
(TEMPOITALIA.IT) Il maltempo non sembra voler concedere tregua. Il vortice depressionario continua a imperversare su vaste aree del Nord, colpendo con particolare insistenza l’Emilia-Romagna, la Lombardia e il Piemonte. In queste zone si stanno registrando accumuli pluviometrici significativi, che localmente sfiorano i 100 mm. Le precipitazioni accompagneranno anche il resto di questa giornata di Natale, poiché l’area di bassa pressione rimarrà intrappolata nel bacino del Mediterraneo. Per assistere a un cambio di scenario bisognerà attendere la giornata di Santo Stefano.
Un ciclone intrappolato nel Mediterraneo
Perché questa perturbazione non si sposta? A differenza delle classiche perturbazioni di origine atlantica, che solitamente attraversano la Penisola da ovest verso est nel giro di 24-36 ore, questa configurazione barica è statica. Manca infatti la fondamentale spinta delle correnti occidentali che renderebbe l’atmosfera più dinamica.
Attualmente, il vortice è letteralmente ingabbiato da potenti campi di alta pressione. Il blocco principale è costituito dall’Anticiclone delle Azzorre, vero dominatore della scena meteorologica sull’Atlantico settentrionale, sulle Isole Britanniche e sul Nord Europa. È proprio questa barriera anticiclonica a impedire al maltempo di allontanarsi dall’Italia. Il minimo depressionario, posizionato sul Tirreno settentrionale, non trova via di fuga e continua a ruotare su sé stesso nel Mare Nostrum.
Le conseguenze del blocco atmosferico
La persistenza dell’alta pressione alle alte latitudini non comporta solo pioggia per noi. Tra gli effetti collaterali di questa configurazione anomala sull’Atlantico settentrionale troviamo:
- la discesa di masse d’aria gelida di origine russa e artica verso la Scandinavia e l’Europa orientale;
- la costituzione di un enorme serbatoio di aria fredda a ridosso dell’Italia.
Questa riserva di gelo rappresenterà la vera minaccia per l’inizio del nuovo anno. Crescono infatti le probabilità che, nei primi giorni di gennaio, una massiccia irruzione fredda possa raggiungere il nostro Paese, portando neve anche a quote molto basse.
Meteo Santo Stefano: ultimi disturbi prima del miglioramento
Guardando al futuro immediato, dopo un Natale sotto l’acqua, la situazione inizierà a sbloccarsi durante la giornata del 26 dicembre. Il centro di bassa pressione tenderà a scivolare lentamente verso ovest, dirigendosi verso la Spagna. Contestualmente, sull’Italia la pressione atmosferica tornerà ad aumentare, garantendo un graduale ritorno alla stabilità.
Le zone colpite dalla pioggia il 26 dicembre
Nonostante il miglioramento generale, la giornata di Santo Stefano vedrà ancora precipitazioni residue su alcuni settori specifici: Sardegna, Sicilia orientale, Calabria ionica, Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Piemonte.
Si tratterà per lo più di fenomeni intermittenti, che si alterneranno a qualche rovescio più intenso, specialmente nel catanese, nel messinese e sulla Sardegna orientale. Sulle Alpi piemontesi cadranno gli ultimi fiocchi di neve fino a quote collinari, intorno ai 600-700 metri. Dalla serata, il tempo migliorerà in modo deciso su tutto lo Stivale.
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