
(TEMPOITALIA.IT) Da anni attendiamo un inverno degno di tale nome, ma il meteo ha riservato solo cocenti delusioni per gli amanti di gelo e neve. Quest’anno sembrano esserci delle possibilità, ma non certezze e si tratta solo di ipotesi. Quest’ultima parte di Novembre nel segno del freddo farebbe immaginare scenari gelidi.
In realtà non ci dobbiamo attendere una stagione invernale rigida o nel segno delle grandi nevicate solo per il brusco raffreddamento recente. Non sempre il freddo di fine novembre prelude ad un inverno altrettanto importante e si potrebbero citare numerosi casi di inverni divenuti scialbi dopo un freddo precoce.
La debolezza del Vortice Polare risulta un fatto indietro dopo gli ultimi anni in cui correva a mille e potrebbe quindi determinare sorprese nel corso dell’inverno. Al momento la debolezza del Vortice Polare in stratosfera non si riflette sulla troposfera. Cosa significa tutto questo? Al momento nulla di concreto.
Quello che possiamo dire è che ci sarà un passo indietro dell’inverno, almeno nella prima parte di Dicembre. Le perturbazioni dall’Atlantico non mancheranno, ma l’aria gelida resterà più ritirata alle alte latitudini, complice una nuova accelerazione delle correnti zonali e del Vortice Polare più forte in troposfera.
In linea generale, l’inverno 2025-2026 si mostra interessante secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalle elaborazioni NOAA/NCEP degli Stati Uniti. Ma non solo, anche il prestigioso Centro Meteo Europeo (ECMWF), mostra scenari di marcata variabilità.
Vivacità e poco anticiclone, con precipitazioni invernali sopra media
Non si parla in particolare di freddo e gelo, ma precipitazioni superiori alla media in area mediterranea e più in generale su tutta l’Europa Meridionale. Si prospetta un clima invernale altalenante, senza i lunghi periodi di alta pressione che hanno spento le ultime stagioni invernali.
Gennaio potrebbe essere il mese più favorevole per l’inverno, con interferenze fredde dall’Europa Centro-Orientale. Le irruzioni fredde o persino gelide, interagendo con il Mediterraneo, potrebbero favorire quindi nevicate anche a quote basse, trovandoci nel momento centrale dell’inverno.
Si tratterebbe ad ogni modo di episodi comunque fugaci, nulla a che vedere con le grandi ondate di freddo del 2012 o l’ultima importante del 2018. Le temperature dovrebbero mantenersi nel complesso superiori alla norma, ma senza anomalie eclatanti.
La neve potrebbe cadere abbondante sulle Alpi e sugli Appennini, data la previsione al momento favorevole per precipitazioni sopra la media. Naturalmente, nei momenti propizi di maggiore freddo, si potrebbero realizzare condizioni favorevoli per la neve fino in pianura, naturalmente in Val Padana e sulle Adriatiche.
Il rischio di nevicate sulla carta parrebbe maggiore di altri anni, grazie a locali condizioni atmosferiche che faciliteranno il formarsi di un “cuscinetto” di aria gelida, tipico della Val Padana. Gennaio sarebbe il mese ideale. Eventuali sorprese meteo più rilevanti saranno strettamente correlate al Vortice Polare. (TEMPOITALIA.IT)









