
(TEMPOITALIA.IT) La neve è tornata protagonista su diverse aree del Nord dell’Italia dopo una lunga fase stabile e insolitamente mite in quota, concentrata tra 7 e 14 Dicembre. In quei giorni l’anticiclone aveva imposto condizioni poco favorevoli alle precipitazioni nevose, soprattutto sulle montagne. Il cambio di passo è stato netto, con nevicate abbondanti già osservate sulle Alpi Marittime e sul basso Piemonte, in particolare oltre i 1000 metri.
Non si tratta però di un episodio isolato. Le proiezioni indicano che altra neve è in arrivo, con una fase particolarmente interessante in coincidenza con la settimana di Natale. Per questo è utile entrare nel dettaglio e capire dove gli accumuli potranno diventare davvero rilevanti.
Un Natale più dinamico, lontano dai grandi anticicloni
Per alcune zone del Nord si profila un Natale dal sapore più invernale, soprattutto se confrontato con gli ultimi anni, spesso dominati da anticicloni nord-africani molto persistenti. Quelle configurazioni, ormai ricorrenti, favorivano masse d’aria calde e secche capaci di erodere rapidamente il manto nevoso anche ad alta quota.
Quest’anno lo scenario è diverso. Più perturbazioni attraverseranno il Mediterraneo in un contesto freddo ma non gelido, sufficiente però a garantire nevicate frequenti in montagna. La neve difficilmente raggiungerà le pianure, se non in situazioni locali e marginali, mentre risulterà decisamente più probabile al di sopra dei 1500 metri, con episodi localmente più bassi sulle Alpi occidentali.
La perturbazione nord-atlantica in arrivo da Domenica
Il passaggio chiave è atteso da Domenica 21 Dicembre. Una perturbazione nord-atlantica investirà il Paese trasportando aria di matrice polare marittima, con origine nell’area della Groenlandia. Questa tipologia di massa d’aria presenta una struttura ben definita, con aria molto fredda in quota e strati più miti nei bassi livelli, dopo il lungo percorso sopra l’oceano.
È proprio questo contrasto termico a favorire precipitazioni persistenti, soprattutto sui settori più esposti alle correnti occidentali. In presenza di orografia favorevole, il potenziale nevoso diventa significativo.
Le aree più esposte tra 21 e 23 Dicembre
Tra 21 e 23 Dicembre le precipitazioni risulteranno più insistenti su Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Appennino emiliano e Lombardia. In montagna si tratterà prevalentemente di neve, con quota neve localmente in calo fino a 800-900 metri sulle Alpi occidentali, soprattutto nei momenti di maggiore intensità precipitativa.
Le zone più esposte risultano il Torinese e il Cuneese, dove la combinazione tra correnti umide e rilievi favorirà gli accumuli più abbondanti. Le elaborazioni del Centro Meteo europeo ECMWF indicano proprio su questi settori i massimi nevosi dell’intero evento.
Accumuli complessivi: dove si potrà superare un metro
Guardando all’intero periodo dei prossimi 10 giorni, emerge un dato rilevante. Sul basso Piemonte, al di sopra dei 1000 metri, gli accumuli complessivi potrebbero superare il metro di neve fresca entro Natale. Si tratta di valori importanti, destinati a ridursi rapidamente scendendo di quota, fino a diventare nulli sulle colline, dove al più potrà comparire qualche spolverata temporanea.
Nevicate sono attese anche sulle Alpi valdostane, sull’Alto Piemonte, sulle Alpi lombarde e sulle Alpi Marittime, con quantitativi comunque inferiori rispetto al basso Piemonte, ma sufficienti a consolidare un manto nevoso continuo e significativo in vista delle festività.
Analisi basate su dati ECMWF e GFS (TEMPOITALIA.IT)






