesi, ma alla luce delle dinamiche atmosferiche attualmente in atto, queste possibilità appaiono assolutamente plausibili. Del resto, fin dalla fine di Ottobre, si ipotizza una accelerazione invernale nella seconda metà di Novembre, ed è proprio ciò che sta per concretizzarsi.

Già allora, i segnali provenienti dall’atmosfera apparivano abbastanza chiari: piccole anomalie circolatorie, indizi di un vortice polare disturbato, tracce di un possibile cambio di marcia stagionale. Riproporre costantemente tali indizi, man mano che venivano confermati da nuovi riscontri, ha permesso di trasformarli in una sorta di prova di tendenza.

 

Verso un possibile grande episodio di neve in Italia

Gli stessi segnali odierni ci spingono a sostenere con sempre maggiore convinzione la tesi di un evento invernale completo, un episodio di freddo e neve capace di farsi ricordare su buona parte dell’Italia. Resta da stabilire quando:

  • sarà verso la fine di Novembre?
  • si concretizzerà nella prima metà di Dicembre?
  • oppure si presenterà a ridosso delle Feste di Natale?

Le tempistiche esatte dovranno essere valutate strada facendo, nel momento in cui arriveranno conferme convergenti da più parti: modelli numerici, centri di calcolo internazionali e ulteriori segnali provenienti direttamente dall’atmosfera. L’attenzione resta quindi molto alta, perché lo scenario di una neve copiosa e diffusa sulla Penisola non è affatto fuori discussione.

 

Credit: European Centre for Medium-Range Weather Forecasts · Copernicus Climate Change Service · NOAA Climate Prediction Center · UK Met Office

 

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Tags: anticiclone invernalecambiamenti climaticievento invernaleinverno freddoirruzione freddameteo Italianeve copiosaproiezioni stagionalivortice polare
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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