
(TEMPOITALIA.IT) Il peggio sembra essere alle spalle. La fase più cruda e turbolenta, caratterizzata da gelo pungente e nevicate a quote collinari, sta lentamente uscendo di scena. Le temperature, dopo aver toccato i minimi a inizio settimana, mostrano ora una chiara tendenza alla risalita. Questo cambio di passo è dettato da una modifica sostanziale della circolazione atmosferica: le correnti zonali si sono rinforzate alle alte latitudini, spingendo il serbatoio di aria gelida continentale verso l’Europa orientale.
Sull’Italia, il quadro sinottico muta, ma senza eccessi trionfali. Un flusso atlantico più temperato accompagna una timida rimonta dell’alta pressione sul Mediterraneo Centrale. Non aspettiamoci però cieli tersi ovunque. L’ingresso di masse d’aria più miti e cariche di umidità favorisce cieli spesso grigi e cupi, specialmente al Nord, sulle pianure della Val Padana e sulla Liguria. Anche parte delle regioni centrali tirreniche vedrà una copertura nuvolosa persistente.
Questa nuvolosità si rivela tuttavia sterile. Qualche piovasco potrà comparire, ma si tratterà di fenomeni isolati e discontinui. Al contrario, schiarite più convinte interesseranno la fascia adriatica, il Sud e le Isole Maggiori, dove il contesto atmosferico rimane decisamente più asciutto. Una pausa, dunque, ma come spesso accade in inverno, destinata a durare poco.
L’evoluzione fino a metà settimana e il crollo dell’anticiclone
L’anticiclone subtropicale che tenta di garantire questa parentesi di quiete mostra, fin dalle prime battute, piedi d’argilla. Nel cuore della settimana, il campo di alta pressione andrà incontro a un inesorabile indebolimento. I segnali di cedimento arrivano dall’Atlantico settentrionale, dove una vasta saccatura nord-atlantica si sta approfondendo tra la Francia e la Penisola Iberica, preparando il terreno per un nuovo guasto del tempo.
Venerdì 16 gennaio: la data del ritorno del maltempo
Il calendario meteo ha un appuntamento fissato: Venerdì 16 Gennaio. Da questo momento, un impulso perturbato ben strutturato raggiungerà la Penisola, riportando piogge diffuse e localmente intense su gran parte del Centro-Nord. I fenomeni torneranno protagonisti anche in Sardegna, mentre il coinvolgimento del Sud appare più lento e graduale.
Sulle Alpi è atteso il ritorno della neve, ma lo scenario sarà ben diverso dai giorni scorsi. Le fioccate saranno confinate alle quote medio-alte. Il motivo è tecnico ma fondamentale: l’afflusso di aria mite, ormai dominante, avrà cancellato completamente il cosiddetto “cuscino freddo” presente nei bassi strati. Questo dettaglio termico ridisegna la geografia delle precipitazioni nevose in montagna.
Dettaglio previsionale giorno per giorno
- Oggi, Martedì 13 Gennaio: Si osserva un aumento della nuvolosità sulla Val Padana, ma senza precipitazioni significative. Nubi più compatte serrano i cieli della Liguria e dell’Alto Tirreno, dove non si esclude qualche isolata pioviggine. Sul resto dell’Italia prevalgono spazi soleggiati. Il rialzo termico si fa sentire, specialmente nei valori massimi.
- Mercoledì 14 Gennaio: Lo scenario si ripete. Nubi irregolari, a tratti dense, insistono sulle pianure del Nord e lungo le regioni centrali tirreniche. Deboli piogge locali possono bagnare la Liguria, la Toscana e il Friuli, senza creare particolari disagi.
- Giovedì 15 Gennaio: La copertura nuvolosa si intensifica ulteriormente al Centro-Nord. Non mancano pioviggini sparse, concentrate soprattutto in Val Padana e sui settori tirrenici, mentre altrove il tempo regge, pur restando spesso grigio.
La tendenza successiva conferma un peggioramento deciso, pilotato dall’arrivo della perturbazione atlantica organizzata. Il maltempo colpirà duro il Nord, parte delle regioni centrali e la Sardegna, segnando la fine definitiva della tregua e l’apertura di una nuova fase dinamica.
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