(TEMPOITALIA.IT) Diciamocelo chiaramente, l’immagine del Natale con la neve, il caminetto acceso e il gelo che bussa ai vetri è un classico che quest’anno, per una vasta fetta del Nord America, rischia di rimanere confinata nei vecchi film di Hollywood. Guardando le mappe meteorologiche per la fine di Dicembre, viene quasi da stropicciarsi gli occhi: quello che si sta preparando sugli Stati Uniti ha dell’incredibile.
Siamo abituati alle bizze del tempo – il meteo non è mai una scienza lineare – ma l’configurazione barica che sta prendendo forma per la settimana natalizia è qualcosa che va oltre la normale variabilità stagionale.
Un puzzle atmosferico sul Pacifico
Tutto nasce lontano, molto a ovest. La causa scatenante di questo stravolgimento termico va ricercata nell’affondo di un massiccio lobo del Vortice Polare sull’Oceano Pacifico. È una dinamica da manuale, sebbene portata all’estremo: la spinta ciclonica in pieno oceano agisce come un pistone idraulico.
Mentre il maltempo e le basse pressioni affondano al largo della costa occidentale, per risposta fisica – l’atmosfera cerca sempre un suo equilibrio, o il caos, dipende dai punti di vista – si innesca una risalita violenta di aria di matrice subtropicale. Non parliamo di un tepore timido, ma di una vera e propria “lingua di fuoco” che risale dal Golfo del Messico e si spinge su, dritta verso il cuore del continente, arrivando a lambire il Canada.
I numeri dell’anomalia
Analizzando la mappa del modello GEM per Giovedì 25 Dicembre, il colpo d’occhio è impressionante. Il colore viola scuro e nero che vedete al centro degli USA rappresenta l’anomalia termica alla quota geopotenziale di 850 hPa (circa 1500 metri d’altezza). Stiamo parlando di valori che potrebbero toccare i +20°C a quella quota. Per chi non mastica pane e meteorologia ogni giorno, sappiate che avere una +20°C a 1500 metri in pieno inverno è un dato quasi fuori scala.
Al suolo, questo si tradurrà in temperature primaverili, se non addirittura da inizio estate in alcuni stati del Midwest e delle grandi pianure. È un’ondata di calore che non guarda in faccia nessuno: spazzerà via il freddo preesistente con una facilità disarmante.
Dal gelo al caldo: uno shock termico
C’è un aspetto che rende tutto questo ancora più grottesco. Attualmente, vaste aree del Nord America stanno facendo i conti con condizioni invernali piuttosto rigide. Il freddo c’è, è reale. Ma è proprio questo contrasto a rendere la previsione scioccante.
L’atmosfera deciderà di cambiare registro in modo brutale. Passeremo da sciarpe e cappotti pesanti a temperature che, in media, viaggeranno sui 10°C – e localmente anche oltre – sopra la media del periodo tra il 22 Dicembre e il 29 Dicembre. Come conferma la carta delle anomalie settimanali dell’ECMWF, il rosso mattone domina incontrastato su due terzi del continente.
Insomma, mentre noi in Europa magari scruteremo il cielo sperando in qualche fiocco coreografico, gli americani – dal Texas fino al confine con il Manitoba – potrebbero trovarsi a scartare i regali con l’aria condizionata accesa. È l’ennesima dimostrazione di come gli scambi meridiani (quelli che portano aria da sud a nord e viceversa) stiano diventando sempre più esasperati, rendendo la “normalità” climatica un concetto sempre più sbiadito.
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