(TEMPOITALIA.IT) Negli ultimi giorni il tema dominante è stato uno solo: Alta Pressione. E lo sarà anche nel corso della prossima settimana, fino alla metà del mese, con condizioni meteo climatiche molto diverse rispetto alle settimane precedenti. Si tratta di un quadro più stabile, al quale molti non erano più abituati dopo un periodo marcatamente dinamico.
L’Autunno è stato infatti caratterizzato da una circolazione vivace, con frequenti passaggi perturbati, piogge a tratti abbondanti e temperature che solo per brevi periodi si sono spinte su valori molto elevati. Ciò che è rimasto maggiormente impresso è stato l’arrivo anticipato dell’Inverno nell’ultima decade mensile, con due irruzioni di aria artica che hanno dato una chiara impronta fredda alla fine della stagione autunnale.
Dalle irruzioni artiche al dominio anticiclonico
Le due irruzioni artiche hanno alimentato le aspettative di chi attende freddo e neve, mentre chi preferisce condizioni più stabili si aspettava il ritorno dell’Anticiclone. Ora questo ritorno è in pieno svolgimento: l’Alta Pressione è pronta a imporsi sul Mediterraneo centrale, garantendo una fase più tranquilla dal punto di vista atmosferico.
Le più recenti elaborazioni numeriche indicano che la struttura anticiclonica potrebbe persistere per buona parte della prossima settimana. Non solo 3-4 giorni, che rappresenterebbero una durata fisiologica, ma fino a 6-7 giorni consecutivi. Sono attese giornate piuttosto miti, con valori diurni dal sapore quasi primaverile, mentre nelle ore notturne sarà ancora necessario coprirsi bene per effetto delle inversioni termiche, che favoriscono crolli termici e formazione di nebbie tra valli e pianure.
Rischio persistenza anticiclonica: quali segnali osservare
Resta la domanda se questa fase di Alta Pressione possa trasformarsi in una persistenza prolungata, con effetti potenzialmente problematici. Accade spesso che, una volta imposto il proprio dominio, l’Anticiclone risulti difficile da scalzare, soprattutto nella stagione invernale, quando la circolazione tende a bloccarsi.
Al momento, tuttavia, non sembra questo il caso. Già nel corso del prossimo fine settimana, quello di metà Dicembre, il quadro meteorologico potrebbe avviarsi verso un cambiamento. L’avanzata delle correnti atlantiche umide lungo il bordo orientale dell’alta pressione potrebbe gradualmente erodere la struttura anticiclonica, aumentando la nuvolosità e riportando un po’ di instabilità su parte dell’Italia.
Metà Dicembre: primi segnali di svolta
Secondo le attuali simulazioni, l’azione di pressing delle correnti atlantiche dovrebbe intensificarsi nella settimana intorno al 15 Dicembre, sfociando in un vero e proprio peggioramento. Le mappe di previsione delineano un possibile spostamento dell’Alta Pressione verso ovest, in direzione della Penisola Iberica, con conseguente apertura di un corridoio per l’ingresso di una depressione polare verso l’Italia.
In una prima fase sarebbe coinvolta soprattutto aria polare marittima, più umida e meno rigida, seguita successivamente da impulsi di aria artica più fredda. In questo contesto, l’Inverno potrebbe tornare a manifestarsi in modo più deciso, confermando le indicazioni già ipotizzate in precedenza per la seconda parte di Dicembre.
Verso il periodo natalizio e fine anno: scenari invernali più strutturati
Se questa evoluzione venisse confermata, il cambiamento di metà Dicembre potrebbe rappresentare il preludio alle dinamiche invernali indicate per il periodo delle Feste natalizie. Nella fase che abbraccia Natale e i giorni successivi, gli scenari modellistici a lungo termine contemplano la possibilità di alcune irruzioni artiche sull’area euro-mediterranea.
Non si esclude, in via probabilistica, anche un’eventuale ondata di gelo continentale tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, qualora si instaurasse un collegamento più diretto con le masse d’aria molto fredde di origine continentale. Si tratta di tendenze su scala stagionale, non di previsioni puntuali, ma confermano che la “pausa” anticiclonica in atto è verosimilmente temporanea e che l’Inverno, nelle prossime settimane, potrebbe tornare in scena in modo più marcato.
Credit: dati dei modelli ECMWF, NOAA GFS, ICON e ARPEGE. (TEMPOITALIA.IT)







