(TEMPOITALIA.IT) C’è una notizia che genera un enorme interesse, soprattutto per quella specifica area geografica, e si tratta della possibilità di avere la neve in Pianura Padana. Ma c’è da domandarsi come mai vi sia una tale attenzione per questo fenomeno atmosferico che dovrebbe essere del tutto normale. Dobbiamo andare indietro nel tempo. Ormai sono 10 anni che in Pianura Padana non si verificano precipitazioni nevose rilevanti, eccetto alcune aree che sono state investite da nevicate anche abbondanti nel settore occidentale.
In questo decennio ci sono state due nevicate abbondanti a Torino e una a Milano; entrambe, però, sono rimaste complessivamente sotto la media annuale della neve che dovrebbe cadere in quelle località. Altrove le precipitazioni sono state ancora più irrisorie e meno rilevanti. I giovani, ovviamente, non sono abituati a vedere il paesaggio innevato: la neve la vedono in montagna, mentre nei propri luoghi di residenza è un fenomeno, come abbiamo detto, ormai divenuto non solo raro, ma che praticamente non si osserva quasi più.
Tutto questo accade perché c’è un cambiamento nella sinottica atmosferica: sostanzialmente non giungono più le correnti orientali come capitava in passato, ma manca anche quel vento da nord che abbassava sensibilmente la temperatura dopo il Favonio e che favoriva la formazione del famoso Cuscinetto freddo. Si trattava di un cuscinetto di aria fredda, talvolta gelida, dove poi magari si formavano le nebbie che abbassavano ulteriormente la temperatura – anche di giorno – provocando quella condizione meteo definita Giornata di Ghiaccio, ovvero quando la temperatura massima non supera gli 0°C.
Le prospettive per l’inverno e la polemica sulle previsioni
In questi giorni si parla molto di freddo; abbiamo discusso da tempo del fatto che ci sono gli indici di comportamento del clima favorevoli. Abbiamo ribadito numerose volte che un indice di comportamento del clima, però, non è una previsione meteo puntuale. Pertanto, coloro che hanno scritto dicendo che noi abbiamo “promesso” la neve in Pianura Padana, li invitiamo caldamente ad una lettura più accurata di ciò che scriviamo: la neve in Val Padana non l’abbiamo promessa a nessuno, in quanto non ne abbiamo il potere.
Poi ciascuno è libero di pensare quello che vuole, ma quantomeno senza calunniare, perché nella realtà dei fatti noi abbiamo sempre parlato di indici di comportamento climatici favorevoli. Da alcuni giorni però, in un contesto diverso e osservando i modelli matematici, in alcuni di essi si intercetta la possibilità di avere dell’aria fredda, ma parliamo anche di eventuale gelo.
In tutto questo va anche aggiunto il fatto che siamo appena all’inizio dell’inverno: ci troviamo alla fine della seconda decade di Dicembre e di solito Dicembre non è un mese nevoso. Sì, in passato ci sono state delle nevicate in questo periodo, ma tra i tre mesi dell’inverno questo è il meno nevoso, ovvero ha meno nevicate rispetto agli altri due che sono Gennaio e Febbraio. Pertanto, l’aspettativa di neve maggiore ci sarebbe proprio a Gennaio e Febbraio.
Cosa dicono i modelli matematici
Anche gli indici di comportamento del clima non possono fare – tra parentesi – magie: questi definiscono, in una visione globale ma soprattutto in questo caso emisferica, una determinata condizione. Poi, se questa si verifica in Siberia o nel Nord America, ovviamente non interessa l’Europa e l’Italia, ma ora lo scenario è diverso.
Stiamo osservando, come detto prima e lo ripeto ancora, i modelli matematici che annunciano la possibilità di avere del freddo più intenso. Questo succede più o meno tutti gli anni, ma quest’anno tale tendenza è più accentuata. Hanno prospettato vento molto freddo persino dalle regioni a est dei Monti Urali, dove c’è la Siberia, e inoltre anche un mix di correnti addirittura di origine artico-polare, seguite dalla formazione di un’area di bassa pressione sul Mar Mediterraneo complice di precipitazioni. Questi fenomeni, messi insieme, favoriscono la possibilità di avere neve non solo in Pianura Padana, ma anche in altre regioni italiane, perché si tratterebbe nel caso di un freddo intenso.
Il ruolo decisivo del “Cuscinetto freddo”
Siccome in questo caso parliamo della Pianura Padana, è ovvio che dobbiamo evidenziare che l’arrivo del freddo andrà a generare il Cuscinetto freddo, ideale poi per avere delle nevicate quando transiterà una perturbazione foriera di precipitazioni. Ma attenzione: se poi nessuna perturbazione dovesse transitare in Pianura Padana anche nell’inverno 2025-2026 – nonostante indici climatici favorevoli, freddo che viene da est o comunque dalle regioni artiche e temperature che si abbassano sensibilmente – potrebbe anche non nevicare perché mancheranno le precipitazioni.
D’altronde, nel mese di Dicembre che stiamo trascorrendo, ad oggi le regioni settentrionali e la Pianura Padana hanno visto solo due eventi precipitativi. Vorrei ricordare inoltre che le precipitazioni sulle regioni settentrionali si sono ridotte sensibilmente di frequenza; è quindi chiaro che, con una frequenza ridotta e il cuscinetto di aria fredda, se poi non giunge una perturbazione non ci saranno le nevicate. Purtroppo questo aspetto è molto complesso anche da prevedere: è solo in un ambiente di quasi termine, il nowcasting – cioè praticamente previsioni a breve termine – che è possibile identificare la possibilità di avere veramente la neve. L’oggetto di questo articolo, lo ricordo, è quello di spiegare la possibilità che si possano verificare questi eventi, perché il rischio è questa volta più alto di altre.
Credits e Fonti (TEMPOITALIA.IT)
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Charts and Data
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Weather Models
- NCEP (National Centers for Environmental Prediction): Model Guidance







