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Home A La notizia del Giorno

USA – Nord America: Natale 2025 di fuoco, il caldo cancella l’Inverno, per ora

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
18 Dic 2025 - 18:41
in A La notizia del Giorno, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Diciamocelo chiaramente, l’immagine del Natale con la neve, il caminetto acceso e il gelo che bussa ai vetri è un classico che quest’anno, per una vasta fetta del Nord America, rischia di rimanere confinata nei vecchi film di Hollywood. Guardando le mappe meteorologiche per la fine di Dicembre, viene quasi da stropicciarsi gli occhi: quello che si sta preparando sugli Stati Uniti ha dell’incredibile.

Siamo abituati alle bizze del tempo – il meteo non è mai una scienza lineare – ma l’configurazione barica che sta prendendo forma per la settimana natalizia è qualcosa che va oltre la normale variabilità stagionale.

 

Un puzzle atmosferico sul Pacifico

Tutto nasce lontano, molto a ovest. La causa scatenante di questo stravolgimento termico va ricercata nell’affondo di un massiccio lobo del Vortice Polare sull’Oceano Pacifico. È una dinamica da manuale, sebbene portata all’estremo: la spinta ciclonica in pieno oceano agisce come un pistone idraulico.

Mentre il maltempo e le basse pressioni affondano al largo della costa occidentale, per risposta fisica – l’atmosfera cerca sempre un suo equilibrio, o il caos, dipende dai punti di vista – si innesca una risalita violenta di aria di matrice subtropicale. Non parliamo di un tepore timido, ma di una vera e propria “lingua di fuoco” che risale dal Golfo del Messico e si spinge su, dritta verso il cuore del continente, arrivando a lambire il Canada.

 

I numeri dell’anomalia

Analizzando la mappa del modello GEM per Giovedì 25 Dicembre, il colpo d’occhio è impressionante. Il colore viola scuro e nero che vedete al centro degli USA rappresenta l’anomalia termica alla quota geopotenziale di 850 hPa (circa 1500 metri d’altezza). Stiamo parlando di valori che potrebbero toccare i +20°C a quella quota. Per chi non mastica pane e meteorologia ogni giorno, sappiate che avere una +20°C a 1500 metri in pieno inverno è un dato quasi fuori scala.

Al suolo, questo si tradurrà in temperature primaverili, se non addirittura da inizio estate in alcuni stati del Midwest e delle grandi pianure. È un’ondata di calore che non guarda in faccia nessuno: spazzerà via il freddo preesistente con una facilità disarmante.

 

Dal gelo al caldo: uno shock termico

C’è un aspetto che rende tutto questo ancora più grottesco. Attualmente, vaste aree del Nord America stanno facendo i conti con condizioni invernali piuttosto rigide. Il freddo c’è, è reale. Ma è proprio questo contrasto a rendere la previsione scioccante.

L’atmosfera deciderà di cambiare registro in modo brutale. Passeremo da sciarpe e cappotti pesanti a temperature che, in media, viaggeranno sui 10°C – e localmente anche oltre – sopra la media del periodo tra il 22 Dicembre e il 29 Dicembre. Come conferma la carta delle anomalie settimanali dell’ECMWF, il rosso mattone domina incontrastato su due terzi del continente.

 

Insomma, mentre noi in Europa magari scruteremo il cielo sperando in qualche fiocco coreografico, gli americani – dal Texas fino al confine con il Manitoba – potrebbero trovarsi a scartare i regali con l’aria condizionata accesa. È l’ennesima dimostrazione di come gli scambi meridiani (quelli che portano aria da sud a nord e viceversa) stiano diventando sempre più esasperati, rendendo la “normalità” climatica un concetto sempre più sbiadito.

 

Riferimenti e Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • WMO – World Meteorological Organization
  • AMS – American Meteorological Society
  • NASA GISS – Goddard Institute for Space Studies
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Tags: anomalia termicacaldo USAmeteo nataleNord Americaprevisioni dicembretemperature invernovortice polare
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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