(TEMPOITALIA.IT) Fa quasi impressione dirlo, ma mentre qui in Italia continuiamo a boccheggiare per un caldo fuori stagione, il vero spettacolo – quello che decide l’inverno – si gioca lontanissimo da noi, alle porte del Polo Nord. È lassù che si sta riorganizzando il gigantesco ingranaggio dell’inverno: il Vortice Polare.
Chi segue il meteo lo sa: da lui dipende molto più di quanto immaginiamo. Eppure, ogni anno cambia carattere, umore, comportamento. Vale la pena capire come nasce e che cosa potrebbe combinare nel mese di Dicembre, perché qualche sorpresa, almeno sulla carta, non è da escludere.
La nascita
Con l’autunno che avanza e il Sole che scende sempre più sull’orizzonte artico, le regioni polari si raffreddano a una velocità quasi brutale. Giorno dopo giorno la radiazione solare cala, fino a scomparire del tutto. E quando manca il Sole, il freddo si impone senza opposizioni.
Lo si nota soprattutto nelle zone immense dell’Eurasia settentrionale: in Siberia, per esempio, le prime gelate si sono già fatte vedere da oltre un mese. Paesaggi imbiancati, fiumi che iniziano a cristallizzare, quell’odore di ghiaccio che punge il naso – chiunque sia stato lì in Novembre lo ricorda bene.
Il raffreddamento, inevitabile, trascina con sé un calo di pressione al suolo. A volte anche la stratosfera, quel pezzo d’atmosfera tra circa 8 e 50 chilometri, mostra valori più bassi della media in area polare. Una combinazione che crea un contrasto netto con le latitudini più meridionali, dove la pressione resta più alta e l’aria più leggera.
Da questo squilibrio nasce una rotazione possente, che abbraccia il Polo Nord dalla troposfera fino alla stratosfera: è il Vortice Polare, il grande regista delle masse d’aria dell’emisfero nord. Senza di lui l’inverno non avrebbe un copione.
Forte o debole?
E qui viene il bello. Perché il Vortice Polare non è sempre uguale. Alcuni anni è una fortezza impenetrabile, altri volte sembra quasi sfilacciarsi come un maglione vecchio.
Quando è forte, compatto, ben strutturato, trattiene il gelo in alto, circondato da vorticità che lo tengono prigioniero. Risultato? Il freddo rimane sulle regioni artiche e l’Europa – Italia inclusa – sperimenta lunghi periodi con alte pressioni, inversioni e temperature sopra la media. È un film che abbiamo visto spesso negli ultimi inverni.
Quando invece il Vortice Polare entra in crisi, perde pezzi. Letteralmente. Si indebolisce, si deforma, a volte si spezza in più lobi. Ed è proprio allora che quei “frammenti” di aria gelida scendono verso sud, scegliendo percorsi che non sempre sono gli stessi: a volte centrano l’Europa centrale, altre virano decisi verso il Mediterraneo.
È in queste fasi che salgono le probabilità – non la certezza – di ondate di freddo anche nel nostro Paese. Brevi o durature? Dipende da mille fattori. Ma intanto il potenziale c’è.
Possibili scenari per l’Europa e l’Italia
Le proiezioni, per ora, raccontano una storia interessante. Tra la fine di Novembre e l’inizio di Dicembre, una parte dell’aria fredda potrebbe scivolare verso l’Europa. E magari, forse, anche sull’Italia. Ma bisogna andarci piano, molto piano.
Prima precisazione – e non è un dettaglio: siamo nel campo delle probabilità, non delle previsioni. Non è affatto detto che si verifichi un Stratwarming nella prima metà di Dicembre. È possibile, sì. Probabile anche, secondo molti modelli. Ma di certezze non ce ne sono.
Seconda precisazione: anche con uno Stratwarming, non è garantito che il lobo gelido scelga la rotta del Mediterraneo. In parecchie occasioni, come molti ricordano, il nucleo più freddo ha preferito scivolare verso est, lasciando all’Italia solo un po’ di freddo residuo, quasi le briciole.
Diciamolo chiaramente: se il Vortice Polare resta debole, un periodo freddo nel nostro Paese diventa possibile. Non scontato. Solo possibile. Se invece rimane compatto, niente da fare: l’inverno rimane inchiodato al Polo Nord e noi sotto l’alta pressione. (TEMPOITALIA.IT)










