
(TEMPOITALIA.IT) L’alta pressione subtropicale è tornata a dominare il Mediterraneo, ma secondo le ultime analisi dei modelli numerici il quadro atmosferico potrebbe cambiare in modo significativo a metà Dicembre. La fase stabile e anomala che ci accompagnerà per diversi giorni, con temperature elevate soprattutto in quota, sembra destinata a interrompersi con l’ingresso di una nuova perturbazione atlantica.
Alta pressione forte, ma anomalie evidenti in quota
Il campo anticiclonico in atto sarà particolarmente esteso e caldo alle alte quote, una condizione che negli ultimi decenni si presenta con una frequenza crescente anche nei mesi freddi. In pianura la percezione dell’anomalia resta attenuata dall’inversione termica, mentre salendo di quota l’impatto diventa immediatamente evidente. Le temperature, soprattutto tra 1500 e 3000 metri, si manterranno ben al di sopra delle medie stagionali, con valori positivi anche oltre i 3000 metri e uno zero termico che tra il 9 e l’11 Dicembre potrebbe arrivare a 3500 metri dalle Alpi alla Sicilia.
Questa anomalia termica accelererà la fusione della neve già presente in quota e renderà estremamente difficile una ripresa delle condizioni invernali almeno fino alla metà del mese.
Cambiamento atteso dal 15 dicembre
Dal 15 Dicembre la situazione dovrebbe evolvere verso un ritorno del maltempo. Le simulazioni mostrano l’arrivo di una perturbazione atlantica che riuscirà a raggiungere l’Europa occidentale per poi scivolare nel Mediterraneo, favorendo la formazione di un vortice depressionario. Questo primo impulso rappresenterà la fine della fase stabilizzante dell’alta pressione e aprirà la strada a un periodo più dinamico.
Prime piogge sulle regioni occidentali
Lunedì 15 le prime precipitazioni dovrebbero interessare le isole maggiori e l’alto Tirreno, quindi Sardegna, Sicilia, Toscana e Liguria. Si tratterà del segnale iniziale di un peggioramento più ampio, destinato a estendersi sul resto della penisola nei giorni successivi.
Tra il 16 e il 18 Dicembre non è esclusa la possibile formazione di un ciclone mediterraneo capace di determinare piogge più diffuse e intense sulle regioni del Centro-Sud, con un contributo importante sia per gli accumuli idrici sia per la graduale normalizzazione delle temperature.
Credit: analisi basata sui dati dei modelli a medio termine ECMWF, GFS – NOAA, ICON e UKMO.









