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Dall’Europa all’Italia, che fine farà il GRANDE GELO RUSSO

Antonio Romano di Antonio Romano
05 Feb 2026 - 15:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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L’inverno mostra i denti a oriente

Mentre una parte del Continente sembra quasi riposare sotto l’influenza di correnti umide e tutto sommato temperate, è sufficiente rivolgere lo sguardo poco più a est per rendersi conto che la stagione fredda, quella vera, sta manifestando una ferocia che non si registrava da tempo. Non stiamo discutendo di una banale diminuzione termica, poiché nella Russia Europea il termometro è crollato drasticamente fino a raggiungere i -35°C, un valore che toglie il respiro e blocca ogni genere di attività all’aperto. La morsa del gelo non risparmia l’Ucraina, dove si segnalano punte di -25°C, e si dirige con forza verso la Polonia. In queste zone sta accadendo qualcosa di visivamente sbalorditivo, il mare ha infatti iniziato a congelare lungo i litorali, mutando il paesaggio in una distesa bianca e immobile, caratterizzata da fiumi e laghi ormai trasformati in lastre di ghiaccio solido. Si tratta di una situazione meteorologica che definire polare non è affatto un’enfatizzazione dei media, ma la pura e cruda realtà dei fatti.

 

Il ruolo del vortice polare e le pulsazioni della stratosfera

Risulta spontaneo domandarsi come sia possibile un simile squilibrio termico. La spiegazione, per quanto articolata nelle sue dinamiche atmosferiche, ha un nome che ormai conosciamo bene, il Vortice Polare. Questa estesa area di bassa pressione che staziona sopra il Polo Nord sta subendo delle pulsazioni insolite. Si può immaginare come una trottola, quando ruota velocemente, il freddo rimane segregato alle alte latitudini. Se però tale trottola vacilla, ecco che un lembo di quest’aria gelida scivola verso sud, invadendo la troposfera dell’Europa Orientale e settentrionale. È esattamente ciò che si sta verificando, un travaso di aria artica che raffredda in modo sensibile ogni territorio che incontra lungo il suo tragitto.

 

L’Italia tra correnti umide e l’ombra del gelo russo

L’Italia, in questo scenario, si trova in una posizione quasi contraddittoria. Solo il Nord Italia è stato finora lambito da queste manovre, ricevendo però in dote nevicate molto abbondanti. Il motivo risiede nell’aria umida proveniente da ovest che si è scontrata con il margine di questo freddo, complice un indice Nao negativo che sta letteralmente spalancando la porta alle perturbazioni dall’Oceano Atlantico. Bisogna ammettere chiaramente che non è il solito inverno anonimo. Quando gli indici climatici come l’AO, ovvero l’Oscillazione Artica, virano verso valori negativi, significa che il Vortice Polare è instabile, quasi frammentato. I risultati sono evidenti ovunque, non solo da noi.

 

Gelo estremo negli Stati Uniti: New York e il fiume Hudson ghiacciato

Se attraversiamo idealmente l’Oceano Atlantico, la situazione negli Stati Uniti non è meno complessa. Ondate di freddo brutali si stanno abbattendo sulle regioni settentrionali dell’America del Nord. A New York, una metropoli abituata a ogni eccesso, le autorità hanno dovuto interrompere la navigazione sul fiume Hudson perché l’acqua si è mutata in un ammasso di ghiaccio galleggiante. Persino il mare davanti alla città sta iniziando a mostrare i primi segni di congelamento. È un quadro meteorologico imponente, figlio di una circolazione atmosferica che sembra voler riscattare anni di stagioni sottotono. Una nuova tempesta di neve è prevista a breve nel settore centro,orientale degli USA, pronta a riportare le temperature a livelli record dopo brevi e ingannevoli parentesi quasi primaverili.

 

Il muro invisibile delle correnti occidentali sul Mediterraneo

Ma allora, per quale ragione questo gelo epocale non riesce a penetrare con decisione in Italia? Al momento, siamo protetti, o forse sarebbe meglio dire bloccati, da correnti da ovest estremamente vigorose. Questi venti soffiano con intensità dall’Oceano Atlantico e agiscono come un muro invisibile, impedendo all’aria russa di dilagare verso il Mar Mediterraneo. Al massimo, qualche refolo riesce a traboccare sulle regioni settentrionali, ma oltre la Pianura Padana non si va. Eppure, i modelli matematici, quelli che studiano le proiezioni a lungo termine, iniziano a mostrare segnali di cedimento. Alcune simulazioni prospettano che questa massa d’aria fredda possa trovare una fessura e raggiungere la Penisola in maniera più massiccia. Se ciò accadesse, non discuteremmo più solo di neve sui monti o in qualche angolo del Piemonte, ma di una nevicata democratica, capace di imbiancare le basse pianure in modo diffuso.

Eventi estremi tra Costa Azzurra e Isole Canarie

Un eventuale scontro tra questa aria gelida e quella mite oceanica non sarebbe privo di pericoli. Al contrario, potrebbe generare fenomeni meteo estremi. Lo abbiamo già osservato in questi giorni, precisamente il 3 febbraio, quando un nubifragio di inaudita violenza ha colpito la Costa Azzurra. In poche ore sono caduti 85 millimetri di pioggia, accompagnati da una grandinata eccezionale che ha lasciato al suolo dieci centimetri di ghiaccio. I chicchi, grandi fino a 2 centimetri, hanno creato disagi immensi. Non è un caso isolato. La Spagna e il Portogallo stanno lottando con piogge torrenziali, e nelle Isole Canarie gli accumuli hanno toccato la cifra incredibile di 350 millimetri. Il clima si sta estremizzando, è un dato di fatto inoppugnabile.

 

Febbraio e il possibile colpo di coda dell’Inverno

Guardando oltre, a circa una settimana di distanza, entriamo nel campo delle grosse incognite. È qui che il lavoro del previsore diventa quasi un’arte. I modelli matematici stanno letteralmente traballando. Il centro europeo, l’ECMWF, mostra una linea di tendenza che si discosta sensibilmente da quella del modello americano GFS. Uno dei due prefigura l’arrivo della neve sul Nord Italia in grande stile, mentre l’altro mantiene una linea più conservativa. Ci troviamo in bilico, ai margini di un evento meteo eccezionale che potrebbe cambiare il volto di questo febbraio. L’Italia è lì, sulla linea di confine tra la mitezza e il gelo siderale. Febbraio è storicamente il mese delle sorprese, il periodo in cui il Vortice Polare può andare incontro alla sua rottura definitiva, il cosiddetto Stratwarming. Se ciò dovesse accadere, le carte in tavola verrebbero rimescolate totalmente.

 

Credit:

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • World Meteorological Organization (WMO)
  • NASA Climate Change Service
  • Nature Geoscience

 

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Tags: aria articacuscinetto freddofreddo intensoinverno 2026isola di caloremeteo gelometeo milanoneve italianeve pianuraneve Pianura Padanapioggia abbondanteprevisioni febbraioprevisioni lombardiariscaldamento globalevortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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